Cassandra e il lupo di Margarita Karapanu (Crocetti, 2001, trad. di G. Macrì) è un viaggio frantumato nell’infanzia di una bambina che non è più bambina, tra sogni sporchi, visioni crude, lacerazioni familiari, e parole che tagliano. Anzi è il coltello nelle mani di una bambina, e lei non gioca, lei incide, squarta, apre. Cassandra e il lupo è un’infanzia sfatta, un sogno che sanguina sotto le unghie, un diario mentale che non segue il tempo ma lo mastica. Cassandra non è solo una bambina, è un sintomo, un’allucinazione, una lente che moltiplica e deforma la realtà fino a renderla tossica, erotica, disturbante. E il lupo? Forse è la madre, forse è la fame, forse è il desiderio che cresce nei vuoti.
Non c’è trama lineare. C’è una successione di frammenti, immagini, episodi che sembrano usciti dalla bocca di un sogno malato o di un trauma che non si vuole più nascondere. Cassandra racconta con voce infantile ma l’intensità è adulta, scorticata, deviata. È una bambina che parla di morte, di stupro, di cannibalismo, di madri che uccidono, di amanti che spariscono, di dolore che ritorna. È la fine dell’innocenza. O forse la sua versione più vera. La più animalesca. Quella che non si può raccontare agli adulti.
La scrittura di Karapanou non ti accompagna. Ti spinge giù. Ti porta in un mondo dove l’infanzia è corpo, fame, rabbia, sensualità. Dove le madri sono creature sbagliate, divinità in decomposizione. Dove ogni stanza è una trappola, ogni parola è veleno, ogni desiderio è malato. Ma niente è gratuito. Ogni parola ha un peso. Ogni immagine è memoria. Ogni dettaglio, anche il più assurdo, ha una radice che affonda nel vero. Il libro è corto, ma non si finisce mai. Rimane nella testa, si incolla addosso, ti fa sentire sporco, esposto, visto.
È una specie di Lolita ribaltata. Una bambina che guarda il mondo con una lucidità spaventosa. Che sa tutto. Che prova tutto. Che non dimentica niente. Non cerca amore, cerca sopravvivenza. Non chiede tenerezza, chiede verità. Anche quando fa male. Soprattutto allora. E la madre? Una presenza ambigua, assente, erotica, tossica, potente. Non ci sono madri buone qui. Non ci sono padri salvifici. Solo adulti deformi, ridicoli, crudeli, e bambini che li osservano come piccoli dèi decaduti.
Il lupo è ovunque. È la paura. È il desiderio. È il limite. È il corpo che cambia. È la madre che divora e che manca. È la notte. È l’attesa. Cassandra non scappa. Cassandra resta. Guarda. Annota. E racconta. Come nessuno avrebbe il coraggio di fare. Questo libro non consola. Non educa. Non insegna niente. Ma mostra tutto. Anche ciò che non vorremmo vedere. Anche ciò che abbiamo finto di dimenticare.
- Autore: Margarita Karapanu
- Categoria: Narrativa Straniera
- ISBN: 9788883060298
Ti piace SoloLibri?
© Riproduzione riservata sololibri.live
Un libro perfetto per...
A chi ha il coraggio di affrontare l’infanzia senza filtri, a chi non teme la confusione tra tenerezza e violenza, a chi cerca testi che spezzano la forma e riscrivono la carne. A chi ha vissuto rapporti disfunzionali con la madre. A chi ama Elfriede Jelinek, Kathy Acker, Jean Genet, Dennis Cooper, ma anche a chi scrive da sé e cerca testi che legittimino il caos, l’ambiguità, il trauma. A chi è stanco delle bugie narrative sull’età dell’oro.
Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Cassandra e il lupo
Lascia il tuo commento