Taglia i polpastrelli delle dita a ogni sfogliar di pagina, l’ultimo romanzo di Eva Baltasar, la scrittrice catalana che, dopo la celebre trilogia formata da Permafrost (2019), Boulder (2021) e Mammut (2023), approda oggi nel catalogo Fandango con il suo Decadenza e fascino (trad. di Amaranta Sbardella).
Voce narrante delle due parti in cui è diviso il romanzo, capitoli di lunghezza diseguale che prendono il nome dai due termini nel binomio del titolo, è una giovane donna che resta anonima nel corso di tutta la narrazione; con una laurea in pedagogia e un lavoro saltuario e a ore in una ludoteca, la ragazza si muove fra le strade e le piazze di Barcellona, una “città implacabile e banale” che presto imparerà a guardare da una nuova prospettiva. Infatti, non facciamo in tempo a conoscerla che la protagonista ci racconta dell’orribile giro di boa della sua esistenza: cacciata di casa da una proprietaria malefica e da una coppia di colombiane che la spintonano letteralmente via dal palazzo, lanciando i suoi vestiti e tutti i suoi averi giù dalla finestra, la ragazza si ritrova nell’indigenza più assoluta, sola, priva di qualsiasi contatto e con una manciata di soldi in tasca destinata a fiondarsi verso il rosso bancario. Come l’indimenticabile Vernon Subutex di Virginie Despentes, l’evento è insieme enormemente traumatico e totalmente inaspettato, e apre nella mente e negli occhi della ragazza tutta una serie di nuove prese di coscienza.
Nella disgrazia esplodono infatti nuove consapevolezze: l’importanza capitale dei cartoni per ripararsi dal freddo, la popolazione eterogenea che abita la città di notte, le stazioni che chiudono a notte fonda per riaprire soltanto poco prima dell’alba, e tutte le intemperie morali e corporali alle quali sono esposti coloro che non hanno più un tetto sopra la testa: “la violenza, il freddo, l’indifferenza” e poi ancora “la posizione, l’umidità, la stanchezza, le fantasie”. Anche e soprattutto la solitudine:
C’è un intervallo di tempo, che forse si può protrarre per un paio di ore, in cui una persona da sola, seduta su una panchina, non conta niente.
La situazione in cui la protagonista si trova le permette di avere un punto di vista esclusivo sul mondo contemporaneo. A insinuarsi fra i meandri delle concrete problematiche su come arrivare a fine giornata, o ancor più su come riuscire a sopravvivere alla notte e tentare di ricominciare il mattino seguente, c’è tutta una miriade di verità sulla contemporaneità, che mostrano i meccanismi perversi del denaro, della proprietà e della corsa al lavoro schiacciante che fanno da perno alle nostre società. L’assenza di un indirizzo di residenza si porta dietro con sé un abisso privo di tenerezza e intimità; dagli angoli più sordidi delle nostre piazze si intuisce come “nel nostro pianeta ci sono pianeti inabitabili […] in cui non accade nulla se non la morte. Territori congelati”; le fatiche che siamo tutti disposti ad attraversare sono destinate a costruire castelli in carta velina, fragili e instabili. E il dio denaro mostra ovviamente la sua faccia più disumana:
Questi soldi non sono più risparmi, non sono più quello che abbonda mentre continuo a guadagnarne. Adesso sono l’indispensabile, il necessario per vivere. Non dipendo più da me, bensì da loro. È questo il potere dei soldi? Dovere a loro il pane del giorno e il tetto della notte? Malgrado sia sempre stato così, finora non lo avevo mai capito. Penso di essere io contarli quando in realtà sono loro che hanno i giorni contati per me. E lo sanno. Sono i guardiani di una parte miserevole del mio futuro.
Fra tentennamenti e tenacia, ma non senza una costante perdita delle sicurezze, la protagonista di Decadenza e fascino tenta di far fronte alle difficoltà e necessaria sarà la comparsa di un’altra donna, che le allungherà un po’ di soldi e la ospiterà di tanto in tanto in casa; grazie a quest’ultima otterrà nuovamente la possibilità di tornare a pulire gli appartamenti altrui, come già faceva prima, uno spiraglio di salvezza dopo settimane di buio pesto. I tentativi di trovare un tetto per le notti e di mettere qualcosa da parte si faranno però sempre più rischiati, complice la disperazione della situazione, finché qualcosa di grave finirà per accadere. Ed è da qui che prende avvio Fascino, l’ultima parte del romanzo, le cui pagine muteranno in una girandola di immagini e incontri onirici e macabri, che condurranno lettori e lettrici fino al finale.
Con la sua nuova storia, Eva Baltasar dà vita a un romanzo del sottosuolo, quello delle nostre città occidentali solo all’apparenza perfette e di una società schiacciata da moti fallaci e votati al nulla, intriso di grande lirismo e di uno stile tagliente che fa incassare la testa fra le spalle a ogni capoverso. Decadenza e fascino è un’opera contemplativa, che all’osservazione del baratro non manca però di affiancare la magia e le salvifiche fatemorgane della solidarietà e della tenerezza umane.
- Autore: Eva Baltasar
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Fandango Libri
- Anno di pubblicazione: 2025
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Decadenza e fascino
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