Era uno sporco lavoro, ma qualcuno doveva farlo e toccava a loro, anche se non avevano un territorio da difendere o un nemico da respingere al confine. È lo spirito con cui gli americani si sono battuti nella Seconda Guerra mondiale: ottimi combattenti quando “messi alle strette”. Lo scrive lo storico texano Theodore Reed Fehrenbach, autore nel 1962 di The battle of Anzio, pubblicato per la prima volta in Italia due anni dopo, nella traduzione di Mariella Boccardi, la stessa della più recente edizione nella nostra lingua, per i tipi Res Gestae, Milano, La battaglia di Anzio (febbraio 2024, collana Battaglie militari, 250 pagine), corredato d’immagini in bianconero. “Una realistica esposizione in forma narrativa di una grande battaglia”, sottolineava nella prefazione il generale a riposo dell’esercito USA William H. Simpson. Basata sulla combinazione di documenti storici ufficiali oggettivi e di esperienze soggettive di combattenti, acquisite in varie interviste, propone i fatti nel modo in cui si verificarono, visti dalle alte sfere alle piccole unità in guerra, fino ai singoli combattenti.
T. R. Fehrenbach (1925-2013), laureato a Princeton nel 1947, storico, editorialista, a capo della Texas Historical Commission dal 1987 al 1991, è stato ufficiale nella guerra di Corea, pur non avendo menzionato l’esperienza nella sua opera principale, This Kind of War (ritenuto dal senatore McCain “forse il miglior libro mai scritto sulla guerra di Corea”). Tra i più di venti libri firmati, spicca il bestseller Lone Star. A History of Texas and the Texans, accanto a storie popolari del Texas, del Messico e degli indiani Comanche.
Le perdite alleate ad Anzio, da fine gennaio a fine maggio ’44: 7 mila caduti, 36 mila feriti o dispersi, 44 mila ricoverati per ferite o malattie. Quasi 90 mila vite umane spente o segnate per sempre, per non fare altro che resistere in quella testa di ponte isolata dai tedeschi nel Basso Lazio costiero, restare aggrappati al terreno e non farsi ributtare nel Tirreno dal nemico.
Quella notte, mentre i parà del 509° puntavano sull’adiacente Nettuno e gli Inglesi toccavano terra a nord di Anzio, nello sbarcare davanti alla cittadina laziale il tenente Louie Martin dei ranger, truppe scelte americane, era sbalordito dal non aver dovuto affrontare l’opposizione mortale delle temute armi tedesche. “I kraut o non combattono o non ci sono”. La sorpresa è grande: in città non ci sono nemici.
Interessante osservare le vicende dalla prospettiva dei singoli combattenti, ch’è poi il taglio adottato da Fehrenbach nel suo lavoro. Fa presente che se il quadro completo di quanto accadde ad Anzio si legge in documenti ufficiali, diari divisionali e memorie dei generali, sono pagine in gran parte “aride”, non vi traspaiono le angosce provate da chi combatté ad Anzio, “affiora troppo poco dei sentimenti” provati dai protagonisti. Gli atti saranno pure essenziali per comprendere i fatti in generale, ma solo l’esperienza rende la vera realtà della battaglia, della vittoria o della sconfitta.
In questi capitoli sono messi a nudo uomini che furono intelligenti o sciocchi, uomini che furono sempre e completamente coraggiosi, uomini che conobbero la normale paura e uomini che crollarono a seguito delle difficoltà.
Tra loro vi furono feriti, catturati, evacuati, militari uccisi prima di tentare qualsiasi cosa ed altri che passarono senza una scalfittura attraverso i pericoli peggiori. Ognuna di queste storie è parte di Anzio. Senza, il quadro sarebbe incompleto.
L’Operazione Shingle prevedeva un attacco della 36a Divisione Texas sul fiume Rapido, a Cassino, e uno sbarco anfibio ad Anzio e Nettuno per colpire i Tedeschi sul fianco. Sulla costa tirrenica avrebbero agito la I Divisione inglese del gen. Penney e la III americana di Truscott. La 45a e la I Corazzata sarebbero sbarcate a sostegno. Stabilita una testa di ponte, si voleva procedere all’interno verso i colli Albani a sud di Roma, tagliando le strade e le comunicazioni con la linea Gustav cassinese. “Con un po’ di fortuna”, ci si poteva riunire in pochi giorni alla V Armata in arrivo da sud. La sorpresa in effetti riuscì e mise in difficoltà i comandi germanici, ma il gen. Albert Kesserling sostenne di poter resistere sulle posizioni montane della linea di Cassino almeno per tutto l’inverno, mentre avrebbe contrattaccato ad Anzio gli Angloamericani, troppo timidi sulla costa dopo lo sbarco. Riuscì a contenerli nella testa di ponte, fino a tutto maggio. Solo il 1 giugno i fanti americani investirono Velletri, chiudendo l’arco temporale dell’Operazione Shingle, che dai pochi giorni previsti si era esteso a ben più di quattro mesi.
Dai primi anni Sessanta in cui è stato pubblicato il saggio di Fehrenbach, la storiografia ha condiviso nuove certezze. In effetti, il gen. Lucas non ha mai avuto le forze sufficienti per realizzare il progetto operativo: lo Stato Maggiore Usa non le aveva concesse, considerava l’Italia un fronte secondario e preparava il grande sbarco in Francia per distruggere la Fortezza Europa hitleriana. Perciò, i Colli Albani sarebbero rimasti comunque irraggiungibili. Cisterna, invece, avrebbe potuto essere occupata il 22 gennaio stesso, ma quando i ranger vennero spinti in quella direzione, a fine mese, i reparti tedeschi erano pronti a sfruttare ogni difesa offerta dal territorio e ad avvantaggiarsi dell’inesperienza avversaria. Una disfatta per gli americani e un assist per la propaganda tedesca: lunghe colonne di prigionieri robusti e ben nutriti vennero fatte sfilare a piedi in centro a Roma. Prendere subito Cisterna avrebbe ampliato la testa di sbarco e messo in difficoltà maggiori i Tedeschi. Agendo con più iniziativa, si sarebbero evitate molte sofferenze alle truppe impegnate nell’area di Anzio da allora in avanti. Tuttavia, lo sbarco risultò se non altro una “esercitazione” efficace. Molte esperienze sul fronte di Anzio tornarono utili nello sbarco in Normandia, il 6 giugno successivo.
- Autore: Theodore Reed Fehrenbach
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2024
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: La battaglia di Anzio
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