Britannia, 61 d.C.. La battaglia sull’altura nell’isola ribelle si annunciava disperata per le legioni di Caio Svetonio Paolino, il governatore della provincia. Enorme l’inferiorità numerica degli armati di Roma, davanti alle combattive tribù britanne riunite da Budicca. Ma l’addestramento, le armi, la posizione scelta dal generale hanno capovolto le sorti dello scontro. La regina degli Iceni è sconfitta e desolata, nelle prime pagine del ventitreesimo titolo della Eagles of the Empire series, la saga di Catone e Macrone, eroi del I secolo e protagonisti delle pagine di epica avventura storica proposte in tutto il mondo da Simon Scarrow. A un anno dalla prima edizione come Revenge of Rome e avvincente come tutti i romanzi del nigeriano bianco, La rivincita di Roma è uscito in Italia per i tipi della casa editrice Newton Compton (maggio 2025, 384 pagine), tradotto da Valentina Legnani e Valentina Lombardi.
La carismatica, vendicativa condottiera dei rivoltosi, finora vincenti, osserva ormai impotente, “con un misto di orrore e disperazione”, le decine di migliaia di guerrieri britanni in ritirata. Lungo la china del rilievo, un grande cuneo di Romani si fa strada nel cuore del suo esercito. Dai fianchi, avanzano gli ausiliari, ricacciando i ribelli verso l’ampio arco di carretti sul crinale della collina. Dietro, famiglie dei guerrieri e popolani attendevano la distruzione dell’esercito romano, ma la certezza della vittoria è durata poco, le grida d’incitamento si sono trasformate in urla di spavento e di angoscia.
Quattro volte l’esercito ribelle aveva varcato il torrente ai piedi del pendio, lanciandosi sulla riva opposta, contro le file di gran lunga più ridotte dei Romani, schierati tra due fitte foreste a protezione dei fianchi. Avevano respinto ogni attacco con una salva di giavellotti, colpi di balista e altri proiettili, prima d’ingaggiare il corpo a corpo con mestiere e disciplina. Ricacciati con grande spargimento di sangue, i ribelli si erano ritirati oltre il torrente, per ricomporsi prima di un nuovo assalto, lasciando i morti lungo l’ascesa. Il nemico aveva colmato i vuoti tra i ranghi e recuperato i giavellotti ancora utilizzabili dal campo di battaglia. Poi si era rischierato sulla posizione. Sebbene le riserve diminuissero, solo una volta il fronte romano era stato sfondato quel giorno, ma i soldati di Roma avevano prontamente sventato la minaccia, riformato le linee e respinto i guerrieri di Budicca.
Il quarto attacco si è rivelato un disastro. I ribelli sono scoraggiati alla vista di tanti compagni che giacciono morti sul versante opposto e dei feriti che gridano aiuto. Il coraggio e la sicurezza mostrati in precedenza si sono dissolti.
La battaglia decisiva è persa, Budicca fugge, ma finché la regina sarà viva e in possesso dell’Aquila strappata alla IX Legione, sconfitta in precedenza, la fiamma della ribellione britanna resterà viva. Sulle sue tracce, Svetonio Paolino invia una formazione comandata da due veterani (di nostra conoscenza, come di tanti lettori di Scarrow): il prefetto Quinto Licinio Catone, comandante dell’Ottava Coorte Ausiliaria Illirica, e il centurione anziano Lucio Cornelio Macrone, secondo in comando del reparto.
Lo scrittore britannico nato a Lagos è sempre insuperabile nella descrizione dei combattimenti e molto accorto nel tratteggiare i suoi personaggi. Due i principali della saga, il più giovane Catone, promettente condottiero e abile tattico, e il ruvido, coriaceo, militaresco Macrone, con l’inseparabile e altrettanto irriducibile moglie Petronella. Accanto a loro si muovono diversi coprotagonisti costanti e qualche guest star, come Budicca, di cui Scarrow sembra letteralmente innamorato. Dapprima alleata di Roma e vicina ai due legionari, si è trasformata nella quasi invincibile guida di una rivolta che unifica le tribù e minaccia seriamente la presenza romana in Britannia. In più, in ogni titolo appaiono personaggi positivi o negativi, destinati a vivere una sola “puntata”, nel loro bene o male.
Lo scenario storico è attendibile. Gli storici latini riportano che alla morte di Prasutago, re dei Trinovanti e alleato di Roma privo di eredi maschi, il suo territorio era destinato all’imperatore Nerone. Il defunto aveva nominato co-eredi le due giovani figlie, ma la legge romana non riconosceva alle donne il diritto di regnare. Inviato a sistemare la vertenza ereditaria, il procuratore Catone Deciano saccheggiò il territorio iceno, fece frustare Budicca in pubblico e stuprare le ragazze. Ecco il motivo dell’incendio della Britannia centromeridionale. Secondo Tacito, nel sacco delle tre città principali (la capitale della provincia Camulodunum, Londinium, Verulamium) i ribelli uccisero 70mila uomini e donne, vecchi e bambini, romani o britanni. Il governatore Paolino raccolse tutte le forze, a stento 13mila uomini, contro i ribelli. Budicca poteva contare invece su armati quattro volte più numerosi e volontari che accrescevano il suo esercito ogni giorno.
Pur in forte svantaggio, i romani non potevano rinviare lo scontro, per la scarsità di rifornimenti. Svetonio individuò il luogo adatto: dove la strada di Watling incrociava il fiume Anker. Sempre Tacito ricostruisce la battaglia di Watling Street, tanto ben descritta narrativamente e quasi cinematograficamente da Scarrow.
Forte del numero, della furia dei guerrieri e dei carri da guerra in avanguardia (neutralizzati però dalla pendenza in salita), la regina non ricorse a tattiche particolari. Ordinò ai guerrieri di lanciarsi nell’angusta vallata, ma vennero subissati dai legionari con giavellotti (il micidiale pilum), frecce degli arcieri ausiliari e dardi degli scorpioni, macchine da guerra maneggevoli, capaci di scagliare proietti a 400 metri. Gravi le perdite dei britanni, privi di armature e compattezza, in avanzata disordinata. Il gladio, la spada corta dei Romani, fece come sempre strage, mentre le spade lunghe del nemico erano meno efficaci nel combattimento ravvicinato.
- Autore: Simon Scarrow
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Newton Compton
- Anno di pubblicazione: 2026
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: La rivincita di Roma
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