Dopo il grande successo riscosso dal romanzo Il magistrato ipocrita, Fabio Pilato pubblica per Linea edizioni una sorta di sequel, dove ritroviamo parecchi dei personaggi che abbiamo conosciuto nel romanzo d’esordio del magistrato palermitano. Titolo del nuovo volume è Un giornalista d’inchiesta; bella la copertina che riassume i temi affrontati nel libro, che vede di nuovo protagonista Carlo Lozzi, il quale ha lasciato Himera, dopo la morte drammatica del suo amico e sodale Bobo, dopo aver lasciato la sua compagna Ludovica, che lo aveva tradito.
Ora, trasferito a Roma e promosso, è diventato direttore del “Gazzettone”, il quotidiano più importante della capitale e non solo, e con i nuovi collaboratori, Tito Verratti e Cantalamessa, ma anche la bella giornalista tv Sivia Galan, si appresta ad affrontare la loggia Euclide e i tanti misteri sempre più fitti che circondano Roma, il governo, il sottobosco politico mondano, l’imprenditoria, la magistratura, i servizi segreti e le associazioni mafiose.
Inutile tentare di spiegare la lunga sequela di delitti, di misteri, di intrecci malavitosi che Fabio Pilato sa costruire nel suo fantasioso ma purtroppo realistico racconto. Lozzi, che è denominato Platone, ricorre a continua metafore di tipo filosofico, citando autori classici che ben conosce, come conosce il greco antico, di cui il testo è pieno; c’è anche tanto Dante, in particolare il canto di Ciacco il goloso, che ricorre nelle lettere anonime recapitate al giornalista. Non manca la simbologia del dio Giano bifronte, anche questo un sinonimo di doppiezza che, con frequenza, irrompe nella narrazione. Ci sono tante donne nel romanzo di Pilato, tanto sesso, tante scene hard che tuttavia hanno sempre un significato metaforico, come del resto tutta la narrazione che gira intorno alla nostra società malata, dove il potere si fa strada attraverso misteriosi delitti, perpetrati da menti raffinate e insospettabili che, come oscuri burattinai, dominano la vita politica, economica, religiosa e finanziaria della società odierna, che il magistrato Pilato vede come una sorta di girone infernale dantesco da cui la giustizia, la verità, la cultura e la democrazia escono piuttosto ammaccate. Il romanzo si sofferma lungamente su ragionamenti di tipo filosofico che un gruppo di amici, che si incontrano in un’osteria romana, celati dietro nomi classici (Marx, il Principe, Saffo, Empedocle) si scambiano per dare un senso più concreto ai misteri che si nascondono dietro a delitti incomprensibili, messaggi cifrati difficili da decrittare, personalità doppie, uomini misteriosi che appaiono, agenti segreti la cui identità è inesplicabile. Il metodo Kalina, Dalila, il misterioso Archè, luogo di delizie apparenti ma in realtà centro di poteri occulti, tutto conferma a Carlo Lozzi di trovarsi al centro di indagini molto pericolose che possono costargli la vita, e non soltanto a lui. Tra i pericoli più gravi che il giornalista d’inchiesta ravvisa nei nemici da sconfiggere, pena la perdita dell’umanità, troviamo righe illuminanti sul progetto delittuoso in atto dagli sconosciuti Fratelli d’élite:
Attraverso l’educazione scolastica e un martellamento mediatico occorre costruire nuove generazioni che accettino l’appiattimento, il caos e la mescolanza come fatto ordinario [...] Si intraprenda una guerra semantica per modificare il linguaggio e ridurre la conoscenza dei vocaboli. Si riduca al minimo il livello d’istruzione, classe docente e intellettuali siano umiliati, frustrati, svuotati di ogni funzione [...] Meno vocaboli, meno concetti, meno cultura, più schiavitù.
Romanzo interessante, quello di Fabio Pilato, che pone tutti noi davanti a uno spettrale futuro se non saremo in grado di contrastarlo con le armi della ragione, della cultura, del ritorno a una politica al servizio dell’uomo. Da leggere, da meditare, magari con qualche digressione in meno per alleggerire la lettura.
- Autore: Fabio Pilato
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2025
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Un giornalista d’inchiesta
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