Hauke Ritz è un filosofo tedesco nato nel 1975; con una grande analisi fa entrare storia, guerra fredda e il cognome di tanti filosofi che nella realpolitik non contano molto. Peraltro il libro è molto bello da leggere, e meno per analizzare i motivi per cui si odia la Russia. In modo elementare potremmo dire che Putin ha invaso l’Ucraina e l’Europa si è accorta del molosso russo, terra sconfinata, e già che c’era ha intrecciato fili con l’India e la Cina.
Il titolo è Perché l’Occidente odia la Russia (Fazi editore, 2026, prefazione di Luciano Canfora e traduzione di Viola Sbaglio) ma potrebbe essere, ampliando, perché l’Europa è così convinta che nei paesi dell’Unione non ci saranno più guerre. Il prefatore Luciano Canfora ci dà una certezza storica: la Prima Guerra Mondiale, che vede soccombere la Germania, vede anche la fine dei regimi degli zar, e con la rivoluzione bolscevica in atto fino al 1920 quello che poi diventerà l’URSS è il primo paese al mondo che innerva nella sua costituzione le parole di Marx, anche se il regime dei soviet ai tempi di Stalin portò a uno stato immenso, dispotico, egocentrico e povero. I comunisti europei fecero finta di non vedere, pieni di elogi per i compagni russi e poi, invitati dagli stessi, si trovarono in un paese povero dove gli abitanti di Mosca, la capitale russa, aspettavano ore per avere pane e altre vettovaglie - quindi gli invitati occidentali si trovavano a fare gite improvvisate, in posti pieni di cibo e d’abbondanza, per poi tornare negli alberghi per gli stranieri.
Quindi prima dell’odio, la delusione e la disfatta, ma poi l’omertà, non dire quanto era esteticamente brutta Mosca nelle periferie e quanti sacrifici per andare avanti. Nel frattempo gli USA erano già un paese capitalista e bello da guardare nelle mille contraddizioni americane. Cuba accettò di diventare comunista e quindi l’URSS, nonostante tutto, non si sentiva in soggezione verso gli Stati Uniti e la guerra fredda è durata decenni e ancora resiste. C’era una gara a chi aveva più armamenti e bombe nucleari tra le due superpotenze, mentre l’Europa coltivava il suo "orticello", con Ritz che scrive quanto fu importante la figura del filosofo Nietzsche per equilibrare i punti di forza e di debolezza europei, con la Germania che ci ha messo decenni per superare il nazismo e i campi di concentramento e ora cerca di trovare la sua funzione di stato "mediatore" tra paesi dell’est, tra gli altri la Romania e i grandi paesi che hanno governato il mondo con la colonizzazione: Il Regno Unito e la Francia in primis e poi Spagna, Italia e Portogallo.
Nel 1989 cadde il muro di Berlino e la Germania venne unificata. La fine del secolo scorso vide l’Unione Sovietica sgretolarsi per diventare la Russia di oggi, con a capo Vladimir Putin, che ha iniziato una guerra contro l’Ucraina. In realtà, l’odio per i russi, per Ritz, viene da lontano, mettendo tra i motivi di scontento in essere il tema di religione completamente scissa, la Russia atea e la Russia ortodossa. Altro motivo di sconcerto è stato non aver attraversato il periodo pop che dura tutt’ora in Europa e negli Stati Uniti: l’abbigliamento, con jeans strappati per donne e uomini, la fine del binarismo sessuale con la transessualità e l’orientamento di genere, i tatuaggi per quasi tutti i sessi. Un gay tatuato in Russia avrebbe ancora molte resistenze nel popolo e tra il governo.
Chiaramente non è odio contro i russi ora, anche se hanno ancora i mezzi per influenzare gli altri europei, ma refrattari al nuovo che avanza. Nel frattempo, nella mitica Sylicon Valley un gruppo di miliardari collegati con marchi conosciuti nel mondo (Google, Meta, Apple) hanno il potere di influenzare il mondo politico di tutto il pianeta e lo stesso Presidente americano in carica, ora Donald Trump, sta perdendo giorno dopo giorno potere decisionale e potere politico. La Russia sembra lontanissima e se la si odia è solo per motivi strumentali.
Il libro di Ritz si legge anche come un romanzo fitto di testi da consultare ancora. Un lavoro certosino.
- Autore: Hauke Ritz
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Fazi
- Anno di pubblicazione: 2026
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Perché l’Occidente odia la Russia
L’ Europa ossia l’ occidente nel caso specifica odia la Russia perchè si è inventata il nemico a causa della sua irrilevanza , inconsistenza politica e geopolitica oltrechè divisa. Prima della guerra in Ucraina i premier anche italiani andavano da Putin a baciargli le pantofole, ci dava il gas a buon prezzo mentre ora ce lo danno gli Usa però più caro. E poi anche perchè si è adattata poco a certe mode europee presenti anche in America-