Cigni di Floriana Frola (Armando editore, 2026) na storia originale con tre protagoniste di oggi per le quali l’autrice ha tratto ispirazione dai famosi articoli di Truman Capote, che gli valsero la perdita del suo status e l’allontanamento dall’élite che frequentava. La Côte Basque di Capote, pubblicato su l’“Esquire”, doveva essere un’anticipazione del suo futuro lavoro, un libro sui circoli esclusivi dell’alta società femminile. Il romanzo incompiuto venne pubblicato solo dopo la morte dell’autore, e divenne famoso per gli scandali che suscitò nello svelare i segreti inconfessabili e i tradimenti del fior fiore che frequentava il ristorante di cucina francese La Côte Basque a New York. Una realtà glamour e leggendaria legata a un esclusivismo di quell’epoca d’oro. Frequentatori assidui erano divi del cinema e della musica, e tra i più noti Jackie Kennedy Onassis e Aristotele Onassis. Un jet-set newyorkese con il quale lo scrittore si intrattenne per anni e che gli si rivoltò contro, condannandolo alla solitudine. Capote, scrive l’autrice, si consumò nell’alcool senza riuscire a portare a termine l’opera che avrebbe dovuto superare per successo il suo più grande capolavoro. Aveva tradito i suoi Cigni, le sue donne, le sue muse, che avevano l’abitudine di ritrovarsi a spettegolare nel prestigioso ristorante.
Ieri era così, come oggi il ristorante stellato o i locali di tendenza, diventati il vero palcoscenico della socialità d’élite, frequentati da designer, banchieri e influencer, dove si può discutere indisturbati di affari, politica o di indiscrezioni industriali e personali.
Floriana Frola, nata in provincia di Torino, dopo essersi laureata in Scienze Politiche ha collaborato con la Rivista di cultura e letteratura La Sezione Aurea. Ha pubblicato il romanzo Una Maria Antonietta postmoderna e un saggio sulla correlazione tra capitalismo e religione.
Il successo virtuale e l’approvazione social, la ricerca di visibilità, quando diventano un’ossessione possono oscurare l’etica, l’empatia e il rispetto per se stessi e per gli altri; sono i temi che l’autrice analizza in modo critico, esaminandoli nelle sue parti fondamentali in un narrazione che sembra delinearsi parallelamente ai racconti di Capote. I nuovi cigni sono tre donne con vestiti griffati e lingue taglienti, Babe Paley, C.Z. Basque e Lee Radziwill; personaggi alla moda la cui fortuna è dovuta alle nuove tecnologie, i social network, che hanno cambiato il modo in cui comunichiamo, pensiamo e viviamo. Chi ama la tastiera e una mondanità digitale ha il potere di influenzare migliaia di persone.
Babe, capelli scuri e occhi grandi, ex modella, non usciva mai di casa “senza la sua Olympus nella Prada”. Sapeva di non essere stata brillante negli studi e di non avere avuto particolari predisposizioni, e per lei condividere i suoi outfit con i fan era una delle priorità giornaliere che l’avevano incoraggiata a farne una professione. C.Z. era diventata famosa scegliendo la sostenibilità con la sua cucina cruelty-free, senza crudeltà, senza causare sofferenza o danni agli animali. Un treppiede ed ecco le tante ricette da mostrare e fotografare per il suo nuovo libro di cucina. E infine Lee, appassionata di design; sapeva attirare l’attenzione dei suoi numerosissimi followers, che avrebbero voluto avere e vivere con il suo stile. A lei era stato concesso, era nata nel buon gusto perché apparteneva ad una delle famiglie più facoltose della città.
Creature sofisticate ricoperte da un griffato manto piumato, Babe, C.Z. e Lee ricordavano con le loro abitudini gli esemplari di Capote. In una cosa però differivano dai loro omologhi degli anni Sessanta: per entrare a far parte dell’élite non avevano dovuto sposare un milionario... non erano cresciute con l’idea che per sistemarsi avrebbero dovuto fare un buon matrimonio.
Tutte insieme volevano cogliere l’occasione del nuovo, lavorare con i social, e ciò che quel mondo poteva offrire loro. “Solleticare la curiosità di chi ti segue” era il consiglio di chi nella Milano che contava aveva raggiunto la vetta: “convincere gli altri che la tua vita è migliore della loro”. Era questa una delle priorità del decalogo delle perfette influencer. E poi accompagnarsi con un cane di piccola taglia perfetto all’interno di una borsa, mostrarsi competente della moda o di qualsiasi altra cosa che fosse di moda, e alla fine fare un salto a Saint Moritz per condividere con i followers la mattinata sugli sci. Le vie più cool della Milano da bere potevano diventare perfette passerelle per la propria visibilità: un mondo sofisticato era lì pronto ad attenderle e a farle risplendere in uno specchio d’acqua. Fin quando l’ossessione per il successo, l’ambizione sfrenata, non le spingerà a superare e violare qualsiasi principio etico o senso di umanità, commettendo un reato. Una delle derive più attuali della nostra società digitale, che si manifesta con dinamiche ben precise: la disumanizzazione dei rapporti e la spettacolarizzazione del dolore. Cigni è un ritratto spietato del culto del successo nell’era digitale.
- Autore: Floriana Frola
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2026
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Cigni
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