Con la prefazione di Pamela Villoresi, nel suo La voce vola (Società Dante Alighieri, 2024) l’autrice Enza Maria D’Angelo pone in essere un saggio di vero interesse, che ha per sottotitolo “Leggere ad alta voce a teatro e a scuola”, che ne significa i contenuti, volendo rappresentare come la voce narrata, la parola, sia uno strumento fondamentale anche nell’insegnamento, ancor più che nella comunicazione e nel teatro.
Enza Maria D’Angelo, docente liceale di Lettere, è valente autrice di narrativa, poesia e saggistica, tra cui una lettura musicale del poema dantesco e un melologo su testi propri e musiche di compositrici, frutto della sua attenta ricerca.
La lettura ad alta voce è da intendere come un valore aggiunto per la didattica e per un’intensa e attenta conoscenza e approfondimento di testi, e l’autrice in premessa afferma come
Leggere è un modo di essere nel mondo, tutti abbiamo bisogno di leggere.
Leggere serve a conoscere e conoscersi, per comunicare con gli altri ma anche per dialogare con sé stessi, per vivere. L’autrice pone il quesito su quale ruolo debba esercitarsi da parte della scuola, della famiglia e dell’ambiente in cui si vive, nell’educazione alla lettura. E in questa analisi vengono passate in rassegna le tesi di autori di rilievo quali Daniel Pennac.
La lettura senza l’uso della voce appare però essere un’azione individuale e non di relazione con gli altri, ma soltanto con l’autore del testo. La lettura silenziosa poi non si arricchisce degli elementi espressivi della voce e della gestualità, che riflettono il dato emotivo della parola scritta. L’autrice sottolinea come la lettura espressiva ad alta voce implica una comprensione del significato profondo del testo, rendendo più efficace la sua comunicazione. Non si può non dimenticare l’antica arte oratoria, dove l’impostazione della voce, la postura e i gesti che accompagnano il discorso costituiscono elementi espressivi, comunicativi e persuasivi sui quali gli studenti devono essere orientati dai docenti a fermare la propria attenzione. Questa è la motivazione di fondo, afferma l’autrice in premessa, del presente interessante e prezioso lavoro corredato da una ricca e pertinente bibliografia, suddiviso in tre capitoli principali.
Il primo ha una funzione introduttiva; in esso ci si sofferma sulle tappe principali dell’evoluzione della comunicazione e sui cambiamenti irreversibili della comunicazione, evidenziando le caratteristiche distintive tra oralità e scrittura. L’oralità occupa un ruolo essenziale della comunicazione, è la più difficile da analizzare e in quest’ottica la qualità e la preparazione del docente assumono particolare rilievo.
Nel secondo capitolo si affronta la validità della lettura ad alta voce nella pratica didattica, ricercando i riferimenti normativi e le esperienze documentate compiute al riguardo. Occorre, secondo l’autrice, fare acquisire un metodo, stimolando al gusto per la lettura, facendo comprendere il suo imprescindibile valore intrinseco come confronto e paragone di altro da sé e per l’ampliamento della propria inevitabile, limitata, singola e personale esperienza esistenziale. Nel paragrafo conclusivo del secondo capitolo, la lettura ad alta voce viene considerata nel suo potenziale di autentica politica educativa dalla prima infanzia alla scuola secondaria di secondo grado, come strumento reale di inclusione e di democrazia cognitiva, come azione didattica diretta a contrastare la dispersione scolastica.
Nel terzo capitolo ci si occupa della lettura ad alta voce come pratica didattica, alla luce dei progetti nati sia in ambito privato che sociale e pubblico. A questo riguardo si osserva come la lettura ad alta voce ha importanti effetti linguistici sulle abilità di comprensione di testi scritti e orali, arrecando benefici cognitivi sull’abilità di comprensione, sullo sviluppo dell’intelligenza e sulla capacità di gestione delle emozioni, sulla prosocialità e sulle abilità motorie. Si mostra come con la pratica intensiva della lettura ad alta voce è possibile incidere sulle abilità di base e sul successo formativo e professionale degli studenti. Nel volume si richiama la sperimentazione nazionale di cui è stata partecipe l’autrice, che ha coinvolto l’area metropolitana di Palermo nel “Festival della lettura ad alta voce”. Si è fatto qui riferimento ad autori ma anche a testi teatrali che meglio si prestano alla competenza di lettura espressiva. Il teatro difatti, per il suo alto valore culturale e sociale, è un’occasione di cultura e arricchimento perenne.
Tra le tante iniziative dirette ad incrementare la lettura, viene ricordata poi l’iniziativa messa in atto negli States con i “Reading Party”, dove in ambienti particolari e suggestivi con luci diffuse, candele profumate e musica adatta al contesto, in gruppi più o meno numerosi, si ascolta la voce dei lettori alternata al rumore delle pagine dei libri che sfogliano, tentando in tal modo di coinvolgere quanta più gente possibile.
- Autore: Enza Maria D’Angelo
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2024
- ISBN: 9788853442529
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: La voce vola. Leggere ad alta voce a teatro e a scuola
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