Il 22 aprile ha riaperto a Napoli, dopo quattordici anni di chiusura, la biblioteca dei Girolamini, dopo lo scandalo del 2011, con il suo patrimonio di circa 160.000 volumi e le sue sale storiche. La Biblioteca dei Girolamini è la più antica biblioteca pubblica della città di Napoli, e la seconda in Italia dopo la Malatestiana di Cesena. Il saccheggio nel 2011 è stato uno dei più gravi crimini, una vicenda giudiziaria legata al direttore di allora, contro il patrimonio culturale italiano. Volumi preziosissimi del XVI, XVII e XVIII secolo, di rarità bibliografica e di pregio, furono venduti sul mercato illegale in Italia e all’estero; alcuni successivamente recuperati dai Carabinieri della Tutela Patrimonio Culturale. In occasione del nuovo inizio dell’antica Biblioteca ho ripreso tra le mani un libro a me caro dalla mia libreria, scritto da Mauro Giancaspro, scomparso nel 2023, uno dei più illustri storici direttori della Biblioteca Nazionale di Napoli e della Biblioteca universitaria di Napoli, che venne nominato custode giudiziario a seguito della vicenda del Girolamini.
Ne Il morbo di Gutenberg (Homo Scrivens, 2021) racconta il suo amore per il libri, la sua passione, mania, e anche l’ossessione che in una parola rappresenta il morbo di Gutenberg. Il morbo che ha trascinato nel vortice delle tentazioni eruditi e appassionati nei secoli scorsi e anche in tempi recenti, scrive Giancaspro, continua a mietere vittime.
Ci si rivede e ci si ritrova nella narrazione della sua generazione nata nel dopoguerra, vissuta tra il boom economico e le contestazioni giovanili in un fermento sociale e subbuglio politico che trasformarono la società, la cultura e le istituzioni del Paese. In una Napoli degli anni ’60 che veniva cementificata in collina creando grandi condomini, in una crescita urbanistica raccontata splendidamente e drammaticamente nel film Mani sulla città di Francesco Rosi, l’autore narra che da piccolo amava disegnare e che “l’atteso amore per la lettura” non arrivava. Con rammarico della mamma insegnante, nonostante i suoi ripetuti inviti, e del padre ingegnere che leggeva tre quotidiani al giorno, riviste settimanali e libri. La distrazione, con l’arrivo nel 1963 in casa sua della televisione, allungò il tempo di iniziazione alla lettura: con la Tv dei ragazzi e i telefilm Rin Tin Tin, “il libro era solo un fastidioso oggetto”. Racconterà del libro delle elementari, ritenuto “sacro”, che ritraeva bambini belli e buoni che correvano nei bei prati e in inverno soccorrevano uccellini caduti dai nidi e di come fosse sacro non sporcare i fogli del quaderno, “la temutissima macchia”, dopo aver intinto il pennino nel calamaio; fino al dizionario, con l’ammissione alle scuole medie, che era da considerare “un fardello librario” e che diverrà l’assoluto protagonista negli anni delle versioni, compiti in classe, università, fino ai palazzi dei concorsi.
E poi improvvisamente nell’estate del 1965 scoprirà gli Oscar Mondadori venduti nelle edicole e Addio alle armi divenne il suo primo libro. Finalmente lettore, si accorse solo allora dei libri in casa, quelli del padre e quelli della madre, lettrice appassionata. Una collezione di libri che successivamente erediterà.
A contatto con i suoi libri, la memoria, sollecitata dagli ex libris, dagli appunti, da una rilegatura, riscopre particolari e ricordi che per anni sono rimasti nascosti nelle sue complicate pieghe: si rivede la persona.
Nel suo lavoro di bibliotecario, scrive, si intuivano da subito i danni dell’affezione patologica e psicologica del morbo di Gutenberg. Uno dei veicoli era la carta dei libri, che sprigionava profumi inebrianti per il bibliofilo e il bibliomane, e i librai li riconoscevano immediatamente, osservandoli aggirarsi tra i banconi e gli espositori. Individuabili anche davanti alle bancarelle dove esaminavano e passavano in rassegna tutto quello che avevano avanti, alla ricerca di una chicca. Ricorderà l’immensa biblioteca di Edoardo Sanguineti, quella straripante di Giuseppe Pontiggia, la biblioteca di Umberto Eco e di Andrea Kerbaker che ne ha fatto una “Kasa dei Libri” per i tanti che vogliono visitarla. Non dimenticherà di evidenziare il dilemma che angoscia tutti quelli che comprano giornali e riviste, che tra dismissioni e conservazioni accecati dal morbo non buttano mai niente. E la sua collezione dei segnalibri: dalla strisciolina di pelle con la frangia ai piccoli rettangoli da inserire in alto della pagina, fino a quelli di plastica indistruttibile.
Il morbo di Gutenberg è un libro di memorie splendido e colto, di una vita attraversata in compagnia dei libri, tra i disegni (sono dell’autore i ritratti di letterati illustri che si trovano all’interno) e gli strani oggetti che amava collezionare. La vita intensa, divertente e ironica di un bibliofilo curioso e raffinato.
- Autore: Mauro Giancaspro
- Genere: Storie vere
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2021
- ISBN: 9788883250477
Ti piace SoloLibri?
© Riproduzione riservata sololibri.live
Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Il morbo di Gutenberg
Lascia il tuo commento