Di certo è stato un anno, quello passato, importante per Daniela Matronola, candidata al Premio Strega con il suo romanzo In piena luce, uscito per i tipi de Les Flâneurs Edizioni, e vincitrice del prestigioso Premio Malerba 2023 con la raccolta di racconti Le porte del cielo (Monte Università Parma, 2024). Il suo un tributo a una ricerca costante di uno stile, una chiave di scrittura che sappia cogliere gli avvenimenti contemporanei utilizzando una lente di ingrandimento che è memoria del passato, ma anche proiezione e capacità di intuire il futuro.
Le porte del cielo è una raccolta di dodici racconti, a prima vista non legati l’uno all’altro, ma addentrandoci nella lettura ci rendiamo conto come siano invece il frutto maturo di una scrittura che segna molte stagioni del nostro disincanto. Come dice la stessa scrittrice in un’intervista rilasciata a Paolo Restuccia (amico, scrittore, giornalista conduttore della trasmissione radiofonica “Il ruggito del coniglio”):
Questi racconti si sono accumulati in trent’anni e più, e non pensavo di raccoglierli. Però a un certo punto ho cominciato a dare peso a queste singole storie e a sentire che, per quanto disparate, erano disperate abbastanza per stare in un contenitore.
Ecco la parola magica, anzi le parole magiche: sono racconti “disparati” ma abbastanza “disperati” per avere diritto di esistere, di venire alla luce attraverso appunto un percorso apparentemente non lineare ma mai banale, con un ritmo di scrittura a volte nervoso, a volte grottesco, a volte malinconico, perché quello della Matronola è un timbro di voce capace di cambiare, rimanendo al contempo sempre se stesso. Una voce che si fa signora quando lo desidera, ma che sa anche graffiare e colpire quando è il momento giusto.
Il titolo vale un discorso a parte; Le porte del cielo che quelli della nostra generazione, quelli nati negli anni del boom economico, riconosceranno subito, ma anche qui non nascondo la certezza che anche i ragazzi di oggi sapranno capire e entrare in sintonia. Knockin’ on Heaven’s Door, un pezzo trasognato, una ballata struggente di Bob Dylan: Volevo bussare alle porte del cielo. Un titolo che è qualcosa di più di un’aspirazione, di un desiderio, ma quasi la scelta precisa di una indicazione: dare alle piccole cose la scintilla giusta, la scrittura tenace, il ritmo perfetto che hanno questi dodici racconti, tanto che si possa pensare di farne canzoni oppure monologhi teatrali. Sono racconti che giocano con le parole ma dalle parole prendono la forza e sono in grado di farci volare.
Un elogio particolare al racconto Cimitero degl’Inglesi, non perché sia necessariamente il più bello, ma forse a suo modo il più veritiero, quello che osa raccontare di se stesso e al contempo farsi voce della propria generazione e delle generazioni future; un racconto dove sempre la famosa generazione del boom economico e le generazioni di oggi possono incontrarsi. Sì, Cimitero degl’Inglesi è un piano di incontro dal quale ripartire.
È il 1979, l’anno del tuo primo voto. Ed è una tornata suntuosa: Elezioni Europee. Sarai anche la classica adolescente ingenua, infarcita di principi, tenuta al riparo e con ancora scarse esperienze, illusa che la buona volontà possa cambiare il mondo…
- Autore: Daniela Matronola
- Genere: Raccolte di racconti
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2024
- ISBN: 9788878476578
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Le porte del cielo
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