Versi liberati (Studium Edizioni, Roma 2024, pp. 125), che ha per sottotitolo “Perché un sogno diventi storia occorre tempo”, è la prima raccolta di poesie che la docente Evelina Piscione ha voluto raccogliere in una silloge.
Innanzitutto cosa è una poesia? La “poesia” è il termine di derivazione che deriva dal greco “πόιεσις”, sostantivo legato al verbo “ποιεῖν”, “fare, creare”. La nozione racchiude quindi in origine il concetto di creazione, dapprima congiunta all’idea che la poesia fosse dono degli dei (concezione non così distante da quella del Romanticismo di “ispirazione”), in seguito riferita all’abilità del poeta, alle sue doti di “facitore, costruttore”. Gli antichi greci attribuirono alla poesia la capacità di sollecitare gli affetti e di muovere l’animo, ma ne considerarono anche con attenzione gli aspetti “tecnici”, sia distinguendo diversi generi (epico, lirico, drammatico, elegiaco) con caratteristiche differenti, sia ponendo grande cura nella definizione delle conoscenze tecniche relative alla prosodia, e quindi alla metrica.
Ma al di là di quanto sopra affermato e posto in evidenza, prendiamo sicuramente il significato di “fare, creare”, che ciascun poeta fa suo e pone per iscritto alcune sue sensazioni, momenti di vita, ricordi di persone o di luoghi o anche semplicemente qualcosa che si prova.
Ed ecco la raccolta della Piscione suddivisa in quattro sezioni: “Sulla soglia”, “Touch”, “Bimbe ballerine” e “Epilogo”, con le quali la poetessa ripercorre i temi ricorrenti della sua vita, e ciò al fine di esprimere motivazioni, sussulti, amori, ispirazioni. Le prime tre sezioni sono introdotte da massime di grandi. La prima sezione dai Taccuini di Albert Camus e dalle Rime di Michelangiolo Buonarroti; la seconda da un pensiero di Vivian Lamarque; la terza da Roma 1950 di Pier Paolo Pasolini e un pensiero di Santa Madre Teresa di Calcutta. Dice la poetessa al riguardo:
Quando la luce è tenue è difficile vedere. Occorre allora spalancare gli occhi e il cuore per acuire lo sguardo e concentrarlo su alcuni particolari. Non c’è prigione più chiusa del buio. Non c’è gabbia più stretta della solitudine. La poesia tratteggia albe all’orizzonte, è creata per liberare dalle sbarre della notte e a volte della vita.
E infatti dopo racconti, saggi ed un romanzo, la nostra, con questa ottima silloge, si appresta a porre per iscritto, e in versi liberi, le sue sensazioni, la sua vita, le persone conosciute e apprezzate, il ricordo dei suoi cari e anche alcuni luoghi. Ma poi in tutta la silloge appare
Il leggero e il forte, l’acceso e il chiaro-scuro, il detto e il suggerito.
I pensieri oscillano sempre tra “έρως” e “θάνατος”, amore e morte. Ma la poesia non è solo creatività; può essere anche un prezioso strumento di riflessione sui capisaldi dell’esistenza. E la Piscione ha benissimo risposto a questo. Tutta la silloge è un intrecciarsi di fili conduttori di vita, e ciò in uno stile molto lineare, in versi liberi ma meditati, studiati, amati. E la poesia, quella vera, quella sentita è tutta qui.
Definirei l’esordio poetico come un’occasione pressocché gioiosa, perché la nostra aurora è sempre come un’attesa e una scoperta. Ogni verso, ogni parola che scrive Evelina Piscione sembrano delle tessere, che poi si dispiegano in versi.
Scrive Francesca Romana de’ Angelis nell’introduzione:
Una voce alta, impreziosita da tanti echi letterari – da Pavese a Carver a Merini, solo per citare il magistero più evidente – che raccontano di una lunga affettuosa consuetudine con i versi, una voce che, pur sapientemente modulata, evita ogni rischio di enfasi, al contrario resta sempre ricca di senso, attraversata com’è dalla piena consapevolezza del mistero della vita e dell’altro.
E i versi che la Piscione ha tenuto dentro, con questa silloge li ha liberati, come scrivevo all’inizio, facendoci vivere, e al meglio, tutte le sue sensazioni, la sua esistenza, il suo modus vivendi.
La silloge sarà presentata il prossimo 10 maggio, presso la Villa Sciarra di Roma, a cura degli “Amici di Villa Sciarra” e della loro Presidente, Anna Laura Bussa, giornalista e saggista.
- Autore: Evelina Piscione
- Categoria: Poesia
- Anno di pubblicazione: 2024
- ISBN: 9788838253850
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Versi liberati
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