Un milione di scale. Le ragazze della Rinascente (Neri Pozza, 2025) di Giacinta Cavagna di Gualdana, storica dell’Arte e docente presso l’Università degli Studi di Milano, narra la storia di tre generazioni di donne sullo sfondo del celebre grande magazzino milanese.
Milano, 18 agosto 1943
Allora è vero.
La voce è rotta dal pianto, ma potente. Alla fine, le bombe alleate hanno colpito anche il cuore della città. La festività dell’Assunzione si è trasformata in una notte di paura, distruzione e sgomento. Piazza del Duomo è irriconoscibile: le voragini si alternano a cumuli di rovine, il fumo accompagna le fiamme, faticosamente domate. Frammenti di statue e capitelli ricoprono il selciato intorno alla cattedrale: i santi nelle nicchie sono decapitati, i portali divelti, le finestre sfondate, le pareti scheggiate.
Due esili figure si fanno faticosamente strada tra le macerie camminando in silenzio. I passi sono lenti e sofferti, ma determinati. A nulla sono serviti i numerosi tentativi di dissuaderle dal tornare in città per vedere con i propri occhi quello scempio. La più anziana si copre la bocca con un fazzoletto per proteggersi dalla fuliggine, mentre controlla che il suolo sia sicuro prima di procedere; nei punti più pericolosi allunga la mano alla più giovane, che la segue con in braccio una bambina rendendo la sua andatura ancora più insicura. La piccola si guarda intorno spaventata e a ogni movimento si stringe più forte intorno al collo della mamma. Improvvisamente si fermano. Hanno percorso per così tanti anni quel tragitto che sanno esattamente dove sono. Nei loro occhi è ancora viva l’immagine delle vetrine cariche di stoffe, abiti, giochi, ceramiche e biancheria e i volti si rigano subito di lacrime.
Alla fine, anche la Rinascente è stata colpita. Fino all’ultimo tutti avevano sperato che si salvasse, grazie alla prossimità con la cattedrale milanese, convinti che gli Alleati l’avrebbero risparmiata. Ma la guerra non ha cura, non ha rispetto né sensi di colpa. Però la Rinascente, forte anche del suo nome, sarebbe stata presto ricostruita anche più bella e fornita di prima. Ma come e quando è nato il magazzino più celebre del nostro paese, a cui il poeta Gabriele d’Annunzio aveva dato il nome?
Si chiamerà La Rinascente. Chiaro, semplice, opportuno.
E chi ha avuto l’intuizione di creare un luogo dove sia possibile trovare capi di abbigliamento e tazzine da caffè e tanto altro ancora? Le risposte le troviamo nelle belle e sentite pagine del volume, dove si evince che la sua storia è legata a quella dell’Italia. L’autrice, per documentarsi, ha visitato archivi e biblioteche e indagato tra i ricordi di chi quel periodo lo ha vissuto in prima persona.
Punto di riferimento costante è stato l’Archivio storico della Rinascente, un prezioso contenitore virtuale sapientemente e pazientemente curato da Maria Canella ed Elena Puccinelli: qui ho potuto consultare grafiche e riviste, monografie e articoli, manifesti e locandine, definendo e approfondendo ogni aspetto della storia dei grandi magazzini, dalle origini fino alla seconda metà degli anni Cinquanta.
Una lettura appassionante, che celebra la creatività italiana e vede realizzare l’aspirazione di indipendenza e autodeterminazione delle donne.
Ancora una volta, la Rinascente risorgerà, più bella, più grande, più forte.
- Autore: Giacinta Cavagna di Gualdana
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Neri Pozza
- Anno di pubblicazione: 2025
- ISBN: 9788854530461
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Un milione di scale. Le ragazze della Rinascente
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