“Una discussione accesa ma necessaria”. Con queste parole Gad Lerner, noto giornalista e attivista, introduce la base per un “dialogo” con il rabbino Riccardo Di Segni, capo della comunità ebraica di Roma. Il libro, Ebrei in guerra. Dialogo tra un rabbino e un dissidente, pubblicato da Feltrinelli nel 2025, propone una conversazione a distanza fra due figure di grande rilievo nella scena ebraico-italiana.
Il volume, piuttosto denso, si presenta nella forma del dialogo: una discussione, una conversazione, uno scambio di opinioni sviluppato nell’arco di alcuni mesi di comunicazioni epistolari — o meglio, un dibattito fra due persone molto diverse, accomunate da una stima reciproca a livello umano nonostante le divergenze ideologiche. Le pagine raccolgono le lettere scambiate in privato, che entrambi hanno poi deciso di rendere pubbliche.
Come molte questioni che riguardano oggi la condizione degli ebrei nel mondo, anche questo confronto nasce dal dopo 7 ottobre 2023. Per Gad Lerner, il nodo centrale della vicenda ruota attorno alla sua firma a una petizione pubblicata lo scorso febbraio, insieme a oltre duecento altri firmatari, contro il massacro di Gaza. Da quel momento Lerner ha sperimentato un angosciante ostracismo da parte della comunità ebraica italiana. Certo, Lerner non è religioso né praticante, ma tiene alla propria identità di ebreo della diaspora e di intellettuale libero. Dall’altro lato, il rabbino Di Segni non si sente di giudicare né la sua comunità né coloro che vivono fuori dalla dimensione religiosa.
Di Segni fonda il proprio pensiero sui punti cardinali della fede, temperati dalla responsabilità della sua posizione di guida. Come afferma all’inizio, “c’è differenza fra essere buoni ebrei ed ebrei buoni”. Il concetto che ribadisce costantemente è il pericolo che nasce dalla semplificazione e dalla generalizzazione, soprattutto quando si confondono lo Stato d’Israele e il governo israeliano, o quando le sfumature di una storia complessa vengono trascurate.
Lerner, scrittore prolifico sia sul piano giornalistico sia come autore di numerosi volumi, si distingue sulla scena nazionale come figura di spicco nelle questioni politiche, in particolare riguardo al Medio Oriente. Prende posizione con forza e respinge l’idea di un’accettazione passiva, secondo cui si debba difendere Israele a tutti i costi:
Noi stessi, in quanto ebrei della diaspora, veniamo sollecitati dalla Comunità a esprimere sostegno acritico nei confronti delle politiche del governo israeliano, qualunque esso sia e comunque esso si comporti.
Il dialogo si sviluppa, sotto la guida di Lerner, toccando molti temi sensibili: dall’antisemitismo al sionismo, dai rapporti con la Chiesa di Roma e i suoi pontefici, fino alle diverse posizioni politiche — dalle destre nazionaliste emergenti al “divorzio” dalla sinistra, che un tempo rappresentava la casa naturale degli ebrei italiani. Lerner tocca molti luoghi comuni, mentre dimostra una profonda conoscenza della storia contemporanea; Di Segni ribatte con la sapienza delle Scritture, con la saggezza dei Talmudisti e con la concretezza di chi è insieme medico e guida spirituale.
In definitiva, c’è qualcosa per tutti. Le differenze restano, ma le discussioni offrono diverse finestre attraverso le quali il lettore può ritrovarsi negli argomenti trattati. Il libro non presenta idee nuove nel panorama del dibattito odierno, ma aggiunge alcune prospettive originali che meritano la riflessione del lettore attento.
- Autori: Gad Lerner - Riccardo Di Segni
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Feltrinelli
- Anno di pubblicazione: 2025
- ISBN: 9788807175428
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Ebrei in guerra. Dialogo tra un rabbino e un dissidente
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