In Purgatorio (Alter Ego, 2025), Ilaria Palomba firma il suo libro più radicale, più intimo, più politico. Un’opera che attraversa i confini del memoir per toccare la poesia, il pensiero filosofico, la denuncia e la visionarietà. È la scrittura di un corpo sopravvissuto – e disgregato –, la voce di una donna che si è guardata nell’abisso e ha trovato nella parola l’unico appiglio per non sprofondare.
Il libro racconta un tentato suicidio che non riesce a compiersi fino in fondo: l’autrice sopravvive, ma con gravi conseguenze fisiche. Si risveglia dopo il salto in un letto d’ospedale, costretta all’immobilità, e inizia un lento e struggente viaggio di ritorno alla vita. Un purgatorio – appunto – dove ogni giorno è una lotta per riprendersi pezzi di corpo, pezzi di identità, pezzi di senso.
Vivere è un Purgatorio senza uscita, neanche la morte è vera, non si può fuggire da nessuna parte. Ogni porta è sbarrata.
La scrittura diventa sin da subito un atto politico: scrivere è resistere, scrivere è dirsi viva, anche quando si è nella totale impossibilità di agire.
Mi ritrovo a scrivere negli ospedali, come scrivessi sui muri l’ultima frase. Scrivi la parola scrivere, cancellala. Non si scrive altro che la scrittura.
Al centro del libro c’è il corpo femminile frantumato, espropriato, medicalizzato. Il sistema psichiatrico è mostrato come un Leviatano che annulla l’individuo e impone etichette pericolose, spesso sbagliate. La protagonista viene definita “depressa”, “istrionica”, “borderline”, e per questo sottoposta a trattamenti pesanti come l’uso della clozapina, che l’autrice decide poi di rifiutare, riconoscendo in quel farmaco non una cura, ma un’arma di sedazione dell’identità.
Con la clozapina tutto si allontana, non hai il grave di pensare. [...] Elimini il linguaggio, tutto è risolto. Cancellato il pensiero, viene meno anche l’ossessione per il fallimento.
È un attacco al paradigma biologico della psichiatria, ma anche una riflessione più profonda sul diritto al dolore, sulla complessità della sofferenza psichica e sull’identità che viene sradicata nel momento in cui non corrisponde agli standard della “normalità”.
Il setting principale è l’ospedale, descritto come una zona di transizione tra la vita e la morte, tra l’identità e la sua dissoluzione. È un luogo di prova, di isolamento, ma anche di rinascita. Le compagne di stanza diventano alleate o antagoniste in questo rito di passaggio, e ogni dettaglio – dal colore delle pareti alle voci della notte – è caricato di senso.
Sono il medico di un corpo disgregato, devo tenere a mente ogni mutamento, ogni accelerazione del battito cardiaco, ogni fluttuazione del respiro; sono il medico di una psiche in frantumi.
Nel testo compaiono diverse figure maschili, veri o immaginati: H., D., Hubert Melville, Zadkiel. Sono incarnazioni del trauma, della mancanza, del desiderio, della fuga. Zadkiel è l’unico personaggio che rappresenta un tentativo di salvezza, l’unico uomo-angelo, colui che ascolta, che scrive lettere, che invia musica. In questa dialettica tra dannazione e salvezza si gioca la parte più potente del libro: il corpo può essere violato, frammentato, ridotto all’osso – ma la parola può ancora salvare.
La parola è un deragliare, una feritoia attraverso cui il reale si mostra. Accedervi è ardere, si arde ogni volta al confine con la scintilla.
Quella di Palomba non è una scrittura vittimistica. È feroce, lucida, tagliente. È la voce di chi ha conosciuto l’abisso ma non vi si è lasciata sommergere. È una testimonianza di dolore e una chiamata all’ascolto, al rispetto della diversità psichica, alla disobbedienza nei confronti delle narrazioni dominanti sul “normale”.
Io non ho nessun disturbo psichico, devo solo combattere per restare in vita, per alzarmi in piedi.
Purgatorio è un’opera necessaria, scomoda, lacerante. È un atto di coraggio e di bellezza in un mondo che tende a silenziare ciò che non riesce a comprendere. Ilaria Palomba non cerca compassione, non chiede indulgenza: ci offre invece un’opera letteraria complessa, poetica e devastante, che grida la sua verità – e invita tutti noi a guardarla in faccia.
- Autore: Ilaria Palomba
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2025
- ISBN: 9788893332712
Ti piace SoloLibri?
© Riproduzione riservata sololibri.live
Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Purgatorio
Lascia il tuo commento