Con Il pesce lampada, pubblicato all’inizio del 2026 dall’editore La Vita Felice, Valeria Cagnazzo firma un’opera poetica e letteraria di straordinaria densità emotiva e formale. Inserito nella collana Adamàs, il volume si presenta non come una semplice raccolta di versi, ma come una vera e propria mitobiografia, una narrazione in cui la rievocazione personale si fonde strettamente con il mito primordiale e collettivo. L’autrice delinea un percorso sospeso, frammentato, in cui la parola lirica diventa l’unico strumento capace di scandagliare le profondità dell’esistenza e dell’angoscia umana.
Il primo elemento che colpisce il lettore è la natura strutturale dell’opera. Come suggerito dal critico Ivan Schiavone, ci muoviamo attraverso "i lacerti di una narrazione franta da salti e omissioni". Cagnazzo rifiuta la linearità rassicurante della prosa tradizionale e la frammentarietà puramente estetica della poesia contemporanea; sceglie invece una terza via, una scrittura poematica e traumatica, interrotta da silenzi densi quanto le parole pronunciate.
L’ambientazione è un Sud profondo e arcaico (evocato da toponimi suggestivi come Torre Lapillo), ma non si tratta di un recupero folkloristico o nostalgico. Il Sud di Cagnazzo è un territorio mitico e brutale, un ecosistema in cui il passato ancestrale convive a fatica con la ferocia alienante della modernità. È un luogo di frontiera - geografica ed esistenziale - dove l’umano si contamina continuamente con l’animale e il vegetale. Sulle tovaglie restano le briciole di pane e i semi di melone, mentre sullo sfondo si muovono figure minacciose: i "Turchi" storici si sovrappongono nell’immaginario a tensioni geopolitiche modernissime, legando la microstoria familiare ai drammi della macrostoria globale.
Al centro della raccolta si colloca il tema universale dell’elaborazione del lutto e della finitezza umana. La protagonista viene descritta come una "figlia allucinata incapace di accettare la morte e la sua insensatezza". Di fronte al trauma della perdita - emblematico il ricordo del padre che si imbarca, lasciando la bambina in un mondo improvvisamente privo di coordinate -, l’infanzia reagisce non con la rassegnazione, ma con una reazione fiera, quasi selvatica.
L’autrice mette in scena un corpo a corpo con la fine attraverso "scherzi", un’ironia mordace e un piglio aggressivo tipicamente infantile. È il tentativo disperato di esorcizzare l’angoscia che promana dalla coscienza della nostra vulnerabilità. La protagonista è definita "piccola e selvatica", una creatura che teme la morte come “l’uomo delle grotte”, consapevole che l’uscita da quella caverna primordiale e protettiva è ancora lontana da venire.
Il titolo stesso, Il pesce lampada, è una chiave di lettura folgorante. Il pesce lampada è la creatura abissale che nuota nel buio cosmico dei fondali oceanici, dove la pressione schiaccia il sangue e ogni organo vitale, generando una condizione che l’autrice paragona all’atterrimento esistenziale. Eppure, in quell’oscurità assoluta, l’animale produce la propria luce. La lanterna diventa così l’analogia perfetta della parola poetica: un faro biologico necessario per non estinguersi, un segreto pronunciato "nell’asma", ossia nella fatica cronica di respirare e di stare al mondo.
Lo stile di Valeria Cagnazzo è chirurgico, visionario e materico. Nelle sue pagine troviamo accostamenti spiazzanti in cui la biologia medica e la deformazione surreale si incontrano: il fegato, la fame dei figli, le dita dei bambini di Chernobyl, il cervello che diventa un "grande cavolfiore che lascia praline". Cagnazzo possiede la rara capacità di rendere universale il dettaglio biologico, mutando il dolore organico in un canto corale sulla perpetuazione della tragedia attraverso le generazioni.
Il pesce lampada è un’opera potente che non concede sconti al lettore. Valeria Cagnazzo ha scritto un poema di formazione scarnificato e una meditazione filosofica sul dolore. Attraverso una lingua tesa, che morde la realtà e ne rivela le ferite sottostanti, il libro si impone come una delle voci più originali e necessarie della recente produzione poetica italiana. Una lettura consigliata a chi cerca nella poesia non un rifugio consolatorio, ma una lanterna capace di illuminare l’abisso.
- Autore: Valeria Cagnazzo
- Categoria: Poesia
- Anno di pubblicazione: 2026
- ISBN: 9788893469746
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Il pesce lampada
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