Con Ennio Mambo precario instabile, edito da Mille Battute Edizioni nel 2024, Maurizio Santarsiero firma un romanzo che è al tempo stesso una satira sociale ferocissima e un thriller distopico kafkiano. La storia di Ennio Mambutti, per tutti "Mambo", non è solo la cronaca di un’ingiustizia lavorativa, ma lo specchio deformante di un sistema economico che ha smesso di considerare l’essere umano come fine, riducendolo a semplice ingranaggio sostituibile.
Mambo è un personaggio di una tenerezza disarmante. È il classico "buon diavolo", un commesso di un negozio di bricolage che non chiede la luna: i suoi sogni sono fatti di normalità, di una vacanza con la fidanzata e di un’auto usata. In un mondo che premia l’iper-competitività, l’arroganza e il personal branding, Mambo commette il peccato originale di non avere ambizioni smodate.
Santarsiero dipinge con maestria l’ambiente del negozio di fai-da-te, dove colleghi "carogne" e capi dispotici rendono la vita difficile a chi, come il protagonista, cerca solo di fare il proprio dovere. Il licenziamento di Ennio non avviene per demerito, ma per un’incompatibilità genetica con un mercato del lavoro che richiede "squali" e non persone perbene. Questa prima parte del libro colpisce per il suo realismo sporco, capace di far immedesimare chiunque abbia mai sperimentato l’ansia del rinnovo contrattuale.
La narrazione subisce un’accelerazione improvvisa quando entra in scena il misterioso talent scout. Qui il romanzo vira verso toni più surreali e inquietanti. La proposta di un lavoro strapagato per soli cinque giorni al mese è il classico canto delle sirene della New Economy: l’illusione che esista una scorciatoia per la felicità materiale senza costi apparenti. Mambo, spinto dalla necessità e dalla disperazione di chi è stato scartato dal sistema tradizionale, accetta la sfida. Santarsiero è bravissimo nel costruire la tensione: il lettore percepisce fin da subito che sotto la patina di lusso e carisma del nuovo ufficio all’ultimo piano si nasconde qualcosa di marcio.
Il climax del romanzo raggiunge vette di pura angoscia quando scatta l’allarme antincendio. In quel momento, la metafora del "sistema" smette di essere astratta e diventa fisica: porte bloccate, comunicazioni interrotte e una produzione che deve continuare a ogni costo, anche sopra la sicurezza e la vita dei lavoratori. Il piano alto dell’ufficio diventa una prigione dorata ma letale. L’autore utilizza il genere thriller per denunciare l’alienazione totale: l’individuo non è più padrone del proprio tempo né dello spazio che occupa. L’ufficio si trasforma in un organismo autonomo che consuma i suoi occupanti in nome di una produttività cieca e autoriferita.
La scrittura di Santarsiero è agile, venata di un’ironia amara che rende la lettura scorrevole nonostante la durezza dei temi trattati. Ennio Mambo, precario instabile è un libro che fa arrabbiare, che fa riflettere e che, soprattutto, mette a nudo le ipocrisie del linguaggio aziendale moderno.
In conclusione, questo romanzo è una lettura fondamentale per capire il nostro tempo. È un grido di rivolta contro la precarietà non solo economica, ma esistenziale. Mambo siamo noi ogni volta che sacrifichiamo un pezzo della nostra dignità per una promessa di stabilità che si rivela, puntualmente, una trappola ben congegnata.
- Autore: Maurizio Santarsiero
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2024
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Ennio Mambo, precario instabile
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