In questo pamphlet l’intellettuale e traduttrice Elena Loewenthal ragiona sul Giorno della Memoria, che per esigenza di nominarlo spesso chiama GdM, e scrive alcune dichiarazioni piuttosto provocatorie, fin dal titolo, che nella pagina interna è Contro il giorno della Memoria. Una riflessione sul rito del ricordo, la retorica della commiserazione, la condivisione del passato (Add editore, 2014).
La studiosa lo dice chiaramente: la Shoah è la sua ossessione. Nata nel 1960, nel pieno del boom economico in tutto l’Occidente europeo, ha capito di averla fatta franca rispetto ai nonni e ai genitori, a nascere quando tutto era finito già da quindici anni, e dunque è diventata ossessionata dai racconti di altri ebrei, dai libri, film e da ricerche individuali.
All’inizio degli anni Sessanta del secolo scorso sembrava che non potesse tornare una nuova guerra, perché la seconda era stata micidiale, finita con le bombe nucleari e con la Shoah, lo sterminio totale degli ebrei, che per Loewenthal aveva il suo fulcro ad Auschwitz. In realtà la "soluzione finale" la si sente addosso durante il processo Eichmann, tenutosi a Gerusalemme nel 1961. Il fatto che il mostro fosse un uomo qualunque non aiutava. Loewenthal scrive che improvvisamente tutto appare chiaro e gli ebrei residenti a Israele lo fecero in parte per evitare i campi di concentramento. La studiosa si rese conto che c’era poco da commemorare: era accaduto un incidente storico gravissimo e, nonostante tutto, anno dopo anno si infittivano discussioni e occasioni di riflessione, e se all’inizio, prima del ventisette gennaio. la chiamavano per dare il suo contributo, la freddezza della Loewenthal fece sì che non venisse quasi più disturbata. D’altronde non era stata una testimone e non è una storica: cosa poteva dire di così diverso solo perché nota per altri talenti? Lo dice lei in modo molto chiaro:
Scrivendo, vorrei anche dare un senso allo stridulo attrito che sento fra la mia percezione della Shoah e quello che vedo e sento quando la si commemora. Come il gesso sulla lavagna quando il tratto è troppo brusco.
Finendo di parlare di sé stessa, si torna allo sconcerto del processo Eichmann, nel 1961. Il carnefice aveva ucciso poche persone, ma aveva sulla coscienza sei milioni di ebrei e la filosofa Hanna Arendt scrisse un libro letto da molti, ossia La banalità del male, e un sopravvissuto durante il processo svenne perché era in una condizione emotiva di grandissima afflizione. Gli ebrei non volevano esprimere il loro sentire con le camere a gas, ma la storia prende percorsi tortuosi e poi erano secoli che gli ebrei venivano trattati in modo indecoroso, colpevoli di ogni nefandezza storica. In più il ventisette gennaio è la GdM nell’Occidente europeo; in Israele la ricorrenza è tra marzo e aprile, data vicina alla Pasqua ebraica, la festa più importante del mondo per gli israeliti. Mentre appunto da noi è il ventisette gennaio, perché nella stessa data del 1945 l’armata Rossa aprì i cancelli di Auschwitz e rimasero tutti scioccati, e quando capirono meglio fu comprensibile anche una specie di cenere che girava nel cielo. La studiosa scrive che rimasero a bocca aperta in un orrore quasi muto. Incredulità.
L’Italia, più di altri paesi europei, accusò il colpo: Mussolini aveva firmato le leggi razziali, sotto scacco hitleriano, e molte famiglie laiche italiane vennero a sapere che erano ebrei e si nascosero come potevano. Ed Elena Loewenthal scrive: ma se è una ricorrenza, perché ogni anno devono inventarsi qualcosa di nuovo per il GdM ? Non basta l’orrore del ricordo? Perché questa data non resta all’interno delle famiglie e invece sta diventando un evento dove partecipare per forza, con la paura che il pubblico si possa annoiare?
La scrittrice torna alla sua personale ossessione che è la Shoah, ma nel frattempo studia, va avanti, traduce, ha i suoi amici e la sua famiglia. Tutto ciò di cui non si può parlare si deve tacere, direbbe Wittgenstein.
- Autore: Elena Loewenthal
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Add editore
- ISBN: 9788867830619
Ti piace SoloLibri?
© Riproduzione riservata sololibri.live
Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Contro il Giorno della Memoria
Lascia il tuo commento