Come si fa a leggere un romanzo breve se sappiamo già l’epilogo? Chi è Lise, una donna che, dopo anni e anni di lavoro in uno studio di commercialisti, sembra proprio scaraventata in una difficile vacanza, come se i suoi datori di lavoro e colleghi non riuscissero nemmeno più a guardarla, coi suoi tic, le manie? Lise era già morta nelle abitudini quotidiane, restava solo l’involucro di chi non ha più niente da dare, nemmeno di sé stessa, e parte in una vacanza nel sud d’Italia. Col titolo Biglietto di sola andata di Muriel Spark (Adelphi, 2025, traduzione mirabile di Monica Pareschi) seguiamo le vicende che sembrano un destino già scritto.
Già dalle prime pagine capiamo il carattere bizzoso e inquietante della donna, che si rifiuta di comprare un vestito antimacchia, serra le labbra per dire che anche il solo comprare per la vacanza un vestito, per lei, è un cattivo presagio che l’accompagna. La commessa ne parla con una collega; la cliente Lise ha scelto colori che fanno a cazzotti. Restano sconcertate di più quando scoprono che la cliente è ancora in negozio e ha sentito tutto.
Lise torna a casa in un monolocale dentro un condominio. Tutto è incastrato, il letto scende se lo si aziona e così la cucina e la toilette. Appare come un piccolo spazio dove la donna lascia pure sé stessa per andare in un paese straniero. I lettori hanno la certezza del suo disagio psichico in aereo, quando si trova con due uomini, nella sua fila.
Il vestito è troppo sgargiante, coi colori del tutto fuori luogo, e ci sovviene l’ilarità della portinaia che non smetteva di ridere. Chissà se Lise ha un solo tailleur per l’ufficio e cianfrusaglie, non si capisce perché è così distratta da dimenticare le chiavi da dare alla portinaia. Come si è scritto, Lise è già in aereo e siede vicino a un signore con una ventiquattrore, che vuole restare in pace e ha la percezione di non poter stare così vicino a Lise. Come se fosse un pericolo. L’altro passeggero è Bill, che invece trova simpatica Lise, non più giovane ormai, né bella né brutta. Nel corso del breve romanzo non si capisce se Bill la trova piacevole per come è vestita o perché sarebbe un’avventura sessuale di una notte. L’uomo ha qualcosa di viscido e in ogni caso Lise replica che sta andando dal fidanzato. È sempre più sconnessa, passa da risate isteriche a silenzi devastanti. Ha prenotato in un hotel piuttosto economico, anche se dice agli altri che pernotta all’Hilton. Sembra voglia trovare un uomo "pericoloso", che le faccia male. Al contempo rimpiange la solitudine della sua stanza con tutti gli oggetti impilati. Ora si direbbe che soffre di una severa depressione bipolare.
Biglietto di sola andata è un romanzo breve triste, senza consolazione, anche se spesso si ride a denti stretti.
- Autore: Muriel Spark
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Adelphi
- Anno di pubblicazione: 2025
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Biglietto di sola andata
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