La "cara televisione" (riprendendo il titolo dell’opera di Aldo Grasso Cara televisione. Una storia d’amore e altri sentimenti, edita da Raffaello Cortina Editore nel 2026) è stata per lungo tempo, in Italia e nel resto del mondo, un indiscusso punto di riferimento per il grande pubblico. Oggi, con il dilagare del web, dei social network, delle piattaforme di streaming e di tutti gli altri strumenti digitali, la TV deve fare i conti con la nuova realtà multimediale. Il risultato è stato un inevitabile ridimensionamento del suo ruolo nel corso dei decenni, arrivando a deporre lo scettro come fonte principale di notizie e di intrattenimento.
Per non perdere completamente terreno, le emittenti televisive (specie quelle tradizionali) non hanno altra scelta se non quella di cercare di ritrovare la propria identità e studiare nuove strategie per il futuro. Questo vale in particolare per la RAI, la cui egemonia nel panorama televisivo italiano è ormai solo un ricordo. Sono infatti lontani i tempi in cui veniva considerata la più grande industria culturale italiana.
Se non diventa un ente indipendente, non più una diretta emanazione dei partiti [...] è difficile prevederne la ragione di esistere.
L’autore arriva a paragonarla ad una "balena spiaggiata alla mercé dei predatori di turno”.
Un’ampia sezione del libro è dedicata all’analisi, da un punto di vista socio-psicologico, delle varie tipologie di programmi in onda sui nostri schermi, nonché la loro evoluzione nel corso del tempo. Dai talk-show ai reality, dai programmi di cronaca nera a quelli culturali, dai telegiornali ai dibattiti sportivi, è ben noto come la televisione sia da sempre uno specchio della società.
Il tratto distintivo della TV generalista contemporanea è l’abitudine diffusa a privilegiare format superficiali, condizionati dalle mode del momento. La soglia di attenzione del pubblico è tendenzialmente bassa, in linea con i ritmi incalzanti dettati dal mondo del web; l’obiettivo principale degli autori televisivi è pertanto quello di "catturare" lo spettatore, di sedurlo con temi semplici e spesso banali. In uno scenario di questo tipo, a comandare sono le esigenze di ascolto (dati Auditel) e di marketing (massimizzare gli introiti pubblicitari). Questo porta in molti casi a rinunciare alla qualità dei contenuti. Siamo ben lontani dalla "grazia, l’intelligenza e la profondità" tipici di alcuni programmi televisivi del passato.
Ciò non significa che, in quest’opera, Grasso si perda in una sterile nostalgia di quel che è stato. Il suo intento non è infatti quello di stigmatizzare il mondo televisivo: non dipinge per esso una specie di "destino apocalittico". Si prefigge invece di osservare il passato, analizzare il presente e cogliere le tendenze future della realtà multimediale. In tutto questo cerca di mantenere uno sguardo obiettivo, senza mai perdere la vena ironica che caratterizza uno "spettatore di professione" come lui.
- Autore: Aldo Grasso
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Raffaello Cortina Editore
- Anno di pubblicazione: 2026
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Cara televisione. Una storia d’amore e altri sentimenti
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