Come in tutte le guerre civili, si consumarono eccessi sanguinosi nella Vandea francese, refrattaria alla Rivoluzione giacobina e annessi: in particolare, la laicizzazione forzata dallo Stato e la leva militare obbligatoria. Fatto sta che a reprimere col terrore l’insorgenza cattolicissima vandeana fu l’osannata e libertaria Révolution, che elevava i francesi a “cittadini” a condizione che fossero fedeli ai canoni rivoluzionari, altrimenti erano guai per i malcapitati. In un ampio territorio dell’Occidente atlantico transalpino, la popolazione non ne volle sapere di libertà, uguaglianza, fratellanza e si ribellò. Cinque le campagne di repressione raccontate da Giorgio Enrico Cavallo nel saggio storico Per Dio e per il re. Vandea, eroi e martiri della Cotrorivoluzione, novità a fine anno nella Biblioteca di storia europea, collana diretta da Oscar Sanguinetti del marchio D’Ettoris Editori di Crotone (novembre 2024, 366 pagine, con un inserto a colori di sedici pagine di foto e documenti). Docente, storico e giornalista, l’autore è specializzato in storia moderna e ha firmato numerosi saggi sull’età della Rivoluzione, sul Risorgimento e sui Savoia.
Alcune avvertenze. Innanzitutto riguardo al territorio. La Vandea è una sintesi creata dai rivoluzionari: la gran parte delle guerre venne condotta nell’area geografica di tre regioni storiche della Francia interessate dall’insorgenza: Bretagna (Loire-Atlantique), Anjou (il Maine-et-Loire) e parte del Poitou, il Bas-Poitou (la Vandea).
Destinando il volume al pubblico italiano, l’autore ha preferito adottare un taglio il più possibile divulgativo, per stimolare la lettura e semplificare i passaggi complessi. Si è anche concesso di usare la prima persona singolare narrativa, al posto dello stile impersonale della manualistica. In più occasioni si rivolge in modo diretto al lettore, richiamandone l’attenzione. L’inserto a colori propone immagini d’epoca e riproduzioni di documenti, tratte dalla sua raccolta privata, in aggiunta ad alcune fotografie scattate durante una visita, in agosto.
Ecco quindi le vicende della guerra controrivoluzionaria e antigiacobina, meglio, delle guerre: perché vi furono cinque distinte fasi belliche, e da quelle derivarono tante Vandee in Europa e insorgenze cattoliche in Italia.
Significativa la prefazione polemica di Cavallo, dove fa osservare che per più di duecento anni la Vandea è stato un peso per gli studiosi. Tutto macchiava la gloriosa epopea della Rivoluzione francese: gli annegamenti di Nantes, le Colonne Infernali, le fucilazioni di massa, i forni crematori, gli stivali di pelle di vandeano. Tutto copriva d’ignominia l’avvento dei Lumi, portatore di progresso e civiltà in Europa. Non ha forse cacciato dai troni i vecchi despoti, dando finalmente all’uomo la libertà? Meglio dimenticare, perciò, le centinaia di migliaia di morti della Vandea, della Bretagna, dell’Anjou, del Maine, della Normandia. Gran parte degli storici ha seguito questa linea, ma la Vandea è rimasta “un convitato di pietra troppo ingombrante”, e presto o tardi si è presentata al banchetto. A parere dell’autore, “l’acqua sorgiva della verità” ha lavato la patina di retorica che giustificava “gli infiniti orrori” della Rivoluzione francese:
crimini, ruberie, violenze, eccidi, fino all’ultimo e più alto dei tradimenti: rinnegare la cultura occidentale latina e cristiana, esemplificato nell’uccisione del re, in aperta sfida anche all’ordine voluto da Dio.
Per Cavallo è stata anti-cristiana e soprattutto anti-cattolica, dissacrante, blasfema, apostata. Avrebbe dovuto creare un mondo nuovo, senza chiese, senza preti e senza Dio, invece impattò contro la Vandea. I contadini, i barcaioli, i boscaioli dell’Ovest si organizzarono in una specie di crociata; esposero immagini di santi e del Sacro Cuore, si armarono, lottarono per la fede. Scelsero per capi i nobili dei territori, “perché il compito degli aristocratici” era difendere le loro comunità. In un territorio piegato dalla cieca violenza rivoluzionaria, le guerre di Vandea sono un affresco di volti e nomi di uomini e donne, a lungo ridotti però a eroi locali, per quanto abbiano tuttora tanto da insegnare. Credevano in qualcosa, in modo ostinato, combattivo. Hanno patito un martirio doloroso ma vinsero, riuscendo a mantenere la Chiesa, i preti, gli altari e contribuendo al ritorno dei re.
Impossibile calcolare le vittime delle guerre vandeane. Confrontando gli abitanti locali dal 1780 al 1820, si registra l’assenza di oltre 117mila unità. Un dato impressionante, per quanto inferiore alle stime di allora: 300 mila secondo Chateaubriand, che allargava l’area e includeva l’esercito repubblicano. Il numero di morti ha indotto oggi lo storico Reynald Secher a gridare al genocidio, tesi contestata dai Francesi fedeli al mito della Révolution. Vanno aggiunti i decessi per fame e freddo; in territori semi-distrutti e dove le Colonne Infernali avevano incendiato i boschi, si viveva privi di ripari per l’inverno, senza cibo e legna. Con la denutrizione aumentarono le malattie: scorbuto, tifo, dissenteria. La guerra di Vandea fa registrare una quasi identica percentuale di scomparsi tra i sessi, perché i repubblicani infierivano sulle donne. E vanno aggiunti i mutilati e gli impazziti.
L’attenzione di Giorgio Cavallo si rivolge anche alle Vandee italiane, le rivolte di popolo contro giacobini e francesi, dal 1796 al 1815, represse nel sangue con violenze, massacri di massa, stupri, profanazioni di chiese, distruzioni di paesi interi. Il lavoro, spiega l’autore, nasce da anni di ricerca e da un viaggio recente in Vandea. È completato da rare immagini d’epoca e alcuni scatti della martoriata Vendée Militaire.
- Autore: Giorgio Enrico Cavallo
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2024
- ISBN: 9788893281645
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Per Dio e per il re. Vandea, eroi e martiri della Controrivoluzione
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