Nel 2015, Sergio Fanucci, figlio e nipote di editori, ha inaugurato la trilogia dei Codici, protagonista Elizabeth Scorsese. Dieci anni dopo, rimette in campo la legale italo-americana in una nuova saga, la trilogia degli Enigmi, avviata dal thriller L’enigma del patriarca, romanzo del marchio Timecrime del Gruppo Editoriale Fanucci (prima edizione maggio 2025, 416 pagine). Di prossima pubblicazione il titolo numero due, L’enigma degli arcani.
Sessantenne, Sergio ha lavorato fin da ragazzo nelle aziende di famiglia. Ereditando nel 1990 la casa editrice paterna, ha costruito un catalogo specializzato nella letteratura di genere. Tiene a far sapere, con tanto orgoglio e tenerezza, di vivere a Roma con la moglie, due figlie e un cocker spaniel inglese, Bloom.
Fanucci scrive bene, dannatamente e piacevolmente bene. Ci sarebbe da innamorarsi, non di lui - le lettrici non lo prendano come un suggerimento, abbiamo detto che è sposatissimo e padre - ma dei suoi thriller, sapientemente complessi, ben articolati e pieni di citazioni colte, efficaci, mai indebite o fuori luogo. È proprio un gran bel leggere questo titolo iniziale di una nuova trilogia storico-nera, piena di crimini, intrighi, antichi culti, segreti remoti e anche belle donne. Non male e non poco, in grado di attrarre chi vorrà accostarsi al Sergio pensiero e alla Fanucci scrittura.
L’avvocato newyorchese Elisabeth, più che bella è incantevole (incontrandola nel Codice Scorsese, sistemava con un gesto sensuale la giacca del tailleur sulle lunghe gambe abbronzate); di mamma italiana e padre americano, esercita con successo una professione che privilegia il diritto internazionale, sebbene la vocazione dichiarata sia quella di mettersi inguaribilmente nei pasticci, spinta dalla voglia di lasciarsi coinvolgere e di scoprire sempre la verità, anche a costo di lividi. Ha deciso di volare in Italia, dopo gli eventi che hanno sconvolto la sua vita. Ha staccato la spina, si è lasciata alle spalle gli Stati Uniti, compreso il padre, capo dell’Intelligence militare americana e tutto ciò che le ricorda quanto successo. Anche la madre, creduta morta per più di quindici anni, ma ritrovata proprio da James Scorsese e messa in cella, in condizione di non nuocere. Accusata di spionaggio e tradimento, sconta l’ergastolo a Fort Leavenworth, nel Kansas, in un carcere militare femminile di massima sicurezza. Caterina o Iside, come si faceva chiamare, ha inviato alla figlia un paio di lettere, tentando inutilmente di spiegare cose con poco senso, giochi di potere governativi, lotte tra servizi segreti, denaro, corruzione, ambizioni tradite.
Poi le telefonate del padre, quell’ultimo incontro a casa sua per giustificare la messinscena messa in piedi proprio per catturare sua madre, calpestando i suoi sentimenti in nome di un bene superiore, la legge e la giustizia sopra ogni cosa. Lo aveva guardato avvilita, svuotata di qualsiasi forza e in quel preciso istante aveva capito che doveva lasciare quel luogo e quel mondo il prima possibile.
Non trascuriamo, in queste pagine, Anna Pareto, docente di storia delle religioni. Se fisicamente e caratterialmente Elizabeth è una forza della natura, Anna nasconde invece una carica sessualmente trasgressiva sotto forme un tantino abbondanti, rese toniche da tanta autodisciplina motoria. Pratica fitness, la stimata esperta di religione e Medio Oriente, mamma di due adolescenti, un ragazzo e una ragazza. Fa casa e bottega a Torino, preparatissima e sempre a caccia di soldi per mantenere i due figlioli e lo squattrinato marito separato.
Scorsese è a Venezia, a riscoprire l’amore per l’arte e prende contatto con un elegante titolare di casa d’aste a Londra, Andrea Spinazzola, in cerca di consulenza legale. Il Consiglio dei patriarchi cattolici d’Oriente ha commissionato invece a Pareto una relazione ben remunerata sulla situazione dei religiosi cristiani in Terrasanta (specie i frati Minori della Basilica gerosolimitana del Santo Sepolcro), che la porta prima a Roma poi a Gerusalemme, ma soprattutto a finire nei guai.
Meta romana della professoressa è intanto l’Archivio Segreto Vaticano, una denominazione conservata fino al 2019, il cui fascino prometteva chissà quali arcani misteri custoditi. Sta di fatto che la dizione attuale, di Archivio Apostolico della Santa Sede, non sembra celare chissà cosa di riservatissimo e ha perso il fascino dell’ignoto. Fanucci ricorda che è stato papa Francesco a voler cambiare il nome, per cancellare l’equivoco generato dall’aggettivo “segreto”. Che poi, in latino, secretum vuol dire privato e quindi stava a indicare niente altro che l’archivio privato del papa. Anna, però, non può fare a meno di constatare che una parte dei documenti è off limits, inaccessibile anche agli studiosi.
Scorsese e Pareto si sposteranno a Londra e in Palestina, con tante gatte da pelare quante non ne avrebbero mai immaginate in partenza. Perchè ridurre però questo romanzo alle due primattrici? È corale, pieno di comprimari e di caratteri mica da niente, gente d’ogni sesso e d’ogni fatta, soprattutto malefatta, a condire di pepe e di sale una trama intrigante.
Suspense assicurata in una storia piena di misteri e di segreti, di figure del passato e di “grandi” del presente che non la dicono giusta su se stessi e il proprio ruolo. Si può ben dire che L’enigma del patriarca faccia al caso degli appassionati di enigmi storici e vicende nascoste nel tempo. Avventura, storia, mistero, azione, una spolverata di spionaggio e un pizzico di filosofia, gli ingredienti di un invitante cocktail di generi.
- Autore: Sergio Fanucci
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2025
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: L’enigma del patriarca
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