Non è facile descrivere un romanzo di genere fantasy; i mondi immaginati dagli autori sono tanto particolari e creati da un’immaginazione così soggettiva che, se è piacevole farvisi trasportare nel corso della lettura, non è altrettanto agevole riferirne. Certo, Ladra di anime (dicembre 2024, 282 pagine) di Adriana Polci è un gran bel prodotto, nello scenario di una realtà fantastica. Questo aiuta a trovare le ragioni per raccontare a nostra volta il titolo del marchio Jeet Write Do della casa editrice piemontese LAReditori, di Andrea Garavello.
Il fantasy è un sottogenere della narrativa fantastica, di radici britanniche; non viaggia nello spazio, come la fantascienza, ma esplora luoghi e incontra persone (anche non persone, non esseri umani) in un tempo per così dire “altrove”, non solo “altro”. Quello di Polci, però, lo possiamo definire un romanzo fantasy-Romance, un ibrido attraente di mondi magici, azione e storie d’amore. Tratti sentimentali colorano di rosa, senza esagerare, una narrazione che coniuga avventure epiche ed elementi fantastici a momenti teneri e relazioni emotive tra i personaggi: amore, odio, avversione, fedeltà, tradimento. Certo, non manca una profusione di magie, incantesimi, terre remote, creature incredibili e spesso tutto si sviluppa in universi paralleli o distanti. Insomma: vicende di fantasia collocate in qualcosa al di là dell’immaginario, oltre che condite di sentimenti e romanticismo. Storie avvincenti che fanno tifare per i protagonisti. Sotto l’aspetto del mix magia, fantastico, mondi immaginari, tutto nasce intorno agli anni Settanta, il periodo aureo del fantasy classico, evocato del resto nei testi di Adriana, e tutto ha origine comunque a latere della fantascienza, il genere del cosmo, astronavi, alieni, stelle. Più che giusto che a proporre questo itinerario altrove nel tempo sia una innamorata degli astri. Li conosce e li studia.
Adriana Polci è nata a Ronciglione nel 1998 e cresciuta nelle campagne di un paesino in provincia di Viterbo. Ha nutrito fin da piccola la passione per il cielo e le stelle, assecondata nel liceo scientifico e con la laurea triennale in astronomia, Alma Mater di Bologna. Sta puntando alla magistrale in astrofisica, alla Sapienza di Roma, con una tesi sull’osservazione delle atmosfere degli esopianeti. È appassionata di gatti, lettura, musica, sport praticato (pesistica olimpica, pugilato e judo), corpi celesti e tutto ciò che riguarda la fisica, con un debole per l’astrobiologia e le scienze planetarie.
Ed ecco Asura, “maga dello spirito, l’unica conosciuta in quel mondo”. Molto criptico, ma è così che viene presentata nel cast dei personaggi. Benvenuti nel suo primo viaggio, annuncia nella prefazione una collega dell’autrice, la scrittrice ed editor torinese Vanessa Genre, che ne sa di fantasy-Romance, visto che maneggia da par suo entrambi i generi. È un mondo senza tempo, continua, dove l’amore e la magia convivono e la salvezza è una questione di potere, anche di scelte. Vi si incontrano umani ed elfi, cavalieri e principesse, “cercando un senso tra battaglie epiche e sguardi rubati al crepuscolo”. L’amore nasce nei momenti più inaspettati.
Vogliamo dare un connotato al fantasy di Adriana? Non si dà troppe arie, è gradevolmente sciolto, light, free, per quanto non frivolo. Si propone in punta di piedi ai lettori, non li ammorba con descrizioni troppo pignole e dettagliate. I personaggi sono come sono, quasi sempre positivi o negativi, spesso ingenui, senza complessi e oscurità. Poi è breve, mica è la saga dell’anello, sebbene ci sia del rosa anche nei libroni di Tolkien: soprattutto Arwen, elfica figlia di Elrond che rinuncia all’immortalità per amore di Aragorn, e la coraggiosa e tenera Eowyn, principessa guerriera di Rohan.
Qui le presenze femminili sono tante, in particolare Asura. Privarla della memoria è una soluzione narrativa che favorisce il racconto, a cominciare dallo scoglio sempre difficile da superare dell’incipit del romanzo. Adriana spiega che la ragazza non ricorda nulla, a malapena il suo nome. Si sveglia in un mondo che non conosce, sebbene non le sia ignota la lingua.
Scoprire sé stessa sarà la sua prima sfida, capire come è fatta sia fisicamente sia psicologicamente, comprendere le dinamiche umane, i comportamenti, conoscere il nuovo mondo in cui si sveglia, tutto questo le rende ogni giornata nuova ed interessante.
Può viaggiare nei mondi oltre la morte, ma nei fantasy ogni potere ha quasi sempre un contrappasso, quanto meno un prezzo da pagare. Eppure, nel parlare del mondo fantastico immaginato da Adriana Polci abbiamo commesso un errore, perché sono due, non uno solo. C’è quello dei vivi, che poi sono gli umani, gli elfi e i meticci tra loro ed è caratterizzato dalla magia, pur non appannaggio di tutti. Se ne aggiunge un altro, anzi tre. Niente paura, ecco la spiegazione. Si può mai stoppare la fantasia e accontentarsi, quando nella fantasy l’immaginazione è finalmente al potere e può concedere d’ignorare qualsiasi confine? Adriana sfrutta la libertà totale accordata e crea una specie di aldilà, tripartito in Oltre, Limbo e Inferno, tre realtà autonome e autoregolati nel secondo mondo. Solo Asura ne conosce l’esistenza, e questo spiega il distico dedicatole nella presentazione dei personaggi, in avvio del libro.
Ladra di anime è un romanzo in cui non mancano una componente di mistero e tanti segreti. Attorno alle anime, si combatte un conflitto ancestrale, una sfida remota.
Il marchio Jeet Write Do è nato nel 2021 ed è un progetto di crowdfunding, per favorire l’incontro tra scrittore e lettori, disposti a sostenere sostengono autori ed autrici emergenti, capaci di “emozionare, coinvolgere e sconvolgere”.
- Autore: Adriana Polci
- Genere: Fantasy
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2024
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Ladra di anime
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