Ricordate quel “rissoso, irascibile” Braccio di Ferro? Beh, Fred Sonetto non fa il marinaio, sebbene viva in Liguria, ma per il resto quasi ci siamo, è “pasticcione, indolente, disincantato”, infastidito dal suo lavoro. Alfredo “Fred” riconosce di non sorridere facilmente, per colpa del capo dell’Agenzia Investigativa Sabato, di cui è detective per forza, non per amore. In quanto padre single separato, gli tocca fare cassa per l’amata figliola Martina. Capolinea è la quarta avventura, un thriller pubblicato come il trio precedente nei Gialli Damster (marzo 2025, 400 pagine), a firma sempre di Davide Bressanin.
Non sono crime un tanto al peso, i suoi. Genovese, del 1977, cura la comunicazione del Municipio della Lanterna. Ha retto per un decennio l’ufficio stampa di Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse di Genova e ha collaborato con Genova Film Festival, X-Science Cinema tra scienza e fantascienza, Rassegna Nuovo Cinema Europeo. Nel 2008 ha realizzato il documentario “I Falchetti”, una squadra di calciatori disabili. Pubblica romanzi dal 2006, premiato anche per i racconti. Il primo titolo della serie Agenzia Investigativa Sabato è stato CRimini (2020).
Non sono gialli tanto per scrivere, si diceva. La costruzione di questo, per esempio, somiglia a un vecchio film di Akira Kurosawa - non a caso l’autore mangia cinema anche a colazione -, con i punti di vista di diversi protagonisti esposti ognuno da prospettive diverse. Nell’insieme compongono una trama e realizzano un romanzo che vale, che ha da dire più dei soliti gialli di routine col solito morto ammazzato, la solita indagine per trovare chi l’ha fatto fuori, più qualche imprevisto e intrecci vari. Qui siamo tra le fuoriserie del noir, Davide è l’ing. Ferrari della narrativa poliziesca di Formula 1 o da finale (vittoriosa) di Champions League di calcio.
Per inciso, il film di Kusosawa è “Rashomon”, del 1950. Lanciò verso il successo internazionale l’attore Toshiro Mifune e vinse non solo il Leone d’oro a Venezia, ma anche l’Oscar come miglior film straniero. Lì, lo stupro di una donna e l’assassinio del marito samurai sono raccontati da un bandito, dalla sposa, dal fantasma del samurai e da un taglialegna. Lo stesso fatto, visto da otto occhi diversi. Idem in questo romanzo, dove troviamo, all’inizio, un Alfredo che cerca di fuggire nei caruggi di Genova e una Martina che cerca qualcuno a Milano.
Nel corso della carriera, Fred se l’è vista con mariti gelosi, mogli inviperite, figli sciroccati, amanti vendicative e altre furie scatenate. Non aveva mai subìto, però, la caccia dell’intera difesa dell’Atletico, compagine calcistica della provincia genovese. Sono decisi a spaccargli le gambe e sanno come fare, a giudicare dai soprannomi: Ermes Catrovillari, il Macellaio della Val Bisagno, abbreviato semplicemente in Macellaio; Claudio Nestore, noto come Piccolo Lord per le maniere tutt’altro che gentili riservate agli attaccanti avversari; Bruno Corica, ribattezzato Voltaren, farmaco al quale devono fare ricorso i giocatori feriti dai suoi tacchetti. E pensare che Fred, il lavoro che l’ha costretto a darsela a gambe non voleva accettarlo. In realtà, non avrebbe accettato più nessun lavoro da quel tronfio arrogante di Guglielmo Sabato, ma le casse asfittiche dell’Agenzia non permettono di rinunciare a nulla. Così si è ritrovato a seguire, quasi da solo, il “fascicolo Atletico”. Ha immortalato in immagini la realtà dei fatti e quelli lo vogliono asfaltare.
Quanto a Martina, ora è una bella studentessa, disposta non senza qualche esitazione a rivedere dopo quattordici anni l’amica Nadia, che deve farle una rivelazione importante. Una volta appresa la notizia, come riferirne? Quand’era piccola, il babbo le raccontava un sacco di storie, che finivano tutte bene. All’epoca, il suo papà era un supereroe, meglio di Batman perché molto più simpatico. Sicché decide di rivolgersi all’Agenzia, a papà Fred e compagni, tutti zii per lei: zio Guglielmo, il boss, con l’omo partner zio Jody, la zia Cinzia e zio Lorenzo, che si limita a grugnire.
Cambiamo prospettiva. Volete sapere come la vede Cinzia? Considera la Sabato la sua famiglia, visto che a quella vera ha voltato le spalle tanti anni fa. Per un po’, se n’era fregata di tutto, usando il suo super potere, la bellezza, per ottenere ciò che voleva. Era finita nei guai e a quel punto della vita si era materializzato Guglielmo Sabato, con l’Agenzia investigativa omonima, e aveva trovato una famiglia. Va bene, sarà pure un nucleo bislacco, eccentrico e poco convenzionale, ma non lo lascerebbe per nessun motivo. Jody, il compagno di Guglielmo, si era dovuto trasferire da lei per tre mesi. Oltre a trasformare la casa disordinata in un appartamento da rivista patinata, l’aveva coccolata, incitata, aiutata, spronata. Tutti si comportavano come angeli nei suoi confronti, compreso Alfredo Sonetto, poco importa se spesso prova a sbirciare tra la scollatura o getta uno sguardo interessato alle sue gambe.
Martina si rivolge con ansia al padre, “investigatore privato come quelli dei film...”. C’è un mistero da risolvere e le serve aiuto. Ne ha già parlato con gli zii Jody e Guglielmo (più col primo del secondo, “sai com’è fatto”): la nonna di Nadia è scomparsa. Le due ragazze hanno stabilito di farsi “aiutare da professionisti”, per risolvere il caso. Sonetto non ha il coraggio di chiedere a quali professionisti si riferiscano. Conosce la risposta, “purtroppo”.
L’investigazione va, con tutte le contrarietà di turno. Ci si mette anche un’indagine ufficiale della Polizia, condotta dal maturo ispettore Guerra: una giovane ragazza africana e un ragazzo sconosciuto uccisi, abbandonati in una scarpata. Guglielmo è sempre più intrattabile, anche per colpa di Fuffy, barboncino collerico; ci mancava pure lui!
- Autore: Davide Bressanin
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2025
- ISBN: 9788868105921
Ti piace SoloLibri?
© Riproduzione riservata sololibri.live
Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Capolinea
Lascia il tuo commento