Un racconto a due voci, quello di Anna Tiziana Torti e Lorenzo Greco, che ci calano in una realtà dura ma spesso nascosta tra le mura di tante case e, per questo, purtroppo sottovalutata: La distanza che ci unisce (Mondadori, 2025) parla di violenza domestica, di un figlio tanto amato e desiderato che, durante l’adolescenza, cambia volto e imbocca una cattiva strada.
La realtà di un collegio, fuori Roma, che si rivela il luogo dove Lorenzo cambia, si incattivisce, sente esplodere quella rabbia che ha dentro e che non riesce a controllare. La voglia di diventare grande, di bruciare le tappe, lo porterà ad intrecciare amicizie pericolose, a darsi alla piccola criminalità, alla droga e a cadere in una spirale inarrestabile che, nel giro di poco tempo, lo renderà un altro. La madre, così, viene ora percepita come un’estranea, il suo amore come qualcosa di soffocante. Lo scoppio della violenza ne è la diretta conseguenza.
Il racconto, che ci accompagna attraverso i punti di vista, molto diversi, dei due protagonisti, mostra dall’interno una realtà molto comune e molto nota a tante famiglie: le continue giustificazioni della madre, che vuole proteggerlo, la sottovalutazione del pericolo, la speranza in una redenzione che non può compiersi da sola. Sensi di colpa, odio, rabbia, una serie di sentimenti che emergono, pagina dopo pagina, e sembrano guidarci verso una fine già scritta.
Conosce la teoria della rana? Se una rana viene messa in un pentolone d’acqua bollente, di sicuro farà un balzo e ne uscirà. Ma se la rana si trova nell’acqua fredda e quest’acqua viene successivamente riscaldata fino a raggiungere l’ebollizione, la rana non si accorgerà del cambiamento e resterà nel pentolone. Fino a morire.
Fino a morire… ripeto.
Sì, Tiziana. Non c’è fine alla spirale della violenza. Quando si superano i limiti non si torna più indietro.
La scrittura è scorrevole, il linguaggio adottato (quando parla Lorenzo) rispecchia il modo di esprimersi delle nuove generazioni e ci fa sentire coinvolti in una storia di cui sentiamo l’urgenza. Perché si tratta di un racconto autobiografico, scritto per raccontare la propria esperienza ed essere d’aiuto a genitori e figli in difficoltà, che stanno vivendo le stesse dinamiche e che, con coraggio, possono sperare in un lieto fine. Lo stesso coraggio che, alla fine, ha permesso a Tiziana di denunciare le violenze e, con l’aiuto delle istituzioni, avviare un percorso che l’ha portata, infine, alla riconciliazione con il figlio e al ritorno ad una vita normale. Non c’è retorica, però, in queste pagine, e la lettura è gradevole. Una lettura indicata anche per i più giovani, per gli adolescenti, che spesso devono imparare a gestire le emozioni e i rapporti con gli adulti, in una fase complessa delle loro vite.
Anna Tiziana Torti lavora in televisione da più di quarant’anni. Ha collaborato come autrice e casting per numerosi programmi Rai e Mediaset, tra cui “Forum”, “Domenica In”, “Carràmba! Che sorpresa”, “Techetechetè”, “Per un pugno di libri”, “Porta a porta”. Lorenzo Greco, 29 anni, ha voluto raccontare la sua storia, insieme alla madre, per aiutare genitori e figli alle prese con la violenza domestica. Per entrambi, è il primo romanzo.
- Autori: Anna Tiziana Torti e Lorenzo Greco
- Genere: Storie vere
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Mondadori
- Anno di pubblicazione: 2025
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: La distanza che ci unisce
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