Nel 2016, giusto dieci anni fa, lo scrittore-consulente in materie umanitarie Saleem Haddad, cosmopolita, iracheno, palestinese, libanese e non solo, aveva esordito nella narrativa con il pluripremiato romanzo Ultimo giro al Guapa, pubblicato in italiano da E/O. Ora la casa editrice romana esce con il nuovo libro di Haddad, Memorie dal diluvio (2026, traduzione dall’inglese di Silvia Castoldi), un romanzo affascinante, intrigante, molto bello davvero per le sue tante implicazioni sulla politica mediorientale e i rapporti complicati tra occidente e oriente, tra mondo postcoloniale e attualità delle nuove guerre di potere nel nuovo millennio.
Le vicende si svolgono nel 2014, intorno alla storia emblematica di una famiglia anglo-irachena che aveva dovuto lasciare nel 2003 l’Iraq, a seguito dell’invasione statunitense che aveva l’obiettivo di scacciare Saddam Hussein, stabilendo un governo filoamericano. Pochi anni dopo, in seguito al ritiro degli americani, era stata istituita una repubblica islamica. Ora incontriamo la vedova dell’artista iracheno Haydar Mathloum, la britannica Bridget, anche lei pittrice, madre di tre donne: Zainab, la bella, Mediha, molto concreta, e Ishtar, la più determinata a rivendicare la sua origine irachena e l’eredità del padre, eroe nazionale ma morto precocemente in modo inatteso. Le tre donne sono lontane dalla madre, dalla cui vita si sono sentite allontanate, anche se ora l’anziana vive in una casa nel nord dell’Inghilterra con la figlia Mediha, che nasconde in segreto.
Trama molto difficile da seguire e da raccontare, perché dalla disperzione fisica della famiglia emergono segreti che da decenni sono rimasti sepolti. Che fine ha fatto l’eredità delle opere del padre? Chi e come le ha trafugate da Baghdad in fiamme per l’arrivo della dittature islamica, cancellandone il ricordo? Zainab, bella e determinata, vive ora a Dubai, è vedova di un ricco che l’ha lasciata erede, incontra poco il figlio Nizar, giovane inquieto, omosessuale in segreto, per cinque anni amante ricambiato del britannico Alfie, che però non capisce il rovello del giovane alla ricerca delle proprie radici. Nizar allora ricerca la zia Ishtar, anche lei infelice omosessuale, che vive su una barca e studia la possibilità di un ambizioso progetto socio-culturale: ricostruire le antiche barche che navigavano sul Tigri, alla confluenza con l’Eufrate - lì è nata la nostra civiltà, quella è la terra del Diluvio. Ora quei luoghi devastati dalla guerra, dalla distruzione e dal degrado sono impossibili da frequentare, ma Ishtar con l’aiuto del nipote è decisa a farsi finanziare l’impresa, insieme a una donna, Nisreen, ora filoamericana, il suo grande amore giovanile. Durante un’improvvisata conferenza stampa, Ishtar spiega ai pochi presenti le ragioni della sua impresa:
Stiamo vivendo in un’inversione del mito del Diluvio. Mentre un tempo Utnapishtim costruì un’arca per salvare gli animali del mondo, il nostro stile di vita sta lentamente uccidendo innumerevoli specie autoctone di flora e fauna sull’altra riva del fiume.
C’è molto altro in questa storia a cavallo fra due civiltà, fra due mondi, fra diversi modi di rapportarsi al presente. La mitica Baghdad dell’infanzia delle tre sorelle non esiste più, e loro ne prenderanno dolorosamente atto, con enorme dolore non solo privato: alla ricerca della loro casa, ci saranno solo macerie, sporcizia, degrado, abbandono. Ma in questo disastro si ritroveranno, ritroveranno la loro madre, Bridget, autrice della diaspora della loro famiglia per aver troppo a lungo celato un segreto indicibile.
Pagine straordinarie, evocative, letterariamente poetiche, quelle racchiuse nel libro di Saleem Haddad, che ricostruiscono un mondo sognato e perduto, e si confrontano con un presente troppo problematico. La costruzione dei personaggi, così diversi ma nondimeno forti e contraddittori almeno in parte, restituisce la poliedricità di mondi che si incontrano e si scontrano alla ricerca della verità, per quanto dolorosa essa sia. In un tempo in cui si rivaluta il mito delle nostre origini in numerosi libri e film, questo romanzo profumato d’Oriente offre una prospettiva di lettura in più.
- Autore: Saleem Haddad
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: E/O
- Anno di pubblicazione: 2026
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Memorie del diluvio
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