Nebbia è il thriller di esordio di Chantal Guzzetti (Brè, 2026): a Croveo, un paesino di montagna del Piemonte, avviene il duplice omicidio dei coniugi Galli. Prende da qui avvio una trama avvincente di cui abbiamo parlato con l’autrice, approfondendo la descrizione dei suoi personaggi principali.
Chantal Guzzetti sarà inoltre presente con il suo romanzo al Festival dei Libri di Brisighella i prossimi 12 e 13 Settembre 2026.
L’intervista a Chantal Guzzetti
- “Nebbia” è il tuo primo romanzo: vuoi dirci quali sono le emozioni legate alla pubblicazione del primo libro per una giovane scrittrice quale tu sei, e anche cosa rappresenta la scrittura per te? Come mai hai scelto di parlare ai lettori attraverso il linguaggio del genere thriller?
L’esperienza della pubblicazione è fatta di emozioni altalenanti, se parliamo del periodo che va dalla firma del contratto e promozione dell’opera. Tuttavia rimane un’esperienza che rifarei, e che rifarò - perché è una scuola che insegna cose nuove ogni giorno. Lo rifarò anche perché per me la scrittura è una forma di espressione come un’altra, e ho scelto il thriller credo per contaminazione; oltre al fatto che ne ho letti molti e mi sono fatta contagiare, io arrivo dal genere horror però amo leggere gialli quindi credo di aver scelto qualcosa che vagamente legasse i due generi.
- La Festa delle Capre e la Sfilata delle Streghe sono feste tradizionali di Croveo, il paese nel quale è ambientata la trama di “Nebbia”: puoi raccontarci qualcosa di più su queste feste? Quale è il tuo rapporto e legame con Croveo?
Io ho la casa di vacanza a Croveo da vent’anni, ho partecipato spesso a questi eventi e mi ha colpito il fermento che vi gira attorno. Per quel che riguarda il paese in generale io posso solo dire che mi ha affascinata dal primo momento.
- Descrivici il carattere dell’ispettore De Simone – che non ti nego essere un personaggio acuto e sensibile che a me è piaciuto davvero molto. Puoi forse ipotizzare una serie con questo intelligente e semplice protagonista?
Quando è nato De Simone non volevo creare un personaggio iconico, forse sbagliando - ma volevo fosse umano e reale: un uomo con i suoi problemi che evolve, come si spera che facciano tutti difronte alle varie esperienze della vita. Non pensavo, eppure mi ci sono affezionata perché questa avventura l’abbiamo vissuta insieme e non avevo affatto programmato un suo cambiamento; dunque sì, sicuramente sarà un personaggio che non solo parlerà ancora di Croveo, ma spero possa girare l’Italia insieme ai suoi lettori (oltre che con me).
- Don Bruno è uno dei personaggi sui quali si indirizzano le ipotesi di colpevolezza che ogni lettore necessariamente fa durante la lettura; puoi parlarci di questo importate personaggio del tuo thriller?
Don Bruno è uno di quei personaggi con un passato da scoprire, uno di quelli che sono anche divertenti da costruire e che lasciano spazio all’immaginazione del lettore. Ha sicuramente qualcosa da nascondere…
- Essendo al tuo primo romanzo, quali consigli ti senti di dare ai giovani scrittori che si trovano come te alla loro prima esperienza?
Mi piacerebbe poter dare dei veri consigli ma temo di avere ancora molto da imparare, tuttavia la prima pubblicazione è un’esperienza che viviamo quasi tutti allo stesso modo; una delle cose più importanti che mi sento di raccomandare, sulla base della mia esperienza, è di non avere fretta di pubblicare ma valutare attentamente la CE che fa la proposta. Per il resto, un buon editing è sempre doveroso perché difficilmente i primi libri di un autore sono perfetti.
Comunque, scrivere è un’esperienza straordinaria, a prescindere da come comincia una carriera; un autore emergente deve fare gavetta, che ci piaccia o no.
- Quali sono i tuoi autori preferiti e che ci consigli di leggere?
Negli ultimi anni mi sono innamorata di Joel Dicker e adoro Carrisi, ma di autori molto validi come Thilliez o Lanzetta e la McFadden ce ne sono molti ultimamente, senza citare i pilastri come Zafon o la Christie piuttosto che Doyle e King.
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Intervista a Chantal Guzzetti, in libreria con “Nebbia”
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