Agli orli della notte di Stefania La Via (Pequod, 2024) non è una semplice raccolta poetica. È un viaggio coraggioso fatto di nostalgia e sofferenza, un racconto fatto di ricordi, quotidianità e versi struggenti. È un canto vero dedicato a un’amica purtroppo scomparsa.
Insieme, come un tempo,
io e la tua assenza
nel buio ci stringeremo forte.
La raccolta poetica, pubblicata dalla docente e scrittrice siciliana a dicembre 2024, presenta tematiche profonde e pensieri estremamente introspettivi. È evidente che la scelta di non suddividere l’opera in sezioni sia oculata per poter far vivere un percorso intenso ad ogni lettore, senza pause.
Le poesie non presentano titoli e danno vita a meravigliosi versi liberi, che la quasi totalità delle volte vengono strutturati in un’unica strofa, come se l’autrice volesse dare una forma e uno schema ben preciso al dolore, alla memoria e alle tenere riflessioni sulla morte. È proprio questa il tema principale della raccolta poetica Agli orli della notte, accompagnata, inoltre, con armonia e nitidezza da menzioni a un passato che non può più essere presente, a considerazioni su un’amicizia spezzata, allo sbigottimento per una vita ormai perduta (“Lo strappo ancora ci dilania”).
Nel mezzo del cammin della tua vita
il silenzio ti ha portato via
e muti noi restiamo in ascolto
al gelo senza più stagione, al buio.
Stefania La Via con questa silloge ci propone un itinerario singolare e angoscioso, tra afflizioni travolgenti e macerie del passato, tra le tappe di una relazione frantumata e i suoi “frammenti sbiaditi”.
Ricordi, spaiati scampoli
di stoffa
i soli capaci di reggere la trama
fanno argine, trattengono
il dolore
ora che tutto è fatica
e i giorni ti rendono distanza.
Si può tranquillamente definire un meraviglioso canto di dolore intenso, un magnifico tributo a una figura a lei estremamente cara, un percorso tinteggiato da versi vorticosi, da segni vigorosi legati al lutto, da oggetti incatenati al quotidiano. Ma non solo.
Una collana di legno
di un turchese acceso
è ciò che di concreto
mi resta di te,
il tuo ultimo regalo.
È pur vero che in moltissime poesie l’autrice si rivolge direttamente all’amica perduta, ma in altre è possibile individuare attente considerazioni sulla condizione di noi vivi, di noi che siamo costretti a vivere la sofferenza, l’assenza di una persona amata e tutto ciò che le nostre esistenze ci presentano giorno dopo giorno, attimo dopo attimo.
Noi che restiamo
resistiamo
immersi
nel rumore del mondo.
Dunque, tocca a noi resistere, vivere per pensare alle giuste domande e cercare di trovare le più probabili e improbabili risposte. Tocca a noi sopravvivere per ricordare, per celebrare, per trovare il senso ad ogni cosa che possa capitarci lungo i nostri cammini. Perché, come scrisse Ungaretti, “la morte si sconta vivendo”. Perché tocca a noi vivi, a noi sopravvissuti portare il peso atroce della morte altrui.
E la chiusura dell’ultima poesia di questa straordinaria opera rappresenta la soluzione migliore, a mio avviso, per un finale agrodolce, ma veritiero. Un finale che probabilmente vale il significato di tutto, di ogni nostra delicata vita.
Vertigine d’abisso
sporgersi nell’oltre,
solo l’amore dà senso
al precipizio.
- Autore: Stefania La Via
- Categoria: Poesia
- Anno di pubblicazione: 2024
- ISBN: 9788860683915
Ti piace SoloLibri?
© Riproduzione riservata sololibri.live
Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Agli orli della notte
Lascia il tuo commento