Maurizio de Giovanni torna in libreria con Una lettera per Sara (Rizzoli, 2020), con protagonista Sara Morozzi. Un romanzo che colpisce gli appassionati del genere soprattutto perché l’investigazione, poco sanguinolenta o violenta, è tutta volta al passato. Un passato profondamente diverso dal presente, in cui gli apparati dei Servizi Segreti erano in grado di promuovere un grave e assoluto occultamento su fatti, luoghi e persone.
Chi è Sara Morozzi? Una donna a cui:
“Piaceva camminare, aveva un passo agile e calzava sempre scarpe basse. Non erano eleganti e non slanciavano le gambe, ma lei, fedele a un’abitudine consolidata, con concedeva nulla all’estetica. I capelli grigi, l’assenza di trucco, gli abiti comodi e sobri restituivano a un’occhiata distratta l’impressione di una donna ordinaria, avanti negli anni. Quasi invisibile.”
Per lungo tempo impiegata con successo nei Servizi, Sara ha avuto una vita attraversata da grandi dolori: uno è quello per la scomparsa dell’ex compagno, l’uomo per il quale aveva abbandonato marito e figlio; l’altro è la tragica morte del figlio, di cui lei non aveva più saputo nulla fino alla sua visione nell’obitorio, disteso su un lungo e freddo tavolo d’acciaio.
Ora le restano poche e selezionate amicizie, come quella con l’ispettore Andrea Pardo, e la compagnia della nuora Viola e del nipotino Massimiliano.
Ma i conti rimasti in sospeso tornano spesso ad affacciarsi prepotenti e in questo romanzo la donna è alle prese con la scomparsa di una giovane ragazza sparita nel nulla trent’anni prima. Il fratello, malato di cancro e superiore di Andrea Pardo, chiede che venga finalmente fatta giustizia. La procedura da seguire è illegale e Sara è costretta a occuparsene, soprattutto per rispetto all’amato scomparso, cercando di dipanare le ombre scure che lo circondano. Come si riconciliano i due fatti? Ci riuscirà? O sarebbe stato meglio lasciar perdere e continuare a vivere nel perenne e perfetto ricordo di chi non c’è più? Cosa nascondeva di così grave il compagno?
Un giallo profondamente introspettivo, dalle atmosfere soffuse e melanconiche. La narrazione ruota, per la maggior parte, intorno al ruolo preponderante di Sara, una donna “invisibile” eppure capace e preparata:
“Aveva sperimentato la forza degli occhi di Sara, che la donna teneva quasi sempre rivolti a terra o verso un punto imprecisato. Erano azzurri e penetranti, e riuscivano per qualche strana magia a mettere gli altri di fronte al proprio lato oscuro.”
Una donna che possiede un dono raro, che in questa vicenda le sarà determinante:
“Un dono unico. Lo chiami “istinto”, ma è velocità. Ancora prima che elabori i dati, la tua mente li ha già collegati. È velocità, sì, insieme a un ingrediente speciale che io non sono in grado di indovinare. […] fidati sempre, amore. Quello che chiami istinto non ti può ingannare”.
Una lettera per Sara è una lettura avvincente che affonda le mani in temi importanti per la Storia stessa del nostro Paese: il ruolo dei Servizi deviati, la magistratura corrotta, la mafia e il malaffare a essa collegato. Una storia ben strutturata ed elaborata, una prosa lieve e soffusa pur profonda nell’intimità caratterizzano il testo. Un piccolo gioiello per gli amanti del genere.
- Autore: Maurizio de Giovanni
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Rizzoli
- Anno di pubblicazione: 2020
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Un libro perfetto per...
Adatto agli amanti del genere, ma soprattutto a coloro che amano le spy stories e agli amanti dell’autore: Maurizio de Giovanni, che tanto successo ha con i suoi libri.
Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Una lettera per Sara
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