Immaginate di essere bloccati in un letto di ospedale, in coma dopo un grave incidente d’auto, immobili per tre lunghi anni, in vita ma senza alcun segno di ripresa: non un dito che si muove, non un battito di ciglia.
Questa condizione si definisce “stato vegetativo permanente” ed è quella in cui si trova la protagonista di Le voci intorno a me, il thriller psicologico di Natalie Chandler pubblicato da Giunti Editore nel 2025, con la traduzione di Sara Reggiani.
Consapevole. E pietrificata.
Lo stato vegetativo è irreversibile da parte dei medici – che non possono risvegliare la paziente: è solo il corpo del malato che può decidere e trovare la forza per tornare a muoversi, vivere e interagire. E inoltre non si sa granché su questo stato, in particolare sulla coscienza del paziente e sulle sue sensazioni: il paziente in questo “limbo” può percepire la presenza di coloro che sono accanto al suo letto? Può capire i discorsi sussurrati con rispetto a bassa voce, quasi si fosse già al cospetto di un morto? Può sentire le carezze, regalate da chi guarda il corpo immobile? La risposta per l’autrice è: sì!
Tamsin Shaw (Tam), la psichiatra criminale che si trova confinata in quel letto, può sentire tutto: le tenere chiacchiere di Elise – la sua bimba di tre anni che non ha mai visto, essendo Tam entrata in stato vegetativo appena dopo aver partorito –, le parole di suo marito Jamie, quelle della sua migliore amica Lucia, le confessioni delle infermiere che raccontano qualcosa di se stesse (Milena in particolare) mentre si occupano di accudire Tam lavandola, massaggiandola, somministrando farmaci. Sono molti i personaggi che si alternano di giorno in giorno a far visita al corpo all’apparenza morto di Tam – ciascuno confessando qualcosa di sé nella convinzione che Tam non possa sentire nulla; ci sono segreti chiusi fra le quattro mura della stanza in cui la psichiatra è ricoverata, come se fosse chiusa in una gabbia, e di capitolo in capitolo viene rivelato un mistero agghiacciante che coinvolge Richard, l’efferato serial killer e sadico stupratore che era stato paziente di Tam.
Tam vorrebbe in tutti i modi far capire che è viva, anche se chiusa in un corpo che non risponde agli stimoli, ma non riesce a dare alcun segnale ai presenti del fatto che c’è, che la sua mente sta ascoltando le confessioni di ciascuno di loro e sta ricostruendo il soffocante puzzle di quanto accaduto.
Le voci intorno a me è un thriller claustrofobico e disturbante, in cui il lettore può sperimentare la sensazione di disagio dell’essere legato e imbavagliato in un mondo buio – e nel contempo di tentare in tutti i modi possibili di urlare la propria presenza in vita. Impossibile staccarsi dalle pagine prima di essere giunti alla fine della vicenda, in un continuo susseguirsi di sentimenti quali speranza (che la protagonista esca dallo stato vegetativo), tenerezza (per i tre crudeli anni passati in questo limbo), paura (quando, non essendoci alcun miglioramento nelle condizioni di Tam, si prospetta l’ipotesi di staccare la spina).
Smetteranno di nutrirla ed idratarla.
Poi morirà, lentamente, come un animale in trappola.
Il tempo scorre velocemente e si avvicina la data in cui verrà staccata la spina e sospesa l’alimentazione artificiale alla paziente – che necessariamente morirà di stenti; e nel frattempo molte bugie vengono a galla.
Tre anni di limbo.
Presto potrebbe essere finita?
E lui potrebbe essere finalmente libero, dal senso di colpa e dal vincolo del matrimonio?
L’autrice è molto brava nel descrivere la frustrazione dovuta all’impotenza della protagonista, la cui mente è vigile e attenta, ma il cui corpo non risponde; in particolare Natalie Chandler riesce a far percepire al lettore la difficoltà e il tormento del conoscere il mondo esterno solo attraverso i sensi dell’udito e dell’olfatto. Tam riconosce chi varca la soglia della sua stanza dal profumo che la persona si è spruzzata sulla pelle, oppure dal fruscio dei tessuti dell’abito che indossa e che caratterizzano diversamente l’infermiera (camice ospedaliero) dagli ospiti esterni (in borghese).
Altro elemento chiave del romanzo è da un lato lo scoraggiamento di Tam che non riesce a dare segnali che dimostrino il suo essere viva (“sotto i muscoli atrofizzati e i nervi inutili, dentro la prigione del mio corpo, il cervello funzionava come sempre”), dall’altro l’odio che l’autrice suscita nei confronti del marito di Tam – il cui comportamento è in bilico tra menzogna e senso di colpa.
Natalie Chandler costruisce la vicenda in capitoli alternati su diversi piani temporali, permettendo di conoscere a fondo tutti i personaggi nel loro passato e nell’atteggiamento che ora vivono al cospetto del corpo “spento” della protagonista. L’autrice costringe infine il lettore a riflettere sulla fine della vita e su di sua possibile interruzione programmata, lasciando aperto un quesito a cui è veramente difficile dare una risposta univoca.
Come si fa a prendere una decisione simile?
Cosa ci dà il diritto?
Natalie Chandler vive ora in Gran Bretagna, dopo aver girato il mondo in lungo e in largo, e si occupa di educazione comportamentale. Le voci intorno a me è il suo primo thriller pubblicato in Italia.
- Autore: Natalie Chandler
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Giunti
- Anno di pubblicazione: 2025
- ISBN: 9788809981508
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Un libro perfetto per...
lettura adatta a tutti gli amanti dei thriller psicologici
Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Le voci intorno a me
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