Giulia Bassi, giornalista che collabora con diverse testate online di sport e notizie, ha scritto La nazionale senza casa. Calcio, sogni e resistenza in Palestina (con la prefazione di Mauro Berruto, Garrincha Edizioni, 2026) per raccontare la storia di una squadra che vince ogni volta che scende in campo, dimostrando, con il supporto del suo popolo, di esistere e saper resistere.
La nazionale palestinese di calcio, i “leoni di Canaan”, è certamente una squadra atipica: da molti anni ormai è costretta a giocare sempre in trasferta (in esilio), ospitata negli stadi di Paesi arabi come Qatar, Egitto, Giordania e Kuwait, poi, sempre a causa della guerra, non può contare su tutti i suoi giocatori in quanto alcuni non hanno la possibilità di uscire da certi territori e raggiungere i compagni per le partite. Eppure, come spiega nei dettagli Giulia Bassi, in questa squadra si identifica un popolo intero, che ha sempre avuto un forte legame con il calcio. Già all’inizio del Novecento in questa terra si giocava a pallone e dal 1928 al 1948, cioè fino allo scoppio della guerra arabo-israeliana, era esistita la Lega Palestinese. Più recentemente il calcio in Palestina era diviso in due campionati da dodici squadre: uno a Gaza e uno in Cisgiordania. A mettere fine a tutto questo sono state però le vicende del 7 ottobre 2023, con gli attentati di Hamas cui è seguita la durissima reazione israeliana.
L’autrice riesce a rendere comprensibili le vicissitudini diplomatiche che negli ultimi decenni hanno segnato la vita dei palestinesi, con i loro territori occupati e divisi dagli israeliani anche costruendo un complesso sistema di recinzioni e muri. Proprio a questo sono legate le vicende dello sport, in quanto gli accordi di Oslo del 1993 fallirono nel progetto di portare alla nascita di uno Stato palestinese, ma rappresentarono il presupposto in base al quale il Comitato Olimpico Internazionale e la Fifa riconobbero la Palestina, che poteva, quindi, partecipare con i propri atleti alle Olimpiadi e avere la propria nazionale di calcio.
In molti punti della narrazione viene ripercorso il sogno della nazionale palestinese di qualificarsi per i Mondiali del 2026, interrotto, a un anno dal loro inizio e dopo diversi brillanti risultati, dalla sconfitta contro l’Oman, per un calcio di rigore subìto in pieno recupero. I “leoni di Canaan” non sono così riusciti a portare entusiasmo e sollievo ai propri fratelli nel momento in cui stavano tremendamente soffrendo la repressione di Israele, che, soprattutto a Gaza, aveva portato alla morte di un gran numero di giovani promesse dello sport, colpendo questo strumento di emancipazione e riscatto, veramente importante anche per le donne.
Giulia Bassi illustra bene il metodo di lavoro con cui ha costruito questo suo primo libro: i viaggi, le interviste e i dialoghi con i calciatori della nazionale palestinese, gli atleti di altre discipline e i dirigenti in prima linea nel promuovere le pratiche sportive. Nel suo racconto, poi, si inseriscono diversi spunti autobiografici e personali, che portano a riflettere soprattutto sui concetti di “attesa” e “casa”, lasciando sempre spazio alla speranza: dopo la sconfitta con l’Oman la Palestina ha raggiunto i quarti di finale della Coppa Araba e già sogna di qualificarsi per i prossimi Mondiali, mentre il suo popolo vive nell’attesa della fine della guerra e del momento in cui sentirsi davvero a casa, nella propria casa.
- Autore: Giulia Bassi
- Genere: Sport
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2026
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: La nazionale senza casa. Calcio, sogni e resistenza in Palestina
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