“14 storie nere”: questo è lo strillo di copertina di Tutto è fatidico di Stephen King (2013), pubblicato per la prima voltanel 2002 da Sperling & Kupfer e tradotto da Tullio Dobner. Si tratta della settima raccolta di racconti dello scrittore, alcuni lasciati brevi e non completamente riusciti, altri che funzionano nella loro capacità di lasciare il finale in sospeso, come se fossero la base di romanzi. Eppure, funzionano proprio perché non sono diventati romanzi.
Tra i racconti migliori troviamo "1408", da cui ne hanno tratto l’omonimo film del 2007 di Mikael Håfström, con John Cusack e Samuel L. Jackson. Narra la storia di uno scrittore, Mike, che vuole scrivere una storia di case presumibilmente infestate e smontarne tutte le credenze. Qual è il metodo per rendere la confutazione il più credibile possibile? Vivere in prima persona l’esperienza. Trova così una stanza in un albergo di New York, la camera 1408, luogo da cui nessuno è mai uscito vivo. Nonostante il consiglio di lasciar perdere da parte del proprietario dell’hotel, Mike decide di fare di testa sua e di passare una notte in quella camera. Ben presto, però, comprenderà a pieno il motivo di tutti quei suicidi e omicidi. Questo è il migliore racconto dell’antologia. Un racconto che in gran parte è un’avvertenza, il dialogo tra il proprietario e lo scrittore che, senza esplicitare, lascia immaginare cosa potrebbe accadere in quella stanza.
Il secondo migliore racconto è “Riding the Bullet. Passaggio per il Nulla”, da cui ne è stato tratto un film omonimo del 2004 di Mick Garris, uscito in home video in Italia nel 2005. Qui, il protagonista è uno studente universitario, Alan Parker. Un giorno riceve una telefonata da un’amica di famiglia, la quale gli riferisce che la madre ha avuto un ictus ed è ricoverata in ospedale. Alan deve fare chilometri in autostop per raggiungerla, e nel mentre si ritrova a patteggiare con la morte stessa: o muore lui, o sua madre. Chi sceglie? Un racconto che spaventa nella solitudine, al buio, sul ciglio della strada e con la morte che si aleggia nell’aria.
Il racconto che ho trovato più spaventoso è “Il virus della strada va al Nord”. Richard Kinnel, uno scrittore di libri horror, compra a un mercatino un quadro inquietante dal titolo "Il Virus della Strada va al Nord". Questa pittura raffigura un’auto nera coi finestrini oscurati che percorre una strada di notte. Successivamente, capisce di doversi sbarazzare del quadro quando si accorge che la macchina si sta avvicinando sempre di più al primo piano, con nuovi dettagli che si aggiungono ogni giorno. Ha la strana sensazione che si stia avvicinando a casa sua. Richard cerca di distruggerlo in tutti i modi, ma il quadro torna sempre. Intanto, l’auto è sempre più vicina.
Infine, “Autopsia 4”. La storia di Howard Cottrel che si ritrova sul tavolo di un obitorio, vigile e cosciente, senza la capacità di muoversi e di parlare. Come può far capire ai medici che è vivo, mentre stanno per aprirlo in due? Un incubo a occhi aperti, in cui ci si affida solo alla fortuna per salvarsi.
Per i fan della saga della Torre Nera, non mancano due racconti, ossia Tutto è fatidico (nome omonimo della raccolta) e Le piccole sorelle di Eluria, che si collegano direttamente all’universo fantasy e weird western. Questi racconti sono delle piccole finestre che si affacciano al capitolo successivo della saga uscito nel 2003, I lupi del Calla.
Una raccolta varia di generi, in cui l’orrore è predominante. Qui la paura si nasconde nelle scelte che si fanno e nella solitudine dei personaggi. Una solitudine che attira molto l’attenzione del male, e l’unico modo per salvarsi è fuggire o scegliere. Ogni azione compiuta determina se porta nella salvezza oppure no.
- Autore: Stephen King
- Genere: Raccolte di racconti
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Sperling & Kupfer
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Tutto è fatidico
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