La testa del moro e la Kalsa islamica (Lapademi, 2025) è una nuova edizione della pubblicazione dell’antropologo Carlo Di Franco, un agile strumento dal punto di vista storico e antropologico diretto a rivelare le origini dell’antica leggenda di questo manufatto e fare scoprire i luoghi in cui è stata generata.
La Sicilia, l’isola più grande del Mediterraneo, annovera tra le sue tradizioni millenarie quella della “Testa del moro” che orna sovente le dimore di molti siciliani e non solo. Fa parte delle tradizioni frutto delle diverse influenze lasciate dalle culture dei popoli che si sono stanziati nell’Isola nel corso del tempo, quali i Greci, i Romani, i Normanni, gli Spagnoli. Carlo Di franco, ab initio, compie un excursus storico preciso e dettagliato delle varie fasi in cui si mise in atto nel tempo la dominazione dei Musulmani di Sicilia, che partendo dalla Tunisia invasero man mano la Sicilia dal 827 sino a conquistare Palermo nell’831. Balarm, così veniva denominato il capoluogo della Sicilia, constava di cinque quartieri e vi si trovava la Moschea maggiore, ma ve ne erano nella città, oltre trecento in una città che era un importante centro per i commerci con i paesi musulmani e non musulmani in quel tempo, considerata al secondo posto tra le città europee dopo Costantinopoli.
Il centro abitato, in ragione della conquista musulmana, subì notevoli trasformazioni nel tessuto urbano che l’autore descrive con precisione di dettagli e con l’ausilio di mappe, cartine e immagini esplicative. Ogni capitolo è chiuso poi da utili “Appunti” che riepilogano i contenuti e offrono esplicazioni aggiuntive più ampie su termini, parole ed etimi che completano e arricchiscono un volume corredato altresì di una ricca bibliografia.
L’autore è un valevole antropologo, cultore appassionato della storia della Sicilia, su cui ha scritto numerose e valide pubblicazioni (tra gli altri, Una tradizione urbana. Rosalia: à Santuzza, Lapademi, 2024) e ci svela adesso in questo ben documentato volume tutti i segreti riferiti al caso della popolare storia della “Testa del Moro”, che trova fondamento nella struggente vicenda amorosa tra una bellissima fanciulla palermitana e un giovane Moro. L’autore espone le diverse versioni della storia leggendaria della testa di Moro, di cui si trova persino eco nel Decamerone di Giovanni Boccaccio, come pure ne testimonia il celebre etnoantropologo Giuseppe Pitrè.
Una sfortunata love story con un ancor più triste epilogo. ambientata intorno all’anno mille nel quartiere islamico di Palermo, la Kalsa; l’autore si sofferma con dovizia di particolari analizzando i luoghi le specificità di questo topos, comprendendo anche quelle da un punto di vista linguistico della popolazione che qui dimorava. “Testa di moro”: diviene così denominato questo originale manufatto artigianale dai vivaci colori che raffigura la faccia di un uomo moresco che gli abili ceramisti palermitani hanno riprodotto in un vaso, facendone un pregiato elemento decorativo e ornamentale, divenuto simbolo iconico sia della città di Palermo che della Sicilia tutta al tempo del dominio dei Mori. Le tecniche di lavorazione di questo vaso variano con diversità di caratteristiche e di decoro.
Oggi ogni Testa di Moro che viene prodotta reca una corona, un elemento sempre presente volto a riproporre la regale pianta che originariamente impreziosiva la testa del giovane Moro protagonista della triste vicenda.
Si rimanda alla storia di una coppia di amanti, così radicata nella tradizione e nel folklore sia palermitano che siciliano da essere immediatamente riconoscibile in tutto il mondo, tanto che diversi designer, stilisti e artisti ne hanno fatto largo uso per le loro collezioni in tributo alla città di Palermo e all’Isola, terra ricca di cultura, arte, sole, colori e di mille contraddizioni.
- Autore: Carlo Di Franco
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2025
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studioso e appassionato di Storia e di Tradizioni popolari
Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: La testa del moro e la Kalsa islamica
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