Il quartiere XV della Vittoria a Roma (Affinità Elettive Edizioni, 2026, pp. 183) è il saggio della storica Paola Cintoli in cui analizza, e al meglio, l’”urbanizzazione e sperimentazioni architettoniche nell’edilizia residenziale dell’Istituto Case Popolari, 1919-1930”, come è scritto nel sottotitolo.
Il Quartiere Della Vittoria è un insieme di larghe strade radiali alla piazza Giuseppe Mazzini, centralità del quartiere stesso. Nel 1907 una coalizione laico-liberal-socialista portò all’elezione quale Sindaco di Roma di Ernesto Nathan (1845-1921), massone di idee mazziniane. Egli fu un finanziere e un uomo politico londinese, il quale collaborò attivamente con Giuseppe Mazzini a Londra e fu, quindi, cittadino italiano dal 1888. Fu quindi un grande e rimpianto Sindaco di Roma dal 25 novembre 1907 al 3 dicembre 1913.
Venne quindi organizzato un programma riformatore nel quale si inserì l’elaborazione di un nuovo piano regolatore e s’introdusse il principio secondo il quale i fabbricati alti fino a metri ventiquattro si dovevano alternare a villini di due o tre piani. L’idea di Piazza d’Armi – primo nome del tracciato urbano del Quartiere Della Vittoria –, luogo nel quale si tenevano esercitazioni militari, rientrò nel piano e fu destinata all’edificazione di fabbricati su terreni che erano di proprietà pubblica. Le costruzioni, non condizionate da speculazioni edilizie private, permisero progetti e schemi a costi accessibili.bLa scelta del nome “Della Vittoria” fece riferimento alla grande vittoria del Regno d’Italia nella Prima Guerra Mondiale.
Molto particolare e originale l’assetto architettonico dei molteplici e singolari villini del Lungotevere, accomunati da un ritorno allo stile rinascimentale e barocco, secondo un gusto e una certa tendenza dell’epoca (1909-1911). Alcuni edifici esistono ancora oggi e fanno bella mostra della loro ubicazione sul Lungotevere delle Armi.
Lo sviluppo edilizio fu imponente, oltre le case di edilizia pubblica si costruirono scuole, l’Ospedale materno Regina Elena (sul viale Angelico), opere sportive grandiose come il Foro Mussolini, ora Foro Italico e la rimessa/deposito dei tram alla piazza Bainsizza, oggi inserita nel nuovo Piano Regolatore come opera da tutelare e valorizzare. Nel 1911 si tenne nella Piazza d’Armi la grandiosa Esposizione celebrativa del L del Regno d’Italia.
Questo saggio della professoressa Cintoli è una perfetta analisi di quello che fu e attualmente è questo Quartiere di Roma. Il suo è un insieme di scenari: da quello naturale, digradante dalle pendici del Monte Mario e fino alla riva del Tevere, all’equilibrato coordinamento di piazze, unici viali alberati e un’architettura tendente all’armoniosa e del tutto unica e raffinata integrazione di stili diversi. Particolari sono i suoi villini verso la fine del viale Mazzini e affacciati sul Tevere. E fu proprio, come scrivevo, che il grande sindaco Nathan volle, nel 1909, il nuovo “Piano Regolatore”, elaborato dall’ingegnere Edmondo Sanjust di Teulada. Il saggio, grazie alla consultazione di documenti di archivio, fonti bibliografiche, dipinti, carte e mappe toponomastiche, foto d’epoca, ricostruisce alla grande il percorso edificatorio di questo quartiere romano. Il principio fondamentale della Giunta Nathan fu un’edilizia residenziale su terreni pubblici e ciò per realizzare abitazioni, grazie all’Istituto Autonomo per le Case Popolari, di bisogno sociale delle classi medie e delle più disagiate.
La professoressa Cintoli, in uno stile molto sobrio, ma preciso e attento, ci narra tutta la storia del Quartiere Della Vittoria dalla trasformazione di quella che era la “Piazza d’Armi” fino alla sua urbanizzazione. Nel saggio è posto molto bene in risalto il tipo di edilizia che spazia dalla “secessione” viennese al “barocchetto romano”, quindi al Razionalismo e la trasformazione del villino in palazzina molto elegante. È un saggio che va anche ammirato per la ricchezza delle sue immagini che fanno vivere il quartiere in esame.
Il Della Vittoria è il Quartiere della RAI, della “Casa Balla” (del pittore Giacomo), alla via Oslavia n. 39b e anche della “Casa Museo di Alberto Moravia” al Lungotevere della Vittoria n. 1. Il saggio è ricco di note esplicative e di una molto completa bibliografia.
Sono nato e vissuto nel Quartiere Della Vittoria, che tuttora adoro, ma purtroppo attualmente sulla stampa, sui social, in TV non è mai denominato con il suo nome, ma genericamente “Quartiere Prati”, che a Roma non ne esiste uno con tale denominazione. C’è il “Rione Prati” limitrofo al quartiere in esame.
Concludo con queste parole tratte dalla Prefazione dell’Assessora alla Cultura del I Municipio di Roma Centro (di cui fa parte il Quartiere della Vittoria) Giulia Silvia Ghia:
Queste pagine ricordano a tutti noi che Roma non è soltanto un palinsesto monumentale e prestigioso, ma anche la somma di quartieri nati da scelte civiche lungimiranti, da politiche pubbliche illuminate, da architetti che hanno saputo coniugare estetica e solidarietà, da comunità che hanno costruito qui le proprie storie familiari. È un patrimonio che va raccontato, difeso e, quando necessario, rigenerato.
- Autore: Paola Cintoli
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2026
- ISBN: 9788873268239
Ti piace SoloLibri?
© Riproduzione riservata sololibri.live
Un libro perfetto per...
A chi vuole conoscere ed apprezzare questo Quartiere Romano
Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Il quartiere XV Della Vittoria a Roma
Lascia il tuo commento