In questi due racconti raccolti nel volume Giochi d’infanzia (Marsilio, 2024, traduzione e curatela di Luisa Bienati), Tanizaki Jun’ichirō ci ossessiona già con la sua lasciva cattiveria. Siamo all’inizio del secolo scorso, il periodo Meiji, in cui l’Occidente sta entrando come un serpente a sonagli nella cultura e nelle abitudini giapponesi.
Il Paese si sta attrezzando con lavori straordinari e Tanizaki scrive molto della disciplina giapponese: il tempo libero è vissuto quasi come una colpa, e se non trovi un hobby o una mansione, l’idea di stare a letto tutto il giorno sembra una cosa da reality show. Il lavoro presuppone il dovere morale di far stare bene i genitori, i figli e le mogli, come il lettore comprende chiaramente nel primo racconto, Il piccolo regno. Quando si vive tutti insieme sotto lo stesso tetto, ci si accorge che se non ci si prende cura delle proprie rendite finanziarie il tenore di vita crolla e si fanno grandi sacrifici. Vedere i nonni che vivono per conto loro e tengono i nipoti nel pomeriggio, facendosi aiutare da estranei, ci mostra una borghesia orientale che assomiglia molto all’alta borghesia europea.
Vivere come Tanizaki significava saper scrivere, ma anche fare dell’erotismo una religione, soprattutto nelle grandi città. L’omosessualità, il sadismo e il masochismo sono gli spunti per le sue novelle, con protagonisti alunni e soprattutto adolescenti. I due racconti — in particolare il secondo, intitolato Adolescenti — si presentano come letture per adulti, dense di azioni e di giochi sadomasochistici. Non vi scandalizzate, cari lettori, se volete leggere Tanizaki.
Il primo racconto, Il piccolo regno, è invece basato sul problema del denaro. Un maestro elementare cerca di tirare avanti con soli 14 yen al mese, con cui non si comprano quasi nemmeno un giocattolo e qualche caramella. Ancora fedele al sesso procreativo, il maestro ha messo al mondo sette figli, a cui si aggiungono in famiglia la suocera e la moglie malata di una brutta tubercolosi. Il maestro ha capito di non aver talento per fare soldi e di saper soltanto insegnare. Ma anche in questo racconto, decisamente più casto, il maestro si interroga sui rapporti di potere tra gli alunni: il momento non è facile, perché il ragazzino più amato, docile e timido in classe, fuori dalla scuola si rivela un leader indiscusso.
Sono sorprendentemente belle queste novelle di Tanizaki. Due pietre miliari. Vietate ai minori.
- Autore: Jun’ichirō Tanizaki - Tanizaki Jun’ichirō
- Genere: Raccolte di racconti
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Marsilio
- Anno di pubblicazione: 2024
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Giochi d’infanzia
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