“A far l’amore comincia tu...”: in un rapporto consensuale occorre il concorso dei partner, altrimenti è uno stupro. Vale lo stesso per la pace nel mondo: o la vogliono sinceramente tutti oppure non può che restare una mera aspirazione, perché il pacifismo di qualcuno rafforza l’aggressività di altri. Si vis pacem para bellum, dicevano i Romani: se vuoi la pace prepara la guerra. Minacciarla, da parte di Stati armatissimi o in possesso di un arsenale nucleare distruttivo, “potrebbe rivelarsi uno strumento efficacissimo contro popoli impreparati a difendersi”, monito inascoltato ormai da mezzo secolo, proposto nel saggio storico dello scomparso storico oxfordiano Michael Eliot Howard, La guerra e le armi nella Storia d’Europa, in ristampa anastatica nella collana “Streit” dell’Editrice lombarda Oaks (gennaio 2026, 310 pagine), con le tante immagini in bianconero che corredavano l’edizione originale 1976 e anche la prima italiana, del 1978.
In questo lavoro, l’arte della guerra non è solo combattere, ma studiare le interazioni con le conquiste tecnologiche, i mutamenti politico-sociali, la crescita economica e il progresso globale del vecchio continente nell’arco di un millennio. Tanto è trascorso dal X secolo, quando i popoli europei ridimensionarono gli invasori che avevano cancellato l’Impero di Roma e bloccato lo sviluppo generalizzato garantito dalla civiltà fiorita sui sette colli. Peraltro, è solo da quell’epoca, a ridosso dell’anno Mille, che si dispone di documenti attendibili.
Sir Michael Eliot Howard (1922-2019), tra i maggiori esperti europei di storia militare, è stato socio emerito dell’All Souls’ College, professore di storia moderna nell’Università di Oxford, titolare della cattedra di storia militare e navale nell’Università di Yale, fondatore del Dipartimento di studi di guerra del King’s College londinese. La guerra l’ha peraltro conosciuta direttamente; sottotenente delle Coldstream Guards inglesi dal 1942, ha combattuto parte della battaglia d’Italia nel 3º battaglione, partecipando allo sbarco di Salerno nel settembre 1943 e alle offensive sulla Linea Gustav. Il 27 gennaio 1944 meritò la Military Cross, per il “coraggioso e distinto servizio” nella battaglia di Montecassino.
Alcuni storiografi, Geoffrey Parker, Michael Roberts, Victor Davis, hanno teorizzato il concetto della superiorità militare storica dell’Occidente, protagonista di una “rivoluzione militare” e dell’insistente innovazione tecnologica industriale che ha permesso alle potenze europee di ottenere un dominio globale tra il 1500 e il 1900. Sir Howard illustra nel dettaglio i percorsi, i passaggi e le ragioni dello sviluppo.
Il docente di Oxford fa presente che nel V secolo dopo Cristo, la sempre più precaria pax romana venne disintegrata da ondate di invasori che sommersero il continente europeo e raggiunsero e conquistarono Roma, nella penisola italica: goti e vandali dall’est, musulmani dal sud e ultimi, ma più tremendi di tutti, i vichinghi dal nord. Trascorsero quasi seicento anni tra le prime incursioni barbariche nel IV secolo e la fine del X, quando gli ultimi occupanti furono assimilati o respinti nella Spagna centromeridionale. A loro volta, i popoli d’Europa cominciarono a espandersi, prima verso est, poi verso sud e ovest, una volta apprese le arti della navigazione.
Howard prende in esame otto epoche militari d’Europa, in altrettanti capitoli del saggio: le guerre dei cavalieri, quelle dei mercenari, dei mercanti, dei professionisti, della rivoluzione, delle nazioni, dei tecnologi e l’età nucleare. Per gran parte di questo millennio e più, la pace in Europa “fu presente soltanto in casi eccezionali e per periodi precari di tempo e di spazio”, nonostante le preghiere sincere di tanti uomini e donne nelle cattedrali, nelle chiese, nelle cappelle, davanti ad immagini sacre. Il più lungo periodo di pace nel continente, quasi ottant’anni dopo il 1945, è stato interrotto dall’Operazione speciale scatenata da Putin il 24 febbraio 2022 per conquistare Kiev in tre giorni, aggressione sventata dall’Ucraina e cristallizzata nel conflitto di logoramento tuttora in corso negli oblast contesi. Questo dovrebbe far riflettere sulla precarietà della pace, minacciata tanto dagli aggressori che, paradossalmente, dai pacifisti a senso unico (la pace si fa in due, meglio ancora se tutti...), che alimentano la violenza avversaria, offrendosi inermi ai malintenzionati.
Lo studioso oxfordiano rileva che la recente pace mantenuta per diversi decenni ha fatto crescere nell’intero mondo occidentale generazioni aliene dalle questioni militari, che guardano alle forze armate con un misto di “sospetto, incomprensione, disinteresse e disprezzo”. Ovvio che preferissero “fare all’amore anziché la guerra!”. I più dotati di sensibilità politica si sono rivolti alle ingiustizie interne, presenti nei loro sistemi politici e sociali, più che guardare alle minacce dall’esterno. Per molti, la difesa equivaleva al rendersi complici dell’ingiustizia perpetrata o tollerata dai loro governi, “specie quando significava prendere parte o semplicemente consentire l’impiego di armi di distruzione di massa”. Da qui la previsione, rivelatasi corretta, della sfiducia nei propri militari e della contrarietà alle spese per armamenti. Si può anche gioire, concludeva, nel constatare che dopo un millennio di conflitti armati in Europa fosse cresciuta una società tanto sicura di sé da voltare le spalle ai valori militari tradizionali. Riteneva però prematuro il pacifismo indiscriminato, “in un mondo eterogeneo e imprevedibile come quello in cui viviamo” (e nel 1976 non c’erano Putin, la Corea di Kim, l’Iran, i suoi proxy guerrafondai e la corsa alle armi nucleari per distruggere “i sionisti e il Grande Satana USA”).
Il fatto è che la guerra o la minaccia della guerra restano
uno strumento efficace per la politica di uno Stato. E contro popoli impreparati a difendersi, potrebbe rivelarsi efficacissimo.
- Autore: Michael E. Howard
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2026
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: La guerra e le armi nella Storia d’Europa
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