Milioni di copie e quaranta traduzioni per L’amante di Marguerite Duras, che ricordiamo anche per il film tratto dal romanzo. L’autrice ha avuto una vita sconcertante; regista, drammaturgo e scrittore, Duras detestava qualsiasi genere se non quello maschile ma non per il politicamente corretto, che lei non avrebbe accettato mai. Nata in Indocina nel 1914, mise in pratica, già a quattordici anni, la scrittura, che per lei era mistero e distruzione. Scriveva un racconto e poi lo bruciava. Non è che sia una novità di chi scrive; molti romanzieri detestavamo le loro fatiche letterarie. A parte Kafka, che dire di Madame Bovary scritto da Gustave Flaubert e spesso rimaneggiato, anche solo di una virgola. Ne parla il volume L’amante di Marguerite Duras (Analisi del libro): Analisi completa e sintesi dettagliata del lavoro scritto da Isabelle Defossa (50.minutes.com, 2023, tradotto da Sara Rossi).
La Duras, pur essendo molto conosciuta, era sempre accompagnata alle premìere da un uomo, spesso più giovane di lei. Aveva paura della solitudine, ma pure vedere questi estranei sotto la doccia non le giovava.
L’amante vinse il prix de Goncourt nel 1984, e il successo arrivò presto e del tutto inaspettato, tanto che anche il non lettore e a chi non va al cinema della trama sa qualcosa. Un paese orientale, colonia della Francia, mette in contatto una ragazzina di quindici anni con un ricco industriale cinese che se ne innamora. Il linguaggio del corpo prende il sopravvento e i loro incontri sono perlopiù fisici. L’età dell’uomo non è affatto disdicevole, ventisette anni, e la famiglia aristocratica è molto arrabbiata col figlio, che volevano per lui un matrimonio con una ricchissima ereditiera cinese. Alla ragazza non resta che tornare in Francia coi genitori. Più matura e triste delle sue colleghe che si sono accontentate di amori con coetanei, che non sapevano baciare e altre cose sempre di natura erotica.
Il film andò pure meglio, ma non subito. Dopo la guerra, il cinese incontra lei, l’amore della sua vita, ma è consuetudine scrivere che è stato il suo unico amore, dal momento che i genitori sono stati grati della decisione di aver sposato l’ereditiera. È un romanzo autobiografico? In parte. Duras cerca uno stile concitato che poi si ammorbidisce nel corso degli eventi. Nonostante questo narrare che Duras ha preso da il cosiddetto nouveau roman, lei continua col suo stile spezzato. Mai più di due righe.
In Francia, nonostante il suo successo, la si vede spesso bere forte e fumare incessantemente. Non fa niente di estetico per la pelle del viso che ha rughe e segni di chi è stata bella come lei. La sua consolazione è che le star del cinema diventeranno brutte e vecchie come lei; la più bella e famosa, la mitica Brigitte Bardot, preferì non fare più film, diventando tra le prime ecologiste di Francia.
- Autore: Isabelle Defossa
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2023
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: L’amante di Marguerite Duras
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