Susan Taubes, nata alla fine degli anni Venti come Judit Zsuzánna Feldmann, era figlia di Sándor Feldmann, un rispettato psicoanalista freudiano, e nipote di Mózes Feldmann, che era stato il Gran Rabbino di Budapest. Trasferitasi in America nel 1939, fu grande amica di Susan Sontag e insegnò alla Columbia University. Ha pubblicato il romanzo Divorzi nel 1969; si suicidò poco dopo. Il suo romanzo che ora viene pubblicato da Fazi, Lamento per Julia e altre storie (2025), rimasto inedito, solo recentemente è stato dato alle stampe negli Stati Uniti e ora è in Italia con la traduzione curata da Giuseppina Oneto.
La prima e principale storia che dà il titolo anche al libro è la vicenda di una giovane donna che raggiunge la maggiore età nel ventesimo secolo, vista attraverso gli occhi di uno spirito di cui non si comprendono le caratteristiche e che si ritiene incaricato del controllo della vita della protagonista. L’identità di Julia Klopps viene descritta in modo assai preciso ma anche piuttosto complesso, attraverso una narrazione che segue la sua crescita, il suo mutare da bambina a donna, i suoi rapporti con gli altri ma anche con la stessa voce narrante.
Fosse lei semplicemente il corpo e io la mente. Fosse così semplice. Ma siamo un guazzabuglio di pezzi e pezzetti e in due non formiamo neppure una persona.
Lo spirito e Julia sono una coppia piuttosto debole, destinata seppur con difficoltà a rimanere unita e in qualche modo insieme riescono a vivere l’infanzia, i genitori Klopps, i vestitini da bimba, i primi desideri giovanili. Dopo breve tempo, ecco l’amore e il matrimonio, ed è a quel punto che le cose si complicano. Appena diciottenne, la protagonista sposa Peter Brody, ingegnere navale dall’aspetto non molto attraente ma dalla mente brillante. Nascono tre figli: Julia sembra fatta per essere mamma e Peter è sempre più innamorato di lei.
Julia era chiaramente la moglie perfetta per lui. E una donna potrebbe avere un marito più perfetto di quello per cui incarna la perfezione? Quelli sono stati gli anni migliori per Julia [...] Che importava se il tragitto era accidentato o pianeggiante, eravamo sulla strada giusta. Ero contento di rimanere nella sua ombra.
Compiuti i trent’anni la vita di Julia ha un primo scossone: una passione improvvisa e un successivo disordine emotivo al quale non c’è rimedio. Lo spirito cerca in ogni modo di tutelare la sua protetta, ma la giovane donna si lascia trasportare da sentimenti e passioni. Tutto ciò che si era creato in pochi decenni in breve sparirà. Julia risulta quindi, alla fine del romanzo, una figura enigmatica la cui identità è costruita attraverso le sensazioni e i pensieri del narratore che la rende un essere simbolico che vive in un mondo di contraddizioni tra innocenza e sensualità.
I racconti che completano il libro sono assai diversi tra di loro e distanti dalla realtà. Le storie successive sono inquietanti, racconti di persone disorientate che vivono, come immaginava la Taubes, "né nella pura luce né nella pura oscurità”.
Ne La paziente, la donna, ricoverata in un manicomio, ha una totale incapacità di riconoscere sé stessa:
Non ho passato. Sono nata mesi o anni fa, senza età, senza sesso, invalida, probabilmente in questo letto [...] Ciò che so di me comincia qui con quello che mi hanno detto gli psichiatri.
Quel che associa la storia della “paziente” con Julia sono solo le iniziali di nome e cognome: ”J.K”, Julia Klopps la seconda e, pare, Judd o Judit Kopits la prima. Ma nulla quest’ultima ricorda della sua vita precedente.
Fanno poi seguito altre brevi narrazioni tra cui Gli squali, riguardante gli incubi di un bambino con sentimenti di paura e vulnerabilità.
Il bambino chiudeva gli occhi e il mare s’infilava immediatamente sotto le palpebre [...] Ogni volta arrivavano gli squali bianchi e senza volto, le mandibole assassine. La paura che lo assaliva era bianca e fredda come quella degli assassini. Non osava girarsi e scappare.
A questo fanno seguito altri racconti tra cui Medea, la storia di Isabel e del tragico destino dei suoi figli, e La figlia del dottor Rombach, una vicenda particolare che descrive il rapporto fra un padre psicoanalista e la propria giovane figlia.
Altre brevi storie vanno a completare il libro che risulta una miscellanea di sentimenti complessi, spesso non detti e con personaggi e ambienti eterogenei. Susan Taubes mostra anche in Lamento per Julia e altre storie il suo talento letterario e creativo. Peccato la sua produzione come scrittrice non abbia fatto in tempo ad essere più proficua.
- Autore: Susan Taubes
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Fazi
- Anno di pubblicazione: 2025
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Lamento per Julia e altre storie
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