È un libro che non fa sconti, Retriever di June Scialpi (Tic, 2025): o coinvolge il lettore e lo affascina, o lo lascia indignato e scontento. Questo libriccino, dalla forma discreta e i colori delicati di copertina, rompe potentemente gli schemi, obbliga ad attivare i sensi, a vedere il senso più che il significato. Invita ad andare oltre.
Per comprendere quale effetto produrrà, bisogna iniziare dall’eloquente sottotitolo: Possibile inquadramento teorico di un, che ci dice, senza tanti preamboli, che si tratta di un testo a doppio binario di lettura, che fa metaletteratura. Ma allora? Non parla di cani? Sì. No. Anche.
Eccolo il primo scoglio da superare: etichettare, definire e categorizzare, incasellare il mondo intero in tassonomie non è più necessario e di sicuro non è l’unica opzione possibile nel nostro processo di conoscenza che ci porta a definire anche il genere stesso di questo stesso libro che abbiamo tra le mani. Ci chiediamo se abbiamo comprato un libro di poesia o di prosa: forse una prosa poetica. I testi di Retriever ci dimostrano quanto sia labile la distinzione tra prosa e poesia. Ed è l’autrice a chiamarci all’appello:
Ci sei nel libro? Ma tu sei nel
Libro? Sei presente all’interno del
Libro? Lui c’è nel libro? Voi ci siete?
Di sicuro ci stiamo avventurando tra le pagine della poesia sperimentale - così diversa dalla poesia lirica cui la scuola ci ha abituati - dove non è presente l’io lirico a guidarci. Al centro c’è lui, il r.: è il cane adatto ai bambini dal pelo color miele, muso che sembra sorridere, socievole, affidabile e fedele. Insomma: il cane per eccellenza, nel nostro immaginario comune. Ma chi è esattamente il retriever?
Dal francese antico «retrouver»,
trovare, rintracciare. Rientrante
nella tipologia, tipologia da riporto.
In grado di trovare o rintracciare e
riportare svariate cose concrete e non
come i libri, un anno interno, le tazze
piene, sicuramente dei rami, rimorso.
Orecchie piccole, peluria brillante,
sfrangiata robustezza del corpo
variabile. Generalmente di un colore.
È inserito in un registro ufficiale e ha il proprio codice.
Forse il r. è davvero il pacioso cane da riporto, oppure forse è il poeta che si muove alla ricerca del proprio stile, o forse è il testo stesso che proprio come il Retriver, riporta cose: noi addestriamo il testo affinché ci riporti cose, significati, emozioni. Ma ciò che in effetti riceviamo, non sempre corrisponde a ciò che abbiamo lanciato e non tutto ci viene riportato. Così è il linguaggio che dal pensiero alla scrittura, dal lancio al riporto, subisce cambiamenti:
Questo allenamento
alla lunga logora le cose stesse, che
tornano riportate indietro a volte
rotte, sgonfie, vuote, scucite, prive del
valore iniziale.
Ecco allora che siamo di fronte a un testo che ci impone di liberarci dagli schemi, che fa uso di un linguaggio metaforico, nuovo e libero, che riporta, forse, il pensiero dell’autrice in una poesia che inizia dalla prima pagina e che si legge come un’unica poesia intitolata Retriever.
Diviso in tre parti, Retriever (Possibile inquadramento teorico di un), Coda (Titoli di) e Verum velle parum est, questo testo può essere letto a partire anche dalla fine per risalire a ritroso fino alla prima parte: del resto, la conclusione può, e deve a tutti gli effetti, essere letta come una vera prefazione. Esattamente come il cane retriever ci ama incondizionatamente,
per quanto tu lo desideri il / linguaggio non può salvare le persone, / può solo amarle.
- Autore: June Scialpi
- Categoria: Poesia
- Anno di pubblicazione: 2025
- ISBN: 9788898960743
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