Il libro di Santo Primavera, che ha il contributo di altri studiosi, s’intitola Cagliostro svelato. In un manoscritto ritrovato vecchie imposture di Barberi e nuove verità sul processo (Tipheret, 2024) e ha il merito di fare chiarezza con il supporto di una rigorosa documentazione sul caso Giuseppe Balsamo-Cagliostro. Alla fine dei 14 capitoli che compongono l’opera, in una sorta di post-fazione si legge:
Chi era Giuseppe Balsamo? Chi era Cagliostro? Erano la stessa persona? Ripartendo dalla pubblicazione e dalla lettura di rari testi, gli autori ripercorrono i sentieri “da Oriente ad Occidente” di Alessandro Conte di Cagliostro fino ad arrivare alla mistificazione processuale del Sant’Uffizio e al sinistro epilogo di San Leo.
Innanzitutto va detto che il pregio maggiore del libro sta proprio nel modo scientifico di affrontare i diversi capitoli. Ci si trova dinanzi alla storia di Giuseppe Balsamo, che si attribuì fraudolentemente il nome di Cagliostro; di pagina in pagina le conoscenze attirano sempre più l’attenzione e ci si rende conto che i destinatari dell’opera sono innanzitutto coloro i quali dispongono di adeguate informazioni sull’argomento. Fruitori potrebbero anche essere quei lettori che intendono intraprendere un nuovo percorso conoscitivo: avendo probabilmente sentito parlare di un Cagliostro come avventuriero, un impostore, un ciarlatano, hanno ora l’opportunità di inquadrare il personaggio sotto altri aspetti. Purtroppo gran parte degli scrittori hanno condiviso l’opinione chiesastica che in definitiva mirava a porre in luce negativa il personaggio senza un minimo accenno sul suo credo esoterico (brani che invece in questo libro sono riportati perché se ne possa apprezzare la raffinatezza culturale; le finalità delle due quarantene sono dette nel capitolo L’eresia: il catechismo di Cagliostro, anche se a livello procedura non mancano aspetti di macabro). Senza fare un torto al contenuto degli altri capitoli, quello sopra citato non può non soddisfare le aspettative di quei lettori che sono aperti lettori.
Il catechismo parla dei sette angeli: ogni pianeta ha un angelo e ciascun pianeta ha la sua influenza sul perfezionamento della materia prima. Sette gli Spiriti, cioè i sette Angeli che sono Anael, Michael, Raphael, Gabriel, Uriel, Zodiachel, Anachiel. Lo scopo del massone è di rigenerarsi per ricongiungersi a Dio ed esserne l’eletto. Ecco alcuni rilevanti brani sulla rigenerazione dei Massoni dopo aver portato a compimento l’itinerario delle due quarantene:
Munito di questo, ciascuno di essi avrà lo Spirito pieno di fuoco, e il suo corpo sarà purissimo quanto quello di un Fanciullo lattante. La sua saggezza sarà infinita, la sua potenza sarà senza alcuna misura, non vorrà altro che godere di un grande riposo per godere dell’immortalità, come qualche volta diceva: ego sum, qui sum (Io sono colui che sono). Non solo ciascuno riceverà il suo Pentagono, ma ne avrà altri sette degli Angeli. Di conseguenza egli ne potrà disporre a favore di chiunque: costui, che avrà ricevuto questi regali, non potrà comandare tutti e Sette Angeli ma solo uno di essi. Egli, infatti, dimostrerà di comandare in nome del Maestro.
Ecco il brano che mostra un aspetto fondamentale dell’iter procedurale
Nello specifico ciò avveniva attraverso il ruolo di “pupilli”, giovani maschi o “colombe”, giovani donne vergini che fungevano da “medium” per l’evocazione spiritica. Gli angeli così evocati permettevano di vedere eventi a distanza, scrutare nel passato e scorgere il futuro. Viene vestita (la pupilla) con una tunica; ornata con una fascia turchina, e con un cordone rosso; quindi, insufflata viene rinchiusa in un Tabernacolo, che situato in un luogo appartato, risulta aperto al vento e nel quale ardono tre candele. Attraverso le porte si entra, e la voce della pupilla si sente attraverso le finestre. [...] Gli angeli così evocati permettevano di vedere eventi a distanza, scrutare nel passato e scorgere il futuro. Viene vestita (la pupilla) con una tunica; ornata con una fascia turchina, e con un cordone rosso; quindi, insufflata viene rinchiusa in un Tabernacolo, che situato in un luogo appartato, risulta aperto al vento, e nel quale ardono tre candele. Attraverso le porte si entra, e la voce della Pupilla si sente attraverso le finestre.
Di pagina in pagina viene offerta ai lettori una dettagliata e chiarissima informazione del contesto e dei personaggi a partire dall’esame di un documento che da storici e biografi finora in massima non è stato citato: si tratta del Manoscritto 245 della Biblioteca Nazionale di Roma, nel 1885 acquistato dallo stato italiano e compilato nel 1790. Un fatto è certo: gli inganni dell’Inquisizione venivano costruiti per liquidare i nemici del papato. E Giuseppe Balsamo-Cagliostro andava condannato perché considerato ostile:
Nel pieno clima della Rivoluzione francese il Governo Pontificio era assai timoroso del personaggio, perché considerato come un pericolo di politica interna con le conseguenti ripercussioni anche a livello internazionale.
Così si legge nel capitolo La pericolosità politica del conte di Cagliostro. La Chiesa aveva bisogno d’un colpevole, preoccupata com’era del minaccioso svolgersi della Rivoluzione Francese e dell’azione svolta dalla Massoneria Egiziana di Cagliostro. Perciò l’Inquisizione lo presentava con gli epiteti più dispregiativi per darne un’immagine empia e scellerata, condannandolo con l’accusa di eresia. Siamo ora informati del contributo, finora ignoto, dato da Giuseppe Compagnoni di Lugo. Al riguardo, si legge:
Il Prospetto del Compagnoni, opera oggi rara ed ignorata nel contenuto anche dai maggiori biografi, costituisce una valida testimonianza coeva per comprendere la vicenda di Cagliostro nel contesto politico interno di Roma e internazionale dello Stato Pontificio.
Ben sette le pagine da costui dedicate al caso Cagliostro:
noi non possiamo abbandonare le cose di Roma, senza far menzione di Cagliostro. Tra i morali fenomeni, che la Storia di questo secolo presenta, Cagliostro non n’è uno de’ meno singolari.
I dati conoscitivi si arricchiscono fino a modificare lo schema tradizionale sui personaggi grazie al ritrovamento d’un manoscritto anonimo di 40 pagine. A farne la perizia sono stati esperti calligrafici che ne hanno affermato l’autenticità storica (si rinvia al testo di Stefano Fortunati intitolato Perizia calligrafica). I libri, si sa, viaggiano: sicché, passando di mano in mano, il suddetto manoscritto è giunto ai nostri due appassionati studiosi, Santo Primavera e Tommaso De Chirico. Il loro discorso coinvolge e ci si si sente attratti dal capitolo Storie di un manoscritto latino che non fa la storia del conte di Cagliostro, come a volere sottolineare la provvisorietà d’ogni ricerca.
L’autore, Tommaso De Chirico, pone a confronto la personalità esoterica di Cagliostro con quella tramandata dal “Compendio” di Monsignor Barberi (Procuratore Fiscale generale del Governo ammesso già d’ordine al giuramento del segreto del S. Uffizio), da cui si rivela un personaggio d’assoluto squallore. Accenna poi De Chirico agli scrittori che supinamente si sono rifatti alle tesi denigratorie di Barberi (“La storia ’fantastica’ è quella di sempre che poi ha fatto letteratura su Giuseppe Balsamo definito Conte di Cagliostro, fino ai giorni nostri: da Saint Felix, passando per Alexandre Dumas, per arrivare a Roberto Gervaso e Ian Mc Calman”). La passione per la scoperta del nuovo si fa palpitante:
Facendo fede alle parole del conte, che riteniamo sincere e sprovviste di fantasia, oltre che prive di alcuna malizia o interesse di sorta, e sulla scorta di notizie tratte anche da manoscritti inediti, siamo risaliti all’anno di nascita (il 1748, e non il 1743, data del Balsamo), al luogo cui attribuire i suoi natali (il Portogallo, e non la città di Palermo, in Sicilia), alla famiglia d’origine (di nobile stirpe lusitana, invece di quella borghese dei Bracconieri), alla sua formazione culturale (avvenuta nei lidi d’Oriente, e non a Caltagirone nel convento dei frati Fatebenefratelli), nonché al suo modo di agire per il bene altrui, e non rivolto a sé stesso).
E c’è da leggere il brano in cui viene restituita a Cagliostro la fisionomia che che gli appartiene:
Il mio nome è quello della mia funzione, perché sono libero; il mio paese è quello in cui fisso momentaneamente i passi per diffondere parole di pace e di fratellanza: sono queste affermazioni che lo ritraggono in maniera assai ben diversa da quella del truffaldino Giuseppe, il quale mirava solo al benessere personale
afferma De Chirico.
Il contributo di Rosario Scalia, intitolato Traduzione, fa luce sul contenuto di detto manoscritto anonimo
in lingua latina tradotto in lingua italiana presenta una prima pagina simile ad una copertina, che svolge la funzione di chiarire al lettore il contenuto del documento. Copertina titolata: la sintetica storia di Giuseppe Balsamo, che si attribuì fraudolentemente il nome di Conte di Cagliostro, tratta dal processo.
In sintesi può dirsi che dalla lettura di questo documento (ne è stata dimostrata l’autenticità storica), occorrerebbe partire per riscrivere la vita di Cagliostro distanziandola da quella di Giuseppe Balsamo. Fino ad ora la fonte più importante è stata il Compendio di mons. Marcello Barberi: l’opera base di tutte le altre fino ai nostri giorni, i cui autori, in massima parte, si sono rivelati faziosi non modificando l’immagine rinvenibile nel Compendio. Ora il libro di Santo Primavera, che si inserisce nella nuova prospettiva della letteratura cagliostrana, prende le distanze dal Barberi e dalle sue tesi costruite con astuzia volpina per dare risalto alla sua attività di inquisitore: sicché, i giudici credettero o fecero finta di credere alle cose più assurde.
Grazie a questo bel libro denso di studi e di ricerche, è possibile aggiornare e approfondire la conoscenza degli avvenimenti e delle circostanze che li determinarono. Nuovi tasselli ricompongono il mosaico; arricchiscono l’affascinante mistero di Cagliostro che tale rimane, ove si consideri il suo monito:
La verità su di me non sarà mai scritta, perché nessuno la conosce. Io, sono Cagliostro.
Da leggere e da studiare dunque il libro di Santo Primavera, che per la verità e per la storia è la fonte più importante di notizie intorno a Cagliostro.
- Autore: Santo Primavera
- Genere: Storie vere
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2024
- ISBN: 9788864968155
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Cagliostro svelato. In un manoscritto ritrovato vecchie imposture di Barberi e nuove verità sul processo
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