In una nitida giornata di febbraio, il professor Rossi, docente universitario abituato a muoversi tra i concetti alti della teoria politica, si ritrova a camminare per le strade di una Roma splendida ma caotica, affrontando una serie di commissioni quotidiane che si trasformeranno ben presto in un percorso a ostacoli. E incontro dopo incontro, il suo vagare si trasforma in un vero e proprio pellegrinaggio umano e sociale. Durante il suo cammino, il professore fa incontri di ogni tipo, incrociando i destini e le storie di una fitta galleria di personaggi: dal direttore di banca al commercialista, passando per un’ex alunna, fino ad arrivare a piccoli artigiani locali e funzionari pubblici. Ogni fermata di questo viaggio metropolitano diventa un pretesto per far emergere un sottobosco di piccole e grandi storture: assurdità burocratiche inestricabili, ingiustizie sociali legalizzate e una diffusa e profonda sfiducia dei cittadini nei confronti di quelle istituzioni che dovrebbero, in teoria, proteggerli.
La titanica giornata del professor Rossi (Armando Editore, 2026), il nuovo romanzo di Rocco Pezzimenti, già Direttore del Dipartimento di Scienze Economiche, Politiche e delle Lingue Moderne della Lumsa e docente di Filosofia politica, riesce a catturare lo spirito del proprio tempo non attraverso grandi epopee storiche, ma concentrando lo sguardo sulla microscopica e apparentemente ordinaria routine di una singola giornata.
Di titanico non c’è lo scontro con le mille ingiustizie di cui è piena la nostra società, definiti dall’autore come “fatti realmente accaduti” e in realtà una lotta impari, ma il coraggio del protagonista nel voler evidenziare e criticare tali comportanti oramai accettati come leggi sacre, volendo ricordare alle persone con le quali si confronta che si tratta di soprusi privi di legittimità. Il risultato è un romanzo che unisce la sensibilità del filosofo alla forza comunicativa della narrativa di denuncia.
Il nucleo centrale dell’analisi di Pezzimenti risiede proprio nel mutato rapporto tra la sfera pubblica e il singolo individuo. Lo Stato, le istituzioni e i loro apparati amministrativi subiscono nel testo una metamorfosi allegorica agli occhi del cittadino comune: non appaiono più come una rete di supporto al servizio della comunità, bensì come una struttura con cui scontrarsi quotidianamente. Il professor Rossi si fa così portavoce e megafono del cittadino offeso, dando voce all’impotenza, alla frustrazione e alla solitudine di chi si sente costantemente privato di tutele di fronte alla macchina burocratica.
Se le premesse del romanzo possono far pensare a un’opera rassegnata o incline al disfattismo, è nel messaggio finale che Pezzimenti compie lo scarto più interessante. Nonostante la cruda lucidità con cui osserva il declino del senso civico e l’inefficienza del sistema, il professor Rossi rifiuta categoricamente di cedere al cinismo o all’indifferenza apatica. La sua “titanica giornata” non si conclude con una resa, ma con un manifesto democratico: Rossi si convince e convince il lettore che l’impegno politico, l’esercizio consapevole del voto e la partecipazione attiva alla vita pubblica siano gli unici strumenti reali rimasti per arginare la deriva e difendere i presidi della democrazia.
Perché solo la partecipazione è l’unica possibilità di cambiare qualcosa, particolarmente in tempi come questi. Durante i momenti critici non bisogna lasciarsi prendere dalle facili conclusioni e neppure dalle emozioni.
- Autore: Rocco Pezzimenti
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2026
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Un libro perfetto per...
gli amanti della narrativa d’impegno sociale, ideale anche per chiunque cerchi un motivo valido per continuare a credere nell’importanza di essere, prima di tutto, dei cittadini responsabili.
Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: La titanica giornata del professor Rossi
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