La Mezzadria Teramana di Concetto Benizi (Marte editrice, ottobre 2024) è un testo costituito da sei capitoli, più l’Introduzione e il Glossario, molto utile per rispolverare o per meglio capire i vocaboli dei contadini che hanno resistito al tempo e che risultano importanti, per comprendere meglio il fenomeno della mezzadria, che si afferma nel Teramano soprattutto nel decennio Francese. Seguono un Album Fotografico, i Documenti trascritti, i Capitolati trascritti, la Bibliografia relativa ai Dizionari, le Fonti Archivistiche, i Regolamenti, le Leggi e Decreti, i Regolamenti e i Libretti Colonici, per un totale di 245 pagine. Molto interessanti risultano essere gli ultimi due capitoli, che contengono rispettivamente i Documenti trascritti dall’autore, ovvero Contratti Colonici del 1848-1854-1884-1927 e i Capitolati trascritti del 1927 e del 1932, una parte documentaria che costituisce uno stimolante compendio alla lettura. Il libro, inoltre, è impreziosito da note esplicative, che consentono al lettore di conoscere meglio l’argomento trattato o di avere riferimenti particolareggiati. Il testo è dedicato a tutti i mezzadri teramani che con le loro lotte, con il duro lavoro dall’alba al tramonto e le ristrettezze economiche hanno aperto a tutti noi la strada per un futuro migliore.
Concetto Benizi, nato a Colonnella (Te) l’8 febbraio 1945, diplomato “Agrotecnico”, residente a Martinsicuro, ha svolto attività lavorativa presso il comune di Colonnella in qualità di funzionario responsabile del settore “Affari Generali ed Istituzionali”, e ora è in pensione. Si interessa di storia locale. Ha collaborato nella realizzazione del volume: Villa Rosa di Martinsicuro (2005). Ha pubblicato i libri: Gente delle campagne della Val Vibrata folklore, miti e leggende (2009), Il Risorgimento a Colonnella. Frontiera nord orientale del regno borbonico (1859-1861) (2013), Colonnella. Albo dei Sindaci. Dal 1806, anno di nascita del comune moderno nell’Italia meridionale, al 2016. Cenni storici e amministrativi (2018), Il Risorgimento a Colonnella. Frontiera nord orientale del regno borbonico (1859-1861) (2013).
Il volume offre una panoramica sulle vicende della mezzadria e dei patti colonici nel Teramano, a partire dal 1800 sino all’abolizione dell’istituto della mezzadria sancito dall’art. 3 della legge 15 settembre 1964, n. 756, per essere vietato e sostituito dai contratti di affitto dietro compenso. L’autore descrive il paesaggio abruzzese di aspetto armonioso, con colline coltivate a vigneti e oliveti, e ne sottolinea il duro lavoro che ha trasformato queste terre, un tempo caratterizzate da asprezze, in zone agricole produttive. Nel libro viene inoltre messo in luce il cambiamento delle strutture abitative contadine, da casolari semplici a villette moderne, e l’evoluzione delle pratiche agricole con l’introduzione di macchinari che hanno ridotto il lavoro manuale e hanno favorito moderni processi d’industrializzazione e la costituzione di moderne aziende agricole. Nella ricerca di Concetto Benizi si fa riferimento anche all’importanza storica dei contadini che, privi di diritti, hanno lottato per migliorare le proprie condizioni, specialmente dopo la Prima Guerra Mondiale, che ha segnato l’inizio delle rivendicazioni per contratti più equi. L’autore pone l’accento soprattutto sugli aspetti sociali e sulle rivendicazioni dei movimenti contadini, che accompagnarono lo sviluppo dell’istituto della mezzadria nel quale il proprietario e il colono si dividevano a metà i prodotti, esperienze rappresentative non solo per l’Abruzzo ma di una parte significativa dell’Italia.
A tal riguardo Luigi Rossi, storico di Lapedona, nel suo studio La scoperta della mezzadria a Teramo nell’Ottocento, richiamando lo studio di Concetto Benizi, scrive che La Provincia di Teramo, e più precisamente la parte settentrionale di essa, chiamata anche Pretuzio o Primo Abruzzo Ulteriore, fino al fiume Vomano, è comunemente ritenuta il limite meridionale della mezzadria oltre le Marche, anche se contratti di compartecipazione sono presenti più a sud e non solo in Abruzzo.
Parlare oggi di mezzadria, a sessant’anni e più dalla sua scomparsa, ci porta a ricordare soprattutto il sudore e la vita dura dei nostri padri, dei nostri nonni, ma anche a riflettere su questa istituzione che, nata nel Medioevo, rappresentò un’importantissima conquista per la povera gente che fino ad allora non aveva mai avuto alcun diritto: il contratto mezzadrile infatti definiva obblighi e doveri per il lavoratore, ma anche per il padrone dei terreni, sia pure in posizione di potere. La disamina del testo è importante anche per comprendere come la mezzadria avesse creato famiglie allargate molto unite sotto il vincolo patriarcale, soprattutto in funzione della necessità di assicurare la coltivazione dei terreni che si tramandava per generazioni. Il lavoro di Concetto Benizi oggi è molto importante, perché la mezzadria è un istituto che storicamente si inserisce in una continuità tra presente, passato e futuro, dove l’agricoltura ha sempre avuto la funzione di produrre beni importanti per lo sviluppo della società, con riferimento non solo alla produzione ma anche della protezione dell’ambiente.
Il libro sarà presentato alla V Edizione del Caffè Letterario, che si terrà a Corropoli il 13 Dicembre 2025 alle ore 17.00, presso la Sala del Cineteatro Comunale, condotto da Stefania Pompeo. Se ne consiglia vivamente la lettura!
- Autore: Concetto Benizi
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2024
- ISBN: 9788864971452
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: La Mezzadria Teramana
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