Quanto pesa una seconda possibilità? E quanto coraggio occorre per concedersela quando si pensa che il tempo delle grandi scelte sia ormai alle spalle? Sono le domande che attraversano Il tempo sbagliato, il nuovo romanzo di Luca Leone (Edizioni Clandestine, 2026), una storia che racconta la fragilità senza trasformarla in spettacolo e affida al tempo, alla memoria e ai rimpianti il compito di interrogare il presente.
Il protagonista è Giuseppe, un ex allenatore di calcio che ha conosciuto il successo e il fallimento, la gloria e la colpa. Oggi vive a Roma in una solitudine gentile, rischiarata soprattutto dalla presenza del nipote Giacomo, capace di restituirgli la sensazione di essere ancora utile e vivo. A rompere questo equilibrio arrivano Letizia, una giovane madre dal sorriso fragile, e il ritorno improvviso di un vecchio amico. Giuseppe è così costretto a riaprire ferite che credeva guarite e a confrontarsi con un passato che, nonostante il tempo trascorso, continua a esercitare il proprio peso sul presente.
Uno degli aspetti più interessanti del romanzo è la scelta di mettere al centro un uomo che ha già attraversato una parte importante della propria esistenza. Giuseppe porta con sé errori, responsabilità, perdite e domande rimaste senza risposta, ma Luca Leone evita di rappresentare questa stagione della vita esclusivamente attraverso la nostalgia o il declino. La possibilità di ricominciare assume così un significato più profondo: non cancellare ciò che è accaduto, ma imparare a convivere con la propria storia senza permetterle di decidere interamente ciò che resta da vivere. Giuseppe, in questo senso, è un personaggio credibile proprio perché imperfetto. Non è un eroe alla ricerca di una redenzione spettacolare e neppure un uomo definitivamente sconfitto: è qualcuno che deve trovare il coraggio di guardare nuovamente ciò che aveva preferito lasciare alle proprie spalle.
Il passato da allenatore consente a Leone di utilizzare il calcio come metafora narrativa. Tempi, attese, errori, occasioni perdute e passaggi mancati diventano immagini attraverso le quali interpretare un’intera esistenza. Lo stesso titolo supera così la dimensione sportiva: nella presentazione editoriale il “tempo sbagliato” non è soltanto quello di un passaggio mancato in campo, ma l’istante nel quale la vita sembra decidere per noi e tutto improvvisamente cambia. La metafora funziona soprattutto perché non promette che ogni partita possa essere vinta. Suggerisce qualcosa di più realistico: anche dopo una sconfitta possiamo decidere se continuare a considerarci sconfitti.
L’arrivo di Letizia introduce nella vita di Giuseppe una possibilità inattesa. Il loro incontro porta con sé una domanda che attraversa tutto il romanzo: quanto siamo disposti a rischiare nuovamente dopo essere stati feriti? Il passato non scompare davanti a una nuova relazione e le ferite non vengono cancellate dalla semplice presenza di qualcuno. È proprio questo a sottrarre la storia al sentimentalismo più prevedibile. La seconda occasione richiede innanzitutto la disponibilità a riconoscere la propria vulnerabilità. Anche Roma accompagna questo percorso. Non è soltanto uno sfondo geografico, ma uno spazio della memoria nel quale passato e presente possono continuamente incontrarsi.
Il tema della colpa occupa una posizione importante nella costruzione di Giuseppe, che viene presentato fin dall’inizio come un uomo segnato tanto dalla gloria quanto dal fallimento. Ci sono esperienze che appartengono al passato cronologico ma continuano a vivere nel presente psicologico. Un errore può modificare la rappresentazione che abbiamo di noi stessi fino a diventare, se non riusciamo a prenderne le distanze, una sorta di identità. Il tempo sbagliato lavora proprio su questo confine, interrogandosi sulla possibilità di ricordare ciò che siamo stati senza rimanerne prigionieri.
Luca Leone, romano, classe 1972, arriva a questo romanzo dopo esperienze narrative differenti: tra le sue precedenti pubblicazioni figurano Jack, Solo Come In Area di Rigore e HARLEM. Ha inoltre pubblicato poesie, scrive per “FootballNews24” e collabora con “Overtime Festival”. Il tempo sbagliato è un romanzo sulle seconde possibilità, ma soprattutto sul rapporto che costruiamo con il tempo quando ci accorgiamo che alcune scelte non possono più essere riscritte.
A mio avviso, la forza del libro sta proprio nella capacità di parlare di rinascita senza renderla facile o scontata. Leone costruisce un protagonista imperfetto, vulnerabile e per questo autentico, affidando al calcio una metafora semplice ma efficace della vita. Non tutto può essere recuperato, non ogni errore può essere cancellato e non esiste la certezza di vincere la partita. Esiste, però, la possibilità di tornare in campo. Ed è forse questo il messaggio più riuscito del romanzo: il tempo davvero sbagliato è quello trascorso a convincersi che sia ormai troppo tardi per essere ancora felici.
- Autore: Luca Leone
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2026
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Il tempo sbagliato
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