Tutti gli uomini vorrebbero essere come lui, tutte le donne vorrebbero conquistarlo.
Efficace, ma sembra più adatto al penalista televisivo che al legale narrativo. Sul piccolo schermo, il bello e tormentato Lorenzo ha il volto e il fisico di Luca Argentero. È severamente autocritico e alle prese con una brutta china personale-professionale nelle prime pagine del romanzo Un caso complicato per l’avvocato Ligas. Perdenti (marzo 2026, collana “Narratori Corbaccio”, 320 pagine), riedito per uscire in contemporanea con l’esordio della fiction Sky Original. Il legal thriller, dal quale sono stati tratti i soggetti delle puntate tv, è opera di un autore che non c’è. Perchè Gianluca Ferraris è morto nel 2022, stroncato da un male incurabile, a 45 anni.
Nato a Genova, nel 1976, giornalista e scrittore, dopo avere cominciato a collaborare con “Panorama” nel 2001, essersi laureato in scienze politiche l’anno successivo e trasferito a Milano, aveva frequentato un master in giornalismo, lavorando poi per le riviste “Chi” ed “Economy” e muovendo i primi passi nella redazione di “Quarto grado”, Rete 4 in televisione. L’ultimo incarico lo ha visto vice caposervizio a “Donna Moderna”. Ha pubblicato cinque romanzi e tre saggi, firmando dal 2014 soltanto romanzi di narrativa. Perdenti, nel 2021, segnava l’avvio di un ciclo di noir con protagonista l’avvocato milanese.
Troppi bar, troppi Negroni, troppe sbornie nella vita di Lorenzo Ligas. Tante nottate con semi sconosciute rimorcchiate su Tinder, di cui puntualmente si pente al risveglio, nel trilocale in cui abita a Milano, in compagnia del soriano Douglas. È in una fase autodistruttiva, con ’sti vizi irrimediabili. Dopo qualche passo a vuoto e appuntamenti saltati, i colleghi dello Studio legale associato Petrillo-Chieffi-Ligas gli hanno imposto di prendersi una pausa. Di fatto, lo hanno estromesso, il penale lo seguirà qualcun altro. L’ex moglie e collega, Patrizia, gli annuncia di avere deciso di trasferirsi a Lugano. Lascerà la Madunina, con tante complicazioni per i due fine settimana al mese di Lorenzo con l’amatissima figlia Laura (che ricambia l’affetto).
Quarantenne - sotto sotto sognatore, ma tanto sotto, perché si vede cinico e sfocato -, Lorenzo sconta uno zero virgola qualcosa di autismo, causa una brevissima apnea neonatale, che gli dona la capacità magari superflua di ricordare valanghe di dati inutili e di fare citazioni, anche a sproposito, di letture e film, telefilm, fiction. È incapace di rinunciare all’alcol e questo aggrava la tendenza a mandare in malora tutto quello che fa, il tocco della Medusa. Adora le rubriche aneddotiche di curiosità della Settimana Enigmistica, come l’Edipeo Enciclopedico e le serie gialle più nere, che alimentano il suo “citazionismo acuto”. È anche brand dipendente. Veste abiti Caraceni, indossa camicie Zegna con le cifre LL ricamate. Al collo, Regimental di Marinella, “nodo all’inglese, ma leggermente più stretto del dovuto. Elegante e sobrio”.
Questa è la presentazione dell’avvocato Ligas, mentre la seguente è la presentazione di Milano, sua e di Ferraris. Danno torto a Giorgio Scerbanenco (quando un uomo è stanco di Milano, probabilmente è stanco della vita), sostenendo che la maggior parte della gente a Milano è stanca della vita, in una città costantemente allo stremo delle forze, incapace di reggere una coda all’Esselunga o di tollerare il pianto di un bambino in metropolitana.
La gente può vivere a Milano ed esserne contemporaneamente sfinita, perché diversamente dall’epoca di Scerbanenco non è più una città in pavé con una grande prigione dove finiscono tutti i cattivi, un centro operoso e una periferia rustica in attesa di godersi il suo pezzetto di boom economico. È l’ultima grande metropoli di una nazione che sta affondando, all’estremità di un continente affamato, un’isola anfetaminica in mezzo a una penisola triste.
Tel chi il suo pensiero, prendere o lasciare. A proposito di prigione, l’amica pm Annamaria Pastori lo informa che in Questura c’è un indagato che ha chiesto di lui. Giacomo Nava, in arte Jack Zero, è un ex promettente popstar, una meteora nel giro di un’estate, di un Festivalbar. Un altro perdente, come il suo difensore. Quarantasei anni. Celibe, niente figli. Cantautore. Cocainomane. L’accusa: omicidio premeditato. La vittima: un poliziotto quarantasettenne. Luogo del decesso: l’appartamento di Farinetti, in via Mecenate a Milano, tra le 21,30 e le 23 di sabato 11 marzo. Causa della morte: due colpi d’arma da fuoco. Basso ventre e petto. “I giornali ci andranno a nozze per settimane”. Occasione e movente: mica pochi hanno visto la vittima litigare con l’accusato. Un’altra testimone, nell’ora presunta dell’omicidio, ha notato Nava entrare e uscire dal palazzo dove abitava Farinetti. Tanti sapevano dei contrasti tra i due per motivi passionali: l’ex moglie del poliziotto si era sentimentalmente legata al presunto assassino e questo pare fosse il motivo del diverbio che ha preceduto l’omicidio. Settimane? I giornali ci andranno a nozze “per anni”.
L’avvocato, precitato quasi al livello zero delle risorse, chiede allo Zero di confessare. La risposta: “non sono stato io”. Sembra sincera. A questo punto, ci vuole l’aiuto, a pagamento, di Daniela Scandura, esperta hacker che deve setacciare la Rete per scoprire altri nemici della vittima.
Visto che non si può dire di più, volete una chicca? In tribunale s’incroceranno tre bravi giornalisti: Enrico Radeschi, Steno Molteni, Gabriele Sarfatti, i protagonisti dei polizieschi di Paolo Roversi, Franco Vanni e dello stesso Gianluca.
- Autore: Gianluca Ferraris
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Corbaccio
- Anno di pubblicazione: 2026
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Articolo originale pubblicato su sololibri.live qui: Un caso complicato per l’avvocato Ligas. Perdenti
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