Prima che sia troppo tardi (Edizioni IlViandante, 2025) è il nuovo romanzo della docente, poetessa e scrittrice Alessandra Bucci.
Quando Aurora torna nel piccolo paese abruzzese della sua infanzia, e ciò per assistere la nonna malata, tutto immagina tranne che quel viaggio sarà l’incipit di un percorso molto più profondo. Si tratta, oserei dire, di un viaggio nel tempo, nel dolore e nei legami che sopravvivono anche alla morte. Infatti tra ricordi taciuti e rivelazioni sconvolgenti, scopre le storie di tre generazioni di gemelle, unite da scelte fatali e amori proibiti. Dalla guerra ai giorni nostri, la memoria di donne dimenticate riaffiora chiedendo ascolto. Solo affrontando il trauma che l’ha divisa da Leila, la sorella gemella perduta, Aurora potrà interrompere il ciclo.
Prima che sia troppo tardi è un romanzo molto profondo e che non si può spoileare affatto, in quanto va letto e, strada facendo, vengono alla luce i misteri, le situazioni che legano le tre coppie di gemelle. Come è chiaramente scritto nella prefazione: Isabella e Sofia, “costrette a scelte laceranti, in un’Italia occupata e frammentata durante la Seconda guerra mondiale”; Luisa e Silvana, “cresciute tra le rovine e i silenzi del dopoguerra”; e Aurora e Leila, “figlie del presente ma eredi inconsapevoli di una trama profonda, intricata, irrisolta. Tre coppie spezzate. Tre assenze. Tre dolori che cercano uno sbocco, uno scioglimento, una possibilità di verità”. E sarà appunto Aurora, ascoltando i discorsi della nonna malata, a risolvere questa situazione storica della sua famiglia; ciò accadrà un po’ come un “Kintsugi”, cioè l’arte giapponese di ricostruire le ceramiche dai cocci e di creare nuova bellezza.
È un romanzo che si legge tutto di un fiato grazie alla bravura della Bucci di raccontare particolari, situazioni, dettagli, che quasi prende per mano il lettore trasportandolo nei luoghi della storia e rendendolo testimone. È sicuramente il caso in cui l’autrice racconta dei duri mesi dopo l’8 settembre 1943, lungo la “Linea Gustav” (per la zona abruzzese), ma che si estendeva dalla foce del Garigliano e fino ad Ortona. Queste descrizioni dei luoghi, dei rifugi, delle grotte mi fanno venire in mente un altro bel romanzo, L’Ombra della guerra (Edizioni IlViandante, 2024) di Andrea Verrocchio, che narra anch’esso la durezza della guerra in tali luoghi.
Notevole e originale è l’idea della Bucci, anche qui, di pubblicare all’inizio di ciascun capitolo una frase, un pensiero, una massima di autori e scrittori di tutti i tempi che praticamente riassume il capitolo medesimo.
Ringraziamo Alessandra Bucci per questo romanzo intenso e lirico, che spazia dal presente al passato e viceversa, con profonda psicologia e particolare memoria, in un racconto struggente di sorelle divise e legami che resistono al silenzio. Perché ogni silenzio custodisce una verità pronta a emergere e cambiare tutto ciò che credevamo immutabile. E la verità emerge sempre se la si vuole cercare, e se si vuole chiudere con un passato per rivalutare e ricostruire un futuro migliore.
Prima che sia troppo tardi sarà presentato oggi 3 ottobre presso l’Aula Consiliare del Comune di Martinsicuro.
- Autore: Alessandra Bucci
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2025
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