Quanti bei libri ho letto di Eric-Emmanuel Schmitt, scrittore francese noto in tutto il mondo per la sua grazia nel raccontare sui più vari temi; non ultima la musica, certamente amata in modo speciale. Ricordo con piacere la lettura di Madame Pylinska e il segreto di Chopin, la scoperta autobiografica della musica da parte del piccolo protagonista. Ora per le edizioni E/O e la traduzione impeccabile di Alberto Bracci Testasecca esce I due Mozart (2026), breve racconto, intenso e pieno di pathos, del rapporto difficile tra Leopold Mozart, innamorato di questo figlio maschio geniale e difficile, e il giovane Wolfi, che poi diverrà il più grande musicista del suo tempo, o di tutti i tempi, secondo molti suoi innamorati ammiratori.
Assistiamo nelle pagine del libro alla vita familiare dei Mozart: la madre Annamaria, “frizzante e rotondetta, con il grembiule da cucina stretto attorno alla pancia”, che morirà presto; la sorella amatissima, Nannerl, anche lei brava musicista; ma soprattutto il capofamiglia, Leopold Mozart, che lavora indefessamente, compone, insegna, ha un incarico importante alla corte del Principe-Arcivescovo. Il compositore è convinto della genialità del piccolo Wolfgang Amadeus, che in effetti con le sue mani paffutelle sulla tastiera è capace di fare miracoli di virtuosismo; il padre accompagna i due figli presso il Principe, convinto che gli verrà dato il permesso di allontanarsi per presentare i figli, soprattutto Wolfi, ai regnanti delle corti europee. La descrizione del viaggio a Parigi dell’intera famiglia, tra stenti e delusioni, è molto interessante e descrive bene la difficoltà di affermarsi in un ambiente presuntuoso e ostile quale quello parigino.
Eric-Emmanuel Schmitt ci accompagna nella vita familiare, nei rapporti sempre più difficili in seno alla famiglia Mozart, che si deterioreranno quando Wolfgang, ormai inserito a Vienna, incontra dapprima la cantante Aloysia Weber, che una madre arrogante e arrampicatrice vorrebbe far sposare al giovane Mozart, in grande ascesa nell’ambiente musicale viennese. Ma poi, come è noto, l’ambiziosa Aloysia gli preferisce un partito più sicuro, e Mozart scopre la più dimessa sorella Constanze, che sposerà per amore. Leopold, invecchiato, messo da parte, rimasto a Salisburgo, in perenne attesa di una lettera del figlio ormai divo conclamato, si accontenta dell’assistenza di Nannerl, che ha rinunciato a una carriera musicale per lui.
Dapprima padre e figlio si scrivono, confermando il reciproco attaccamento, la stima e la gratitudine che Wolfi nutre per suo padre, ma poi il rapporto si deteriora, e lo scrittore segue l’evoluzione di questa storia familiare che vede l’affermato Mozart guardare con stizza la troppa arrendevolezza del padre di fronte al potere. Una gara fra due uomini, fra un padre che crede nella genialità del figlio ma non ne condivide le scelte di vita e un figlio che vuole camminare con le sue gambe in un mondo difficile, dove affermarsi costa sacrifici e compromessi.
A che pro volere bene quando l’amore non serve più? A che pro mostrarsi premurosi se il destinatario delle premure vola talmente alto da non accorgersi nemmeno di quelle attenzioni?
Leopold Mozart, distrutto nel fisico, si pone queste domande tornando dalla rappresentazione trionfale de Le nozze di Figaro, a Vienna, dopo aver incontrato Joseph Haydn, che loda con entusiasmo l’opera di suo figlio, il trionfatore della serata, Wolfgang Amadeus Mozart. Questo è il loro ultimo incontro, terribile.
In certi momenti del racconto, sembra di vedere scene del celeberrimo film “Amadeus”, ma Schmitt riesce, con la sua grande maestria nella scrittura, a presentarci un quadro complesso ed esauriente di una storia privata ma terribilmente pubblica, quella che tutti gli ammiratori fedeli di Mozart figlio immaginano e che ignoravano nelle sue pieghe più intime.
- Autore: Eric-Emmanuel Schmitt
- Genere: Storie vere
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: E/O
- Anno di pubblicazione: 2026
Ti piace SoloLibri?
© Riproduzione riservata sololibri.live
Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: I due Mozart
Lascia il tuo commento