Io? Chi sono, io? Quesiti che tuonano come lampi di luce, sfogliando le pagine di Io? di Peter Flamm (Adelphi, 2024, traduzione di Margherita Belardetti). Nonostante questo romanzo d’esordio sia stato pubblicato per la prima volta nel 1926, ricopre una forma così attuale, che spesso dimentichiamo che esista, seppellita sotto lo scorrere veloce dei giorni.
Sappiamo che la storia è ciclica, le epoche si ripetono e gli accadimentimenti sembrano scorrere ordinati in una roulette. Ma per quanto riguarda l’interiorità delle persone? Anche gli stati d’animo sono cicli infiniti scanditi sotto il pesante ticchettio del tempo che passa? Io?, scritto da Erich Mosse, psichiatra vissuto all’inizio del ’900, sotto lo pseudonimo di Peter Flamm, è la spiegazione del fatto che gli stati d’animo si possono ripetere, per cause differenti ma con conseguenze non poi troppo distanti una dall’altra.
Il protagonista, un uomo tornato a casa alla fine della Prima gGuerra Mondiale, è convinto di non essere più lui e quindi sicuro di aver rubato e vestito l’identità di un morto. La storia si contorce, si distende e poi si ricontorce tra ricordi che non hanno radici e meccanismi istintivi che generano il dubbio. E se Peter Flamm probabilmente, per questo romanzo, si è ispirato ai pazienti che aveva in cura per “shell shock”, ovvero “nevrosi da esplosione”, leggendo queste pagine non si può evitare di vedere una netta corrispondenza con ciò che accade oggi. Le bombe continuano a cadere in un mondo innocente che piange i suoi figli.
Ma un altro tipo di shell shock germoglia silenzioso sotto la realtà quotidiana. Stimoli, parole, avvenimenti, valanghe di dati scivolano sulla patina degli occhi di ciascuno, e così vedere oltre diventa sempre più complicato. Ma non solo. Vedersi diventa sempre più complicato. Specchiarsi, avere il tempo di domandarsi “chi sono?” o semplicemente riconoscersi, dinnanzi al proprio riflesso.
Tutto scorre veloce, avvenimenti mangiano altri avvenimenti, che mangiano a loro volta parole, immagini. Tutto con la fretta di chi, divorato dal tempo, commette passi disordinati e confusi. Ma io, chi sono io? Quanti, come il protagonista del romanzo, si sono posti questa domanda? Quanti hanno pensato di vestire, per alcuni attimi, corpi di altri, comandati esternamente come marionette addormentate?
Peter Flamm ha voluto raccontare una ferita inflitta dalla guerra che, visibile, rimane e diventa cicatrice che permane nel tempo e identifica i corpi che solca. Ma forse non sapeva che, con il suo distintivo utilizzo della punteggiatura e i suoi periodi ritmati, è riuscito a creare una storia che trapassa le leggi del tempo, andando a posizionarsi come un testo di vicina attualità nella libreria di casa.
Malgrado bisogna scovarlo tra plichi di altre pubblicazioni, o esserne casualmente rapiti, Peter Flamm riesce a catturare il lettore curioso fin dalle prime righe e immergerlo in qualcosa che, forse, oggi riguarda tutti.
Il mio nome, che non è il mio nome eppure lo è, il mio destino, che non appartiene a me, ma a un altro, e ora mi è piombato addosso, soffocante come fosse il mio.
- Autore: Peter Flamm
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Adelphi
- Anno di pubblicazione: 2024
- ISBN: 9788845938559
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Io?
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