Questo romanzo è nato dalle ceneri di un’autobiografia quando il guscio dell’"io" si è spaccato e si è aperto a più voci, a più vicende, a narrazioni molteplici. L’immaginazione, visionaria, ha riempito allora i vuoti della memoria.
Ed ha infatti il retrogusto di una biografia, questo romanzo dalla lingua translucida che ci lascia intravedere i drammi della guerra attraverso gli occhi di una ragazza.
Il punto di osservazione è quello di Isabella che, dal covo domestico, ci racconta gli ultimi anni del fascismo: non è un romanzo sulla resistenza, su Mussolini, sulle privazioni belliche, eppure tutto questo c’è, si affaccia a guardare dalla finestra, a volte si impone per qualche pagina, ma poi si ritrae, lasciando lo spazio ai desideri e alle paure di una gioventù sempre uguale, qualunque sia il periodo storico in cui vive.
Lo stile, pieno di metafore e similitudini, a volte va a discapito della verosimiglianza nei dialoghi e stride con la paura e la morte che sappiamo essere abbondanti in quegli anni: tuttavia è la memoria che crea la poesia del passato:
La memoria è un prodigioso tecnico delle luci: opera sortilegi...
Ecco perché la poesia che è intessuta nel romanzo non stona.
Le contrapposizioni familiari si lasciano intuire, ma non sono mai spiattellate in faccia al lettore con dialoghi sfacciati: la scelta del Capitano, il padre di Isabella, di restare fedele al fascismo dopo l’armistizio, non viene appoggiata dalle figlie, ma neanche apertamente contrastata. Il Capitano è un pezzo del marchingegno storico, non si può volergliene per questo: in quegli anni ogni scelta avrebbe potuto offrire risvolti drammatici.
In tutto il via vai di staffetta, fuggiaschi e militari, le tre sorelle tastano le proprie vite, quqsi per capire se sono fatte per loro. Si innamorano, aspettano, scrivono lettere, preparano corredi, masticano dubbi, provano le prime confusioni erotiche e le prime assenze: non è una realtà fuori dal mondo, questa; è solo il loro modo di adempiere alla propria vocazione, quando le ansie femministe non erano ancora nate.
Spetterà alle "figlie future" farsi carico di queste e di altre ansie: le metteranno in valigia assieme al racconto di Isabella, confonderanno forse il passato con il presente, ma indosseranno tutto, senza lasciar niente indietro, come un cappotto che copre l’anima.
- Autore: Marisa Bulgheroni
- Casa editrice: Mondadori
- Anno di pubblicazione: 2007
- ISBN: 9788804550310
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Un saluto attraverso le stelle
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