Il critico letterario Cesare Garboli aveva una passione per le opere della Morante, ritenendola la più grande narratrice del secolo scorso. Questo non impediva delle litigate, che finivano quando Elsa andava via e capitava spesso e non solo con Garboli, ma con chi trovava al ristorante per mangiare, perché lei non sapeva nemmeno aprire un uovo.
Questa sorta di workshop riunisce ricordi e analisi logica degli scritti dell’autrice, sotto il titolo Morante la luminosa (Iacobellieditore, 2019, curatele di Laura Fortini, Giuliana Misserville e Nadia Setti) che si fece nella casa internazionale delle donne di Roma nel 3 e 4 del 2012, dove la scrittrice che disse parole definitive fu Dacia Maraini.
Purtroppo, anche in questo incontro si parla di Morante privata, e non sempre dei suoi romanzi. Chi scrive ha soltanto riletto Aracoeli. Si salva Menzogna e Sortilegio, dove la narratrice vive in un mondo di ombre e di sfacciato realismo. Più di 700 pagine per Elisa, Anna ed Edoardo, i personaggi principali. Si iniziò a parlare di neorealismo anche tra i registi, che erano stufi del cinema dei telefoni bianchi, commedie imperniate su amori borghesi del tutto inattendibili.
Elsa Morante conobbe Luchino Visconti e se ne incapricciò da subito: bello, aristocratico, con un gusto nel vestire e nella conversazione. Al marito Alberto Moravia non poteva importare di meno, preso anch’egli da donne più sanguigne. Ma l’apparizione di Delon in Rocco e i suoi fratelli di Visconti tolse ogni interesse per donne e uomini al regista. Alain Delon fu la croce di Visconti, che lo trovava bellissimo.
Elsa conobbe il pittore Bill Morrow, americano, anche lui attratto dagli uomini, il che porta a pensare che la donna non poteva sopportare gli uomini del tutto eterosessuali, come il marito Alberto Moravia, perché a volte erano triviali, cafoni un po’ tutti, misogini. Ma addirittura Morrow si suicida e Morante non poteva sopportare di non vederlo più. Fu depressa per molto tempo, poi tornò a scrivere ma non più di illusioni d’amore, ma dei bimbi, dei ragazzi e le scrittrici, tutte, furono concordi che questo libro forse è quello dei sentimenti vivi, del bisogno di esprimersi: stiamo parlando de Il mondo salvato dai ragazzini - forse l’opera più sottovalutata dell’artista. Sempre sulla misoginia, Elsa fece molti viaggi con il marito e Pierpaolo Pasolini. Si mettevano a parlare di tutto, Pasolini si incamminava in strade molto pericolose e poi raccontava all’amica dove era finito. Nel frattempo, Alberto Moravia era annoiatissimo dell’omosessualità dell’amico più caro, e lo è sempre stato fino alla morte straziante di Pasolini, nel 1975. Ma a giocare a palla c’era Dacia Maraini, non più Elsa, a Sabaudia, vicino a Roma sul mare laziale, dove Pier Paolo e Alberto comprarono due case vicine.
Il libro La storia di Morante fu un successo inaspettato, se ne vendevano a pacchi e fu lei a volerlo appena uscito in versione economica. La storia di Bella, di Useppe, di Ida furono introiettati nel lettore forte, nel lettore medio e fu quest’ultimo a creare l’avvenimento. Pasolini fu il recensore del libro La storia sul “Corriere”, lo stroncò, addirittura lo sconsigliava. Morante tenne botta, ma l’amicizia finì anche se si vedevano talvolta e lei non aveva bisogno di un’intervista per dire che stava diventando vecchia, brutta, coi capelli bianchi. Lei avrebbe voluto soltanto qualcuno che l’amasse. Il suo capolavoro fu anche Aracoeli, una storia che parla di un amore morboso tra il figlio Manuel e la madre Aracoeli. Nessuno si aspettava un successo clamoroso come con La storia, e poi lei stava sempre più male e Alberto Moravia andava a trovarla in clinica, come due vecchi amici.
Il capitolo della Maraini riprende l’analisi su Aracoeli, perché molti lettori ci vedevano il rapporto tra Pasolini e la madre, ma Manuel è un uomo poco ambizioso, a suo dire, brutto e sgraziato, quindi nessuna somiglianza. Poi lei scrive delle scrittrici che resteranno: Anna Maria Ortese, Elsa Morante, Lalla Romano, Natalia Ginzburg. E altre. Lei non c’è; perché è la scrittrice italiana più importante nel secolo scorso e in questo, oppure è modestia?
- Autore: AA. VV.
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2019
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Morante la luminosa
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