In Elogio dell’italiano. Amiamo e salviamo la nostra lingua (Gedi, 2020), il presidente dell’Accademia della Crusca, Claudio Marazzini, espone le sue riflessioni sull’evoluzione della lingua italiana e, in generale, sui meccanismi della comunicazione.
Un saggio di questo tipo può, a prima vista, apparire complesso e di potenziale interesse solo per esperti di linguistica e ricercatori accademici. Non è così: quest’opera si propone, attraverso la snella formula dell’intervista, di ragionare su una materia tanto moderna quanto appassionante.
La lingua è uno specchio che "riflette perfettamente la psicologia di una nazione", quindi la sua mentalità, i suoi cambiamenti nel corso del tempo, le tendenze in atto e altri elementi di grande rilevanza socio-culturale. Al giorno d’oggi, a plasmare il linguaggio sono principalmente i mezzi di comunicazione di massa, in particolare la televisione, i giornali e, in misura crescente, internet e i social network:
La vitalità della Rete, la sua presenza ossessiva nella nostra vita, è testimoniata dall’enorme quantità di lessico che ha prodotto.
Bannare, cliccare, twittare, postare... l’elenco potrebbe proseguire a lungo.
Non solo il mondo dell’informazione, ma anche alcuni settori economici - come quello bancario e del marketing - contribuiscono alla trasformazione della lingua: basti pensare all’abbondante utilizzo di termini stranieri, in particolar modo dell’inglese, in ambito aziendale (meeting, benchmark, vision, conference call... solo per citarne alcuni). L’autore non condanna l’uso dei forestierismi in sé, ma auspica che si possa
conciliare il rispetto per la nostra lingua e l’internazionalizzazione, la quale non significa abolizione della nostra identità, ma semmai dialogo internazionale e interesse per tutte le lingue di cultura dell’Europa.
Poiché la lingua è materia viva, vengono di tanto in tanto introdotti neologismi, modi di dire inediti e licenze grammaticali che possono talvolta diventare oggetto di dibattito.
A subire cambiamenti nel corso del tempo non è solo il lessico o la struttura della frase, ma anche lo stile comunicativo. Si pensi alla politica e ai talk-show in cui, sempre più spesso, "si urla anziché argomentare". Una realtà popolata da molti "galletti da combattimento" che spettacolarizzano l’argomento di turno pur di catturare l’attenzione degli spettatori. Una scorciatoia che si pone agli antipodi rispetto a un confronto pacato, costruttivo e finalizzato all’approfondimento. La conseguenza, oltre al dilagare dell’aggressività verbale, è il frequente ricorso alla "frase fatta, la formula consunta, il già udito". Tutto questo "non comporta il lavoro, sia pure minimo, di formare frasi in autonomia" e porta alla semplificazione, al luogo comune e, quel che è peggio, all’impoverimento del pensiero.
Il libro (la cui prefazione di Michele Serra dal titolo Le parole sono tutto rappresenta un valore aggiunto) propone molte altre riflessioni e spunti collegati al tema centrale. Per esempio, osserva l’evoluzione del settore dell’istruzione, della TV, dei giornali; individua i cambiamenti della scrittura nell’epoca digitale; racconta aneddoti e curiosità sul mondo della comunicazione; ragiona sul ruolo della lingua italiana nel contesto internazionale (essa è tradizionalmente associata all’arte, alla musica e alla bellezza in generale, mentre l’inglese è riconosciuto come lingua dell’economia, del potere, della globalizzazione).
Lo spirito del libro è sintetizzato dalla seguente citazione, che ne esprime la visione aperta, moderna, priva di preconcetti:
Non si deve essere rigidi, in un senso o nell’altro, di fronte a una lingua che cambia. Non troppo impettiti e diffidenti, non troppo permeabili alle mode.
- Autori: Claudio Marazzini e Claudia Arletti
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2020
- ISBN: 9788883718335
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Elogio dell’italiano. Amiamo e salviamo la nostra lingua
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