È una mattina d’agosto del 1936, in un accampamento fuori Tetuan, nel Marocco spagnolo. Militari dal volto scuro e turbante in testa montano sopra un aereo da trasporto Junker, appena atterrato. Ventidue, più bagagli, armi, mitragliatrici, munizioni. “Riusciremo a decollare?”: uno degli aviatori dell’equipaggio tedesco non nasconde nel suo diario l’inquietudine di quei momenti. È uno stralcio delle memorie del volontario germanico contro il governo repubblicano del Fronte Popolare. Si legge tra i contenuti del libro documento curato da Moreno Pedrinzani L’addio della Legione Condor. La propaganda e l’esperienza bellica dei tedeschi nella guerra civile spagnola 1936-1939, edito l’anno scorso da Tralerighe Editore (Lucca, marzo 2024, 106 pagine), con numerosi disegni e foto riprodotti al tratto, anche a tutta pagina.
Il volume propone la traduzione di un libro illustrato di propaganda, La Legión Condòr se despide, stampato nel 1939 dalle officine grafiche Aldus a Santander, nella Spagna franchista, alla fine della guerra civile. In lingua italiana per la prima volta, è un’interessante testimonianza storica, con diversi stralci diaristici da fonti inedite e una straordinaria serie di tavole che affiancano i fatti riportati, notevolmente accurate nel rappresentare gli oggetti militari ritratti. Il curatore ha voluto aggiungere fitte note, per fornire anche riferimenti bibliografici utili a eventuali approfondimenti. Non appaiono invece, per non appesantire, nel saggio redatto in apertura, a mo’ di lunga prefazione.
Le note di approfondimento risultano indispensabili, perchè il libro era diretto a spagnoli che avevano appena vissuto la guerra civile ed erano a conoscenza di gran parte di quanto proposto. Senza il contributo di quelle spiegazioni risulterebbe ostico a un pubblico estraneo all’argomento. Inoltre, Pedrinzani vi s’impegna a offrire un apparato critico di taglio storico, edulcorando il taglio prettamente celebrativo di un testo di propaganda franchista.
La Legione Condor è la forza d’intervento inviata dal Terzo Reich a sostegno del golpe dei generali nazionalisti spagnoli, già nell’estate 1936. Partecipò alle maggiori battaglie, subì 298 perdite, 178 i caduti in combattimento. Il tentativo di colpo di Stato del luglio 1936 sarebbe probabilmente naufragato, senza la pronta risposta di Hitler alle richieste di Franco. Il generale, primus inter pares tra gli ufficiali coloniali, gli africanistas, aveva l’assoluta necessità di trasferire combattenti dalle colonie del Nordafrica occidentale alla madrepatria, dato che la flotta non aveva aderito all’insurrezione ed era rimasta quasi interamente fedele alla Repubblica. Attraverso l’addetto militare spagnolo a Berlino, il Caudillo chiese dieci aerei da trasporto truppe col numero massimo di posti. Hitler ne inviò venti, assicurandosi che andassero esclusivamente a sua disposizione, visto che riponeva fiducia solo nei suoi confronti. Con questi primi trimotori Junkers 52 e alcuni S.81 italiani, la Luftwaffe trasportò in Spagna i legionari stranieri e i regulares marocchini, truppe d’élite. La ribellione armata dell’esercito, il pronunciamiento, puntava a prendere il controllo di un Paese “instabile, con una variegata presenza di sinistra forte e agguerrita e un governo repubblicano debole”. L’operazione Fuoco Magico, la prima aviotrasportata della storia, rappresentò l’atto iniziale della guerra civile. Dal 1 agosto 1936 e con regolarità, arrivarono via Cadice e Lisbona anche corazzati leggeri Panzer I e contraerea Flak da 20 e 88mm.
Aerei e aviatori non erano ancora la Legione Condor. A settembre, Stalin decise di supportare i repubblicani con materiale bellico in quantità, alzando il livello delle tensioni internazionali. A quel punto, la Germania nazista poté ufficializzare l’intervento, istituendo la Condor il 30 ottobre: cento aerei e cinquemila soldati dotati degli equipaggiamenti migliori del momento, affidata al gen. Spende e con comandante operativo Wolfram von Richthofen, cugino del Barone Rosso. A dicembre, a sostegno dei nazionalisti sbarcarono anche gli italiani del CTV (Corpo Truppe Volontarie) del gen. Mario Roatta. Presentati ufficialmente come volontari, lo erano solo in minima parte. Franco non mantenne sempre rapporti facili con i suoi alleati. I tedeschi lamentavano lo scarso spirito aggressivo degli spagnoli, Mussolini riteneva che per risparmiare uomini e mezzi cercassero di vincere la guerra aspettando il collasso interno della Repubblica. Da segnalare la Divisione F, mista italo-spagnola, che dette prova di buona integrazione e cameratismo.
Dall’altra parte, la Russia, oltre ad inviare consiglieri, piloti, commissari politici, non perse l’occasione di vendere materiale bellico, prosciugando le riserve d’oro della Repubblica, presto trasferite a Mosca. La Francia sarebbe accorsa in soccorso dei repubblicani, ma la Gran Bretagna la convinse a desistere e limitarsi all’invio di scarsi aiuti.
Nel complesso, la guerra civile non vide schieramenti ideologicamente coesi, per quanto monopolizzati dai giganti: comunismo contro nazifascismo. Da notare, l’accorrere generoso tra le file repubblicane di volontari da diverse parti del mondo, che andavano a costituire le combattive brigate internazionali. La forza tedesca aveva mediato il nome dal Sindicato Condor, la compagnia aerea brasiliana creata da Lufthansa. Il termine Legione richiamava l’arruolamento volontario di personale straniero, secondo la tradizione della Legion francese e di quella spagnola, il Tercio des extranjeros.
Tornando alle truppe coloniali marocchine, regulares, salite a bordo dello Junker del diarista, spicca la preoccupazione dei passeggeri al decollo e al sorvolo del mare, contrastato dalla (inefficace) contraerea della Marina repubblicana. Gente che andava, consapevolmente, a rischiare la vita in Spagna e tremava durante il sorvolo del Mediterraneo, tra l’Africa settentrionale e il continente europeo.
- Autore: Moreno Pedrinzani
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2024
- ISBN: 9788832873245
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: L’addio della Legione Condor
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